
Secondo quanto affermato dall’Osservatorio Nazionale Fiaip, tra domanda e offerta immobiliare esisterebbe ancora una gap pari al 20%. Un differenziale molto significativo, che l’Osservatorio ha confermato sui dati consuntivi di 14 mercati immobiliari urbani italiani, dai quali emerge uno scenario di forte contrazione delle attività del comparto, e di possibilità di prosecuzione pressochè certa di tale trend anche nel corso del 2012 recentemente avviato.
La Fiaip conferma pertanto le proprie posizioni dello scorso anno, confermando come lo stato di stagnazione sia presente in tutti i livelli del mercato, dal settore residenziale a quello commerciale, e preannunciando un primo semestre 2012 che non dovrebbe discostarsi dall’attuale panorama.
Per quanto concerne le compravendite residenziali, nel 2011 è stato registrato un andamento medio dei prezzi in flessione di quasi 7 punti percentuali, a fronte di un calo delle compravendite di poco inferiore al 6%. Crescono invece gli affitti abitativi (+ 4%, a conferma di un minore impatto della crisi nel mercato delle locazioni), mentre crollano i prezzi di immobili e unità immobiliari non abitative, come i prezzi dei negozi (-9%), degli uffici (-11%) e dei capannoni (-9,8%).
“Il mercato immobiliare nel 2011 ha senz’altro risentito dell’impennata dello spread tra titoli italiani e titoli tedeschi” – ha in merito dichiarato Mario Condò de Satriano, responsabile dell’ufficio studi di Fiaip – “Questo ha dato luogo a una tempesta finanziaria che ha prodotto il brusco innalzamento del costo del funding, ponendo ancora gli istituti di credito in una posizione di difesa, e generando, nuovamente, una stretta creditizia. Ma il mercato immobiliare risente anche dei timori sulla tenuta della moneta unica, delle ridotte capacità di risparmio delle famiglie e, in special modo, è stato influenzato dall’elemento psicologico negativo acuitosi nel terzo trimestre del 2011 con l’introduzione dell’Imu e la paventata revisione del sistema catastale”.