
Le Borse, si sa, sono incongruenti e mai costanti. L’effetto Mario Monti nuovo Premier dello stato italiano è già svanito e l’emozione stessa è venuta meno in poche ore: dopo il grande rialzo subito da Wall Street a Milano e con Barack Obama che si complimentava con Giorgio Napolitano per la scelta di costringere Silvio Berlusconi alle dimissioni, ecco che le borse europee vanno in perdita in tutti gli indici. Il Ftse Mib ha raggiunto perdite per il 2,4% chiudendo la seduta in calo dell’1,99% a 15464 punti.
Seduta pesante anche a Londra che frena dello 0,47% a 5519 punti: stessa flessione a Parigi e a Francoforte dove si perdono rispettivamente l’1,28% e l’1,19%. Lo spread fra Btp e Bund decennali è salito nuovamente a 493 punti base, perdendo tutto il vantaggio che avevano accumulato nei giorni precedenti. Il perdurare delle incertezze in Europa ha portato anche Wall Street a risentirne, come detto anche poc’anzi: l’indice Dow Jones è andato di poco sotto la parità, ma comunque in perdita, arrivando ad uno 0,66%. Stessa sorte è toccata al Nasdaq, che è andato sotto fino allo 0,85%.
I cali hanno anche vanificato l’acquisto da parte di Warren Buffet del 5,4% di IBM. Ora anche Spagna e Francia rischiano di risentirne pesantemente. Sul paese iberico ha influito molto la preoccupazione nata dai dati del rifinanziamento delle banche del Paese dalla Bce. Piazza Affari, intanto, viene penalizzata molto da Unicredit, che perde il 6,18%. Stessa problematica per Bpm e Intesa SanPaolo, entrambe in perdita intorno al 5% totale. L’unica ad andare bene è stata MPs, che sale al 1,57%.