Lavoro, al via i contrasti sull’articolo 18

Si accendono i dibattiti sull'articolo 18: il ministro Fornero si è detta dispiaciuta delle polemiche sollevate dai sindacati, i quali si preparano a ergere barricate per difendere la norma anti-licenziamenti facili.

Si accendono i contrasti sull'articolo 18

Il ministro Fornero ha dato il via ai dibattiti sulla riforma del lavoro, che dovrebbe ritoccare in maniera più o meno significativa la disciplina sui licenziamenti e, conseguentemente, l’articolo 18, “simbolo” delle barricate difensive delle parti sindacali e di buona parte parlamentare (che si è tuttavia dimostrata ben più morbida riguarda all’idea di un ritocco di tale materiale normativo).

Probabilmente, tuttavia, la maggior parte dei contrasti intorno all’articolo 18 sono da rinviarsi a data futura. Al di là del periodo di fine anno, che probabilmente condurrà a più miti consigli i protagonisti, sembra che gli annunci del ministro Fornero abbiano colto di sorpresa i destinatari diretti e indiretti della proposta di ritoccare l’articolo, con le parti politiche che spenderanno qualche giorno di tempo per riorganizzarsi e decidere che posizione univoca assumere per affrontare le ipotesi di variazione di tale norma.

Tra i più sorpresi del passo in avanti del ministro Fornero c’è sicuramente il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, che proprio la scorsa settimana aveva incontrato il ministro per chiedere qualche cautela in più sulla riforma del lavoro, dopo le decise irruzioni in ambito pensionistico. La sorpresa del vertice Pd è altresì denotabile dalle dichiarazioni a margine di un breve incontro con la stampa, nella quale Bersani si è limitato a ricordare come “non c’è ancora nulla”, e come sia “inutile adesso mettersi a discutere su cose che non sono ancora emerse”. “Abbiamo avuto già settimane molto complicate” – ha poi proseguito Bersani – “sono state scelte difficili che il Paese deve valutare, digerire. Scelte un po’ pesanti. Credo che possiamo farci il Natale con un po’ di serenità e poi ricominciare a lavorare”.

Sicuramente meno interlocutori i sindacati, che hanno dichiarato aperta guerra alle ipotesi di riforma dell’articolo 18. Un atteggiamento molto duro, che ha provocato la reazione del ministro Fornero, che si è detta “dispiaciuta e sorpresa” per la reazione delle associazioni di difesa dei diritti dei lavoratori. “Un linguaggio” – ha precisato in merito il ministro – “che pensavo appartenesse a un passato dal quale non possiamo certo andare orgogliosi, soprattutto per la personalizzazione dell’attacco che non fa merito a chi lo ha condotto”.

Dal canto suo, risponde Susanna Camusso, leader della Cgil, cui il ministro si riferiva parlando di attacchi. “L’articolo 18 non è un totem, ma una norma di civiltà” – aveva dichiarato la Camusso. “La signora Fornero che fa la maestrina dovrebbe sapere che senza maggior salario non si possono avere più contributi” – ha invece fatto eco il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.