Lavoro: mezzo milione di lavoratori in CIG a zero ore

La Cgil sostiene che i lavoratori in cassa integrazione guadagni a zero ore sarebbero stati circa mezzo milione nel 2011: ognuno di lavoro ha rinunciato a 8 mila euro in busta paga, aggravando una situazione già precaria per il mercato del lavoro nazionale.

Mezzo milione di lavoratori a CIG a zero ore

Secondo quanto afferma la Cgil attraverso uno dei suoi osservatori, mezzo milione di lavoratori risulterebbero in cassa integrazione a zero ore, con conseguente rinuncia di circa 8 mila euro in busta paga, per un controvalore equivalente, a livello di Sistema Italia, di 3 miliardi e 650 milioni di euro. Sempre stando ai dati del sindacato confederale, il numero complessivo di ore registrate nel 2011 per la cassa integrazione sarebbe pari a 950 milioni di unità, con un numero di lavoratori coinvolti che preoccupa talmente tanto la Cgil da far affermare al segretario Vincenzo Scudiere il raggiungimento di “un punto limite della tenuta del sistema rispetto all’andamento della crisi”.

L’Osservatorio Cig evidenzia infatti come le persone che lo scorso anno hanno percepito a vario titolo di ammortizzatori sociali siano state pari a oltre 4 milioni su 12 milioni di mezzo di assicurati Inps. In altri termini, quasi un terzo dei lavoratori italiani sarebbe stato interessato da uno dei provvedimenti di supporto sociale per la crisi delle imprese.

Per quanto concerne un confronto su base annua, il numero di ore di cassa integrazione complessive sarebbe in deciso calo rispetto al 2010. La flessione del 20% su base annua, tuttavia, osserva la Cgil, “non è dovuta ad una ripresa del sistema ma ad un progressivo scivolamento dei lavoratori verso la disoccupazione”. In parole più concrete, molti lavoratori non rientrano più all’interno dell’ambito della cassa integrazione perché non percepiscono più alcun ammortizzatore sociale, avendo esaurito il tempo a disposizione.

Sul fronte della ripartizione territoriale, il maggior numero di aziende che fa ricorso alla cassa integrazione risiede al Nord (principalmente, in Lombardia). Per le cause scatenanti il ricorso alla Cig, il boom è relativo alla crisi aziendale, anche se risultano in aumento anche i ricorsi ai contratti di solidarietà, al fallimento, al concordato preventivo. Scarsi i percorsi di reinvestimento e di rinnovamento strutturale dell’impresa.

Dal canto suo, la Uil rileva come negli ultimi tre anni le imprese abbiano richiesto oltre 3 miliardi di ore di cassa integrazione, suddivise tra 1,1 miliardi di ore per la gestione ordinaria e altrettanti per quella straordinaria, e 810 milioni per la cassa in deroga. Il Nord avrebbe assorbito il 65% delle ore, il Mezzogiorno il 20% e il Centro il 15%.