La vicenda FIAT e dei licenziamenti di alcuni suoi operai è stata presa di mira non soltanto dai media italiani, ma anche dai politici. Stavolta è il turno del politico Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori: “Il reintegro dei lavoratori di Melfi illegittimamente licenziati della Fiat dimostra quanto sia preziosa la presenza di una magistratura autonoma dai poteri forti. In un Paese il governo chiederebbe alla Fiat precise garanzie, cosi’ come hanno fatto la Merkel con la Opel, Sarkozy con la Renault e Obama con la Chrysler. C’e’ solo un piccolo problema: in Italia non esiste nessun governo”. Secondo Di Pietro quindi il problema più grande non sono i licenziamenti di FIAT, ma l’assenza di un governo valido in grado di impedire tali avvenimenti.

Anche il responsabile welfare e lavoro del partito Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, ha desiderato commentare la situazione attuale della FIAT e del governo italiano tramite una nota congiunta. Secondo il responsabile Zipponi, l’Italia dei Valori ha empre considerato la questione della Fiat come una vicenda nazionale di cui il governo deve assumersi piena responsabilità: “Non certo come ha fatto il ministro della disoccupazione e della precarieta’, Maurizio Sacconi, dando continuamente ragione all’azienda e torto ai lavoratori”.
Sia per Di Pietro che per Zipponi si tratta di una questione seria, e secondo i due rappresentati di partito la FIAT deve finire di usare il ricatto verso i lavoratori e piuttosto deve fornire un piano industriale che dia un futuro a tutti gli stabilimenti italiani, a partire da Termini, Somigliano e Mirafiori. La ricerca del capro espiatorio nei lavoratori e nella Fiom e’ semplicemente “una foglia di fico per coprire l’intenzioni della Fiat che vuole dislocare le produzioni fuori dall’Italia”.