Riforma pensioni, aumenta la spesa previdenziale

Cresce la spesa previdenziale 2010

L’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) ha appena pubblicato gli ultimi dati relativi all’andamento della spesa per le pensioni in Italia. Elementi statistici, quelli che compaiono all’interno dell’analisi dell’Istituto, che evidenziano un aumento dell’impegno monetario complessivo dell’INPS per il pagamento delle pensioni, che ha contribuito a portare in leggero rialzo l’importo delle pensioni “medie” percepite dagli italiani. Un incremento che non ha tuttavia portato alcun beneficio alle tasche dei concittadini, visto e considerato che l’inflazione è cresciuta in maniera ben più importante all’incremento delle retribuzioni medie, falcidiando il potere di acquisto dei soggetti interessati dagli interventi dell’Istituto previdenziale.

Secondo l’Istituto, complessivamente la spesa pensionistica del 2010 è aumentata da quota 186,1 miliardi di euro a 191,2 miliardi di euro, con un apprezzamento totale di 2,7 punti percentuali (poco più di 5 miliardi di euro), che è stato convogliato in gran parte nelle prestazioni previdenziali, che ancor oggi costituiscono più dell’85% della spesa dell’INPS (86,7%), contro una quota minoritaria della spesa assistenziale (13,3%).

L’incremento della spesa pensionistica italiana va inoltre analizzato in scarsa sinergia con l’andamento dell’occupazionale. La fascia più giovane della popolazione italiana, quella dei lavoratori al di sotto dei 30 anni che contribuiscono alle casse dell’Istituto di previdenza, ha perso 227 mila posti di lavoro nel corso dell’ultimo anno, con un deprezzamento di tale quota tricolore che si aggira intorno al 9%. Più grave è la situazione di coloro che non hanno ancora superato i 20 anni, che nel giro di pochi anni hanno subito una perdita di quasi il 40% della propria forza lavoro. La tenuta di quelli di età anagrafica compresa tra un minimo di 20 anni e un massimo di 24 anni risulta invece essere migliore, con un passo indietro dell’11%.

Ancora, l’INPS ricorda come la pensione media italiana sia pari a circa 1.084 euro al mese: una media che tuttavia provoca la sommersione di una grave divergenza tra quanto percepito dagli uomini (1.312 euro) e quanto invece percepito dalle donne (893 euro). Su scala territoriale, nel Settentrione risiederebbe circa un pensionato su due, con un reddito pari a 1.191 euro, oltre 100 euro la media nazionale. Più scarso il numero dei pensionati al Centro e al Sud: nel solo Meridione sono presenti il 31% dei pensionati, con un reddito pari a circa 876 euro, oltre 200 euro in meno della media nazionale.

Infine, i dati relativi ai buoni lavoro: i voucher sono infatti cresciuti in maniera molto importante rispetto a quanto riscontrato nel corso dell’ultimo anno (+ 85%), per un controvalore che risulta essere superiore del 154% rispetto a quanto ottenuto nel 2009. Un trend che dovrebbe proseguire anche nel corso dell’anno in termine, e di quello successivo, grazie a una maggiore penetrazione e diffusione, garantita anche dagli istituti postali.

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