Wall Street è da settimane sotto l’assedio degli indignados statunitensi e da ieri la protesta contro le banche, l’alta finanza ed il mondo della speculazione si è spostata anche in Italia.
A Bologna, Intorno alle 11 di mattina, un centinaio di giovani si è presentato in piazza Cavour per gridare la propria rabbia contro una situazione economica e sociale sempre meno sostenibile. Ad attenderli, davanti agli uffici locali di Bankitalia, vi erano una quarantina tra carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa. Le grida degli studenti sono risuonate lungo le strade “non vogliamo più essere sfruttati, siamo precari e diciamo basta”, ed i loro numerosi striscioni sono stati orgogliosamente esibiti, “A voi i debiti a noi la borsa e la vita”.
Il corteo ha tentato per due volte di entrare nella sede della banca centrale e per due volte è stato respinto dalle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dai presenti, soprattutto il secondo scontro, avvenuto intorno alle 13, sarebbe stato particolarmente duro. A farne le spese una ragazza con un labbro spaccato e quattro denti rotti, ed altri giovani contusi al capo.
Dopo aver lanciato uova e vernice rossa sotto il balcone della sede di Bankitalia, il corteo si è diretto presso l’Ufficio Pignoramenti del Tribunale, ed è riuscito ad occupare la stanza Notifiche. Per qualche minuto è regnato il caos, sono stati rovesciati documenti, lanciati faldoni e gettate dalla finestra cartelline. Poi è finalmente tornata la calma e la protesta si è conclusa, com’è tradizione, in piazza Verdi, cuore dell’università.
Nonostante tutto, i danni su persone e cose, sono stati minimi. Per questa volta è andata bene, ma la prossima? Cosa può fare una popolazione perennemente inascoltata?