Unicredit annuncia l’avvio del nuovo piano assunzioni

Il noto Gruppo Unicredit sceglie ancora una volta di investire sui giovani, riconfermando anche quest’anno  il nuovo piano assunzioni che nel 2010 ha comportato l’ingaggio di ben 9000 operatori assunti tra l’Italia e l’estero.Unicredit procede all'avvio di un nuovo piano assunzioni

Anche quest’anno, quindi, il gruppo darà il via al corposo piano assunzioni costituto lo scorso autunno in pieno accordo con i sindacati, il cui scopo principale è quello di regolare l’assunzione di ben 2.200 figure professionali da inserire nell’organico lavorativo in un periodo compreso tra il 2011 e il 2013.

Secondo quanto previsto dall’accordo in questione, ad avere la precedenza saranno gli assunti a tempo determinato e i precari già operativi, difatti si prevede l’avvio di ben 1000 stabilizzazioni relative a lavoratori già in servizio i cui contratti di lavoro subiranno una conversione (diventando così a tempo indeterminato) a queste figure poi, si affiancheranno altre 1000 nuove assunzioni tra neolaureati e specializzandi.

Secondo le principali linee guida annunciate da Unicredit, il gruppo indirizza la propria attenzione soprattutto sui neolaureati che  hanno conseguito un titolo in Giurisprudenza, Economia, Ingegneria Gestionale e Scienze Politiche. L’età media dei nuovi assunti, continuerà a mantenersi stabilmente al di sotto dei  30. Tra i principali requisiti da inserire nel curriculum sembra rivelarsi indispensabile una buona conoscenza della lingua inglese.

Per un primo periodo Unicredit proporrà ai giovani lavoratori contratti di apprendistato , e le principali mansioni da svolgere all’interno delle diverse sedi di lavoro dislocate nelle diverse filiali e sportelli bancari presenti in Italia riguarderanno in particolar modo  competenze  specifiche per lo svolgimento di mansioni riguardanti settore impiegatizio, di gestione del credito, di accoglienza ai clienti e di sportelleria.

Il piano assunzioni  verrà spalmato nell’arco di tre anni per riuscire contemporaneamente a dare spazio alle immediate politiche di prepensionamento, difatti sembra essere già stato siglato un nuovo piano inerente ai cosiddetti “esodi volontari” che determinerà l’uscita dal ciclo produttivo di oltre 3000 lavoratori.

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