
Nel terzo trimestre il Pil nell’Eurozona e nell’Unione Europea non ha subito un aumento positivo, anzi si parla di crescita piatta. Ci troviamo dinanzi allo 0,2% rispetto al secondo trimestre, quando era riuscito a salire dello 0,2% ugualmente. Rispetto all’anno scorso e lo stesso trimestre di analisi, il PIL è aumentato dell’1,4% delle zone prese in esame, e nel trimestre precedente c’era stato un +1,6% nell’Eurozona e un +1,7% della Unione Europea.
Il dato più preoccupante arriva però da Atene, dove il PIL subisce una contrazione del 5,2% rispetto al terzo trimestre dell’anno scorso. Tutti, purtroppo, si attendono che questa contrazione prosegua anche nel 2012 intensificando la contrazione a causa della recessione economica. Situazione quindi che si aggrava sempre più nel Paese ellenico.
Intanto peggiora il clima di fiducia degli investitori in Germania, che raggiungono il minimo possibile degli investimenti rispetto agli ultimi tre anni. A novembre l’indice elaborato dal centro studi Zew ha accusato un calo per il nono mese consecutivo, così da portarsi a 6,9 punti in meno. Si allontana ulteriormente la media storica, che tocca quota meno 55,2 punti. Secondo una recente indagine sui debiti pubblici in Italia e Grecia, la tensione avrebbe portato a delle incertezze sull’Euro. Si indebolisce così anche il mercato internazionale che non vede più di buon auspicio l’investimento sulla moneta europea. La situazione economica della Germania è rimasta in territorio positivo fino al mese corrente, quello di novembre, ma tenderà a scendere a lungo andare secondo gli esperti Zew dato che ne risentirà del clima generale.