Prestiti alle imprese, criteri sempre più rigidi

I criteri di erogabilità dei prestiti alle imprese subiscono nuovi irrigidimentiNegli ultimi mesi il mondo economico ha assistito ad una sorta di irrigidimento generale rispetto ai criteri e alle norme riguardanti il sistema utilizzato per ridefinire la distribuzione dei prestiti alle aziende.

Ad avere la peggio, soprattutto le grandi imprese che hanno dovuto pagare uno scotto maggiore derivante da tutta una serie di motivazioni che vanno ad inficiare l’eventuale erogabilità dei capitali da parte delle banche.

Ad influire sull’irrigidimento, soprattutto le maggiori possibilità di rischio di credito percepito, il costo della raccolta ed infine i cosiddetti vincoli di bilancio a cui si ancorano le banche.

A sottolineare nuovamente la questione, la Banca d’Italia che nell’ultimo mese ha condotto un’indagine sul credito monitorandone l’andamento soprattutto per questo mede di Luglio. Dalla ricerca emergono però nuove sfumature, difatti pare che l’irrigidimento e la conseguente compressione, si sia tradotta più che altro in un progressivo accrescimento dei margini applicati sui prestiti ritenuti dalle banche ad alto rischio, senza intaccare però il volume e la quantità di prestiti erogati.

Analizzando l’intera panoramica, emerge con chiarezza una sorta di inasprimento delle politiche creditizie italiane, soprattutto se confrontate con quelle dell’area dell’euro,  per quanto attiene i prestiti alle imprese del Nostro Paese.

Sembrano però essere rimasti sostanzialmente invariati i criteri di erogazioni di prestiti e finanziamenti alle famiglie e ai privati, soprattutto per le formule di credito riguardanti l’acquisto di immobili, a differenza invece del credito al consumo, il cui mercato sembra aver palesato un lieve irrigidimento così come altre formule generiche di prestito.

In base a quanto dimostrato dalla relazione stilata dalla Banca d’Italia, pare che durante questo trimestre la crescita della domanda di prestiti -sia da pate delle grandi aziende che da parte delle famiglie- abbia fatto registrare una leggera diminuzione, proseguendo sostanzialmente a ritmi più contenuti rispetto ai primi mesi del 2011.

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