Riforma del lavoro, interviene anche Marchionne

Marchionne interviene sulla riforma del mercato del lavoro

In piene discussioni in tema di riforma del lavoro, non poteva far mancare la propria voce l’amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, che ha voluto rispondere direttamente alle dichiarazioni del ministro del Welfare Elsa Fornero, che pochi giorni fa si era detta disponibile a incontrare il numero 1 delle quattro ruote torinesi.

Nonostante l’apertura della Fornero e dell’intero esecutivo, Marchionne non sembra voler compiere passi in avanti nei confronti di una riappacificazione dei protagonisti di questa intricata vicenda. “Non ho chiesto nulla al premier Monti e non ho nulla da negoziare” – ha dichiarato l’amministratore delegato Fiat Chrysler. L’Italia “deve decidere se vuole tornare a essere un produttore manifatturiero o no” – ha poi aggiunto Marchionne – “ce lo dica. I sindacati più di sinistra sembrano avere una visione un po’ diversa: a Monti chiedo solo pace fra le parti per farci lavorare”.

Durante una recente intervista rilasciata alla stampa locale, dall’altra parte dell’Oceano, Marchionne ha poi avuto modo di colloquiare, a distanza, con il ministro Fornero: “Sono stato chiaro, non so cosa possa cambiare della mia storia. C’è un mercato dell’auto con un volume di vendite sui livelli del 1985. Se continua così le vendite complessive di auto saranno nel 2012 meno di 1,7 milioni. L’industria non può tornare indietro di 20 anni: bisogna rifondare le basi”.

Sulla riforma e sull’intera situazione italiana, Marchionne non sembra avere molti dubbi: “Le prossime settimane saranno cruciali per l’Europa. La situazione è molto difficile, e non vanno sottostimate le conseguenze. C’è un’aspettativa che si convergerà verso una soluzione, con un po’ più del 50% di probabilità, ma non è garantito”. Nonostante le perplessità, Marchionne ha tuttavia affermato che l’euro sopravviverà, e che la Fiat continuerà a crescere grazie ai mercati che hanno risentito meno (o nulla) della crisi: l’azienda sarebbe stata “aiutata dalle attività in Brasile e dai profitti di Chrysler” – ha ricordato in proposito l’amministratore delegato, che ha poi aperto le porte a possibili intese e partnership con società del settore, di piccole dimensioni, in Europa, dove va risolto il problema della sovracapacità.

Infine, sul futuro di Fiat in Italia, Marchionne ha ricordato come la società “ha legami storici e una relazione privilegiata con l’Italia”. La decisione di Fiat di costruire la Panda a Pomigliano “non è una decisione basata su considerazioni puramente economiche e ragionali. È basata in parte sul riconoscimento che abbiamo l’obbligo morale di tutelare e contribuire al welfare di coloro che vivono in comunità in cui abbiamo radici. È stata anche una decisione resa possibile dai lavoratori dello stabilimento, che hanno scelto di unirsi a noi nella sfida di rilanciare la competitività dell’Italia”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>