Lavorare come educatore professionale significa dedicarsi agli altri, puntando sulla riabilitazione e l’educazione. Questa figura professionale si occupa infatti di elaborare progetti e programmi rivolti a giovani o ragazzi in difficoltà. Richiede una grande specializzazione e conoscenza di psicologia, pedagogia, filosofia oltre che lo svolgimento di attività pratiche come tirocini o laboratori. L’obiettivo principale al quale deve rispondere è quello di dedicarsi ai soggetti in difficoltà per promuovere e favorire il loro benessere psicosociale. Si tratta, dunque, di un’occupazione che avviene a stretto contatto con categorie sociali deboli o semplicemente a rischio: persone con handicap, con problemi di droghe o dipendenza dall’alcol o dal gioco, persone anziane, soggetti con problemi familiari alle spalle.
Lavorare come educatore professionale significa dunque dedicarsi all’elaborazione di programmi specifici rivolti a soggetti in difficoltà, con l’obiettivo del reinserimento o del benessere psicosociale. Gli obiettivi devono dunque essere individuati in maniera specifica a seconda dei soggetti. E’ comunque fondamentale recuperare le persone, nel senso di restituire loro benessere psicologico. Nei programmi possono essere coinvolte anche le famiglie (il più delle volte è così) e la società. Egli si occupa anche di monitorare situazioni a rischio e della gestione di strutture sociali. Può anche avere il compito di gestire risorse che gli vengono affidate nei progetti elaborati.
Lavorare come educatore professionale significa anche entrare nella realtà delle carceri e occuparsi del reinserimento di questi soggetti in società dopo la loro scarcerazione. Si tratta di un’occupazione che richiede formazione complessa ed una buona dose di sensibilità ed empatia. Bisogna avere la capacità di mettersi nei panni dell’altro e comprendere il modo migliore per aiutarlo a risollevarsi. Per svolgere la professione di educatore professionale è necessario conseguire la laurea triennale in educatore professionale a numero chiuso. Dopo il primo titolo è possibile conseguire la laurea specialistica per svolgere attività di gestione di strutture. Non è necessaria l’iscrizione ad un Albo professionale (fonte Isfol).