
Come era ampiamente previsto, il maxiemendamento alla manovra Monti (il provvedimento del nuovo esecutivo che dovrebbe garantire un miglioramento dello scenario finanziario pubblico del Paese), comporterà un rincaro significativo nei contributi previdenziali dei lavoratori autonomi, con maggiorazione di 2 punti percentuali rispetto a quanto era stato originariamente auspicato per le principali categorie di artigiani, di commercianti e di agricoltori, con scadenza del piano di incremento fissata alla fine del 2024.
In altri termini, con decorrenza 1 gennaio 2012, e con scadenza sopra ricordata, i lavoratori autonomi saranno interessati dal coinvolgimento di un percorso di crescita graduale nella percentuale di contribuzione previdenziale, che dovrà salire fino a 24 punti percentuali, in un’ottica di miglioramento del peso della contribuzione individuale alla stabilità previsionale dei conti dell’Istituto di previdenza cui gran parte delle categorie di cui sopra sono obbligatoriamente iscritte.
Il rincaro previsto dal maxiemendamento alla manovra Monti non riguarderà ad ogni modo ogni categoria in ugual maniera. Per quanto concerne gli artigiani e i commercianti, infatti, è previsto un rincaro della sola gestione pensionistica (alla quale, come sopra accennato, artigiani e commercianti sono obbligatoriamente iscritti), che prevede un balzo in avanti di 1,3 punti percentuali con decorrenza 1 gennaio 2012, ulteriore rincaro di 0,45 punti percentuali a partire dal 2013, e identico avanzamento della stessa percentuale ogni anno, fino a giungere ai 24 punti percentuali nel 2018. Inoltre, coloro che risultano essere iscritti alla gestione commercianti, al contributo di cui sopra dovranno sommare anche un ulteriore contributo di 0,09 punti percentuali, che sarà devoluto al finanziamento del previsto indennizzo relativo alla cessione definitiva delle rispettive attività: in questo caso, l’obbligo di versamento è stato prorogato dal decreto legge anticrisi alla data del 31 dicembre 2013, entro la quale gli interessati dovranno pertanto procedere alle opportune regolarizzazioni delle rispettive posizioni.
Per quanto concerne i lavoratori agricoli, la seconda macro categoria interessata dal provvedimento, il contributo previdenziale salirà al 21,6% nel 2012 nel caso di lavoratori operanti nei c.d. territori normali. La percentuale salirà gradualmente nel corso del biennio successivo, fino a toccare il 24% nel 2014. Infine, i lavoratori agricoli operanti nei territori svantaggiati, dovranno procedere al pagamento di un contributo previdenziale “ridotto” al 18,7% nel 2012, in incremento graduale nel biennio successivo, fino a pareggiare il 24% nel 2014.
Un provvedimento, quello appena ricordato, che va ad inserirsi in un progetto molto più ampio, relativo alla modifica dell’inquadramento dei contributi previdenziali, e della gestione della previdenza sociale. Tra i principali punti di questo masterplan, la costituzione della “SuperINPS”, che ingloberà le prestazioni relative agli altri istituti previdenziali (es. Inpdap).