Decreto Sviluppo : Novità Per I Mutui

Grosse, anzi grossissime novità per quello che riguarda il mondo dei mutui; il recente Decreto Sviluppo ha infatti introdotto alcune novità su determinate normative che riguardano molto da vicino i mutui. Come sappiamo alcuni anni fa era stato il famoso Decreto Bersani a dare più respiro ai consumatori togliendo del potere alla banche, ora questo decreto, seppur in forma minore, introduce alcune novità che è il caso di conoscere.

Decreto Sviluppo

La rinegoziazione del mutuo ha ora delle nuove regole, come sappiamo il Decreto Bersani ha introdotto questa possibilità pur lasciando la discrezione alle banche o agli istituti di credito, adesso invece la banca non ha più la riserva di accettare oppure no la richiesta di rinegoziazione. Vediamo nel dettaglio come è ora possibile rinegoziare il proprio mutuo; per avere questo “potere” è necessario essere in linea con alcune caratteristiche soggettive che la norma ha introdotto, in primo luogo il mutuo deve entrare nei parametri previsti, ossia pagamenti rateali in regola ed almeno 150 mila euro di mutuo residuo nonché Isee non superiore ai 30 mila euro. Le persone che hanno acceso un mutuo e rientrano in questi parametri hanno ora la facoltà di ottenere una rinegoziazione senza che la banca possa rifiutarsi.

Diversi regolamenti anche per quanto riguarda i termini della rinegoziazione tra banca e richiedente, la norma dichiarava che le nuove condizioni da applicare al mutuo dovevano essere decise previo accordo tra banca e cliente, il che poneva assolutamente la prima in una posizione di netto vantaggio rispetto ai consumatori, adesso però anche questo aspetto è definito dalla norma, con ovvi vantaggi per i secondi.

In primis, ricordando che nelle normative rientrano i soli mutui a tasso variabile e soltanto per passare al tasso fisso, parliamo del parametro utilizzato, che sarà un IRS a 10 anni oppure, in caso di durata residua minore, sarà quello riferito proprio alla rimanente durata prevista nel piano di ammortamento. I mutui con durata residua non superiore ai 25 anni potranno essere allungati di ulteriori cinque anni mentre lo spread dovrà rimanere assolutamente inalterato.

Una normativa valida che però va sfruttata a dovere, in questo periodo ci sono stati aumenti nei tassi voluti dalla BCE e come sappiamo altri aumenti sono previsti, vi consigliamo di non farvi prendere dal panico e di tenere per il momento il vostro variabile senza passare ad un fisso; valutate sempre con estrema attenzione tutte le variabili e controllate molto bene sino a che punto un variabile rimane ancora vantaggioso, la norma ora c’è, sta a voi sfruttarla a dovere.

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