L’imam egiziano Ahmad al Sakka, laureato all’universita’ islamica al-Azhar del Cairo, ha di recente fatto sapere durante un discorso nella moschea di Roma che i musulmani, nel corso del mese del Ramadan, se lavorano nei campi, e quindi sotto il sole e in condizioni di caldo torridom possono bere acqua durante il giorno senza alcun problema, nessuna regola religiosa verrà violata.

La Coldiretti a tal proposito ha fatto sapere che per tutelare i lavoratori islamici dal rischio di colpi di calore e’ importante la deroga al divieto di bere durante il giorno dopo i casi di malore che si sono verificati nel passato. Mario Scialoja, amministratore della moschea di Roma, ha commentato così quanto dichiarato dall’imam egiziano: “Ci sono casi speciali in cui e’ lecito per un musulmano derogare al divieto di bere acqua durante il giorno nel Ramadan, in particolare e’ esente dal divieto chi lavora in condizioni molto pesanti, come ad esempio chi sta nei campi sotto il sole a temperature torride o chi e’ impegnato nelle acciaierie davanti ai forni”.
La Coldiretti ha quindi desiderato precisare che tutto questo viene fatto per evitare rischi per la salute di chi lavora in campagna a trenta gradi sotto il sole senza una adeguata alimentazione. Bere acqua quando si fanno lavori pesanti in pieno campo con temperature alte e forti percentuali di umidità e’ una necessita’ vitale: “In passato si erano verificate incomprensioni tra imprenditori agricoli e lavoratori islamici durante il mese sacro anche con il verificarsi anche di malori per il rifiuto a bere”.