conti correnti

Il Natale 2013 si preannuncia particolarmente difficile per le tasche degli italiani, ma il “risveglio” del Capodanno 2014 dovrebbe essere addirittura peggiore. Il “merito” – si fa per dire – è di una vecchia previsione normativa elaborata dal governo Monti, che con decorrenza 1 gennaio 2014 ha previsto l’incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti e sui depositi amministrati.

L’imposta di bollo salirà quindi al 2 per mille annuo (anzichè l’1,5 per mille), e sarà applicata su tutti i depositi che avranno un saldo superiore a 5.000 euro. Una sgradita novità, soprattutto se si ricorda che fino al 2011 l’imposta di bollo sui conti correnti era stabilita in misura fissa, ed era pari a 34 euro annui. Inoltre, all’imposta di bollo si dovrà aggiungere la ritenuta fiscale del 27% su tutti i guadagni.

Qualche esempio? Su un investimento di 100 mila euro in obbligazioni, con rendimento del 3% (cioè 3.000 euro), le tasse ammontano a 600 euro, mentre l’imposta di bollo ammonta a 200 euro. In altri termini, 800 euro da pagare su 3.000 euro guadagnati.

Non è ancora chiaro se il nuovo incremento sull’imposta di bollo potrà o meno scoraggiare investimenti finanziari di qualsiasi tipo, così come non è chiaro in che modo le banche potranno cercare di compensare questo nuovo salasso ai danni dei contribuenti.

Voi che ne pensate? Pagare il doppio delle tasse sui risparmi che si pagavano appena due anni fa non vi sembra davvero esagerato?