E.ON, Scottish Resources e Scottish Power Spiavano Organizzazioni Ambientaliste

Clamorose indiscrezioni riportate dalle ultime ore da una fonte autorevole come The Guardian. Stando all’articolo citato, più in particolare, tre colossi “energetici” inglesi, come E.ON, Scottish Resources (tra le altre cose, secondo produttore britannico di carbone) e Scottish Power, avrebbero pagato una società di sicurezza, con il chiaro scopo di essere sempre informate sulle recenti novità riguardanti le organizzazioni ambientaliste.

La suddetta società si chiamerebbe Vericola, che, nel corso degli ultimi anni, avrebbe utilizzato dei veri e propri infiltrati all’interno di tali associazioni, al fine di tenere sotto controllo e-mail e diversi sistemi di comunicazione, in modo tale da avvertire preventivamente i tre giganti sulle attività in corso d’opera.

Il Guardian, sviluppando la propria indagine su un fenomeno di questo tipo, rincara poi la dose, sottolineando come il controllo sia andato avanti per anni, con i soggetti interessati dal piano che nel tempo hanno avuto modo ricevere informazioni sempre più dettagliate. Facile immaginare, a questo punto, che ci saranno dure reazioni, non solo dalle organizzazioni chiamate in causa da queste clamorose rivelazioni, ma anche di soggetti sulla carta “neutrali”. Quali saranno le conseguenze per E.ON, Scottish Resources e Scottish Power, ma soprattutto quale sarà la presa di posizione da parte di ciascuna azienda?

Pannelli Fotovoltaici : Produrre Energia Elettrica

I pannelli fotovoltaici sono particolari tipi di pannelli, che con una particolare tecnologia consentono di produrre energia elettrica, sfruttando la luce del sole.

Pannelli Fotovoltaici

Con i problemi che caratterizzano il nostro Pianeta Terra, a livello di inquinamento e di risorse energetiche in esaurimento, i pannelli fotovoltaici rappresentano una grossa opportunità da sfruttare, per raggiungere l’obiettivo di utilizzare energie rinnovabili che non inquinano.

Esistono vari tipi di pannelli fotovoltaici, ognuno con proprie caratteristiche :

  • Pannelli Fotovoltaici in Silicio Amorfo: sono i più economici e soggetti ad una diminuzione del rendimento nel corso del tempo.
  • Pannelli Fotovoltaici in Silicio Multicristallino che sono un po’ più costosi, ma mantengono intatto il loro rendimento anche per 25 anni.

Per costruire un impianto fotovoltaico, c’è bisogno di installare dei moduli, composti da più pannelli. Per un impianto si spendono mediamente 7.000 – 10.000 Euro e si ricavano 1.000 – 2.000 Kwh / anno.

Bisogna però calcolare che l’Italia è il Paese che si trova al primo posto per incentivi statali, per istallare pannelli fotovoltaici.

L’energia prodotta viene scalata da quella che consumiamo e dunque pagheremo all’Enel la sola differenza mentre se ne produciamo di più, l’Enel deve comprarla (anche se questa possibilità è in fase di definizione).

Anche per il 2011 sono stati rinnovati gli incentivi statali per istallare impianti fotovoltaici, per cui è possibile avere il proprio impianto a costo davvero basso.

Energia Alternativa Puglia : Iniziative Per Spingere Le Auto Elettriche

Svolta importante quella che sta prendendo piede in Puglia, per quanto concerne lo sviluppo di un settore come quello delle auto elettriche. La Regione, infatti, nelle ultime ore ha annunciato che nel prossimo anno saranno installati 250 nuovi impianti dedicati alla ricarica di questo tipo di vetture, con il chiaro scopo di incentivare il loro acquisto.

energia alternativa puglia

A queste se ne aggiungono circa 4 mila, che avranno il compito di immagazzinare energia in eccesso, al fine di non farsi trovare impreparati nel momento in cui dovesse crearsi una particolare esigenza.  Insomma, un progetto non di poco conto, soprattutto dal punto di vista economico: pare, infatti, che l’investimento totale possa andare a toccare una cifra complessiva pari a ben 100 milioni di euro, che saranno garantiti sia dall’Enel, sia da finanziamenti comunitari che erano stati programmati già in passato per la Puglia.

Ai servizi citati, infatti, vanno aggiunti quelli legati alla smart grid, utile per individuare, attraverso l’utilizzo di appositi contatori elettrici, la quantità di elettricità consumata. In questo modo, chiunque gestirà l’iniziativa, avrà la possibilità di “dirottare” la quantità di energia verso quelle aree dove la domanda risulterà più elevata rispetto ad altre. Sembrano dunque esserci i migliori presupposti per portare avanti un progetto in grado di calare notevolmente il nostro impatto sull’ambiente.

PowerTrekk : Caricatore Per Il Risparmio Energetico

Importante novità per tutti coloro che sono sempre interessati al mondo del risparmio energetico, nell’ottica di garantire una continua diminuzione del nostro impatto verso l’ambiente. E’ stato da poco lanciato sul mercato un nuovo prodotto, chiamato PowerTrekk, che permetterà ai nostri dispositivi elettronici di essere sempre carichi, pur essendo distanti dalle tradizionali fonti di energia elettrica.

powertrekk

Tra le sue caratteristiche principali, il prodotto in questione punta sulla tecnologia della cella a combustibile, indispensabile per limitare l’inquinamento del nostro ambiente, al momento di convertire idrogeno in energia elettrica. A questo, poi, si aggiunge che l’energia ricavata dall’idrogeno può avere diverse fonti alternative. L’importanza del progetto è testimoniata dalla non casuale presenza, in occasione del Mobile World Congress 2011 di Barcellona, che si terrà proprio in questi giorni.

Björn Westerholm, CEO di myFC, azienda che rappresenta il punto di riferimento PowerTrekk, ha voluto sottolineare anche come la carica assicurata da un dispositivo di questo tipo non sarà mai condizionata dalle condizioni atmosferiche: “Rispetto ai caricatori da viaggio alimentati a batterie, PowerTrekk assicura una carica affidabile poiché le cartucce di combustibile non si esauriscono come accade per le batterie”.

Insomma, siamo al cospetto di un prodotto che presenta diversi elementi di rottura rispetto al passato ed il cui utilizzo pare essere di una semplicità estrema.

Energia Fotovoltaica : Incredibile Crescita della Puglia

Il fine settimana è stato utile per fare un punto sullo stato attuale di salute di un settore come quello delle energie rinnovabili in Italia, con particolare riferimento all’ambito fotovoltaico. Gli ultimi dati, in tal senso, sono stati forniti dal Gestore dei servizi elettrici (Gse) ed il verdetto non potrà che far sorridere una regione come la Puglia.

energia fotovoltaica

Le rilevazioni, infatti, affermano come la suddetta area ha in questo momento raggiunto una potenza pari addirittura a 7.000 Mw. Stime non da poco, soprattutto se confrontati con i valori che erano stati riscontrati nel 2009, quando ci si trovava appena a quota 1.142 Mw.

Grazie anche alla diverse forme di incentivazione, gli esperti del settore affermano come si dovrebbe raggiungere nel giro di pochi mesi un obiettivo che inizialmente era stato fissato entro il 2020, vale a dire quello degli 8.000 Mw. Per rendere al meglio l’idea del salto di qualità fatto dalla Puglia, il rapporto Gse mette in evidenza come una regione più ricca, vale a dire la Lombardia, possa contare sul doppio degli impianti, ma che, allo stesso tempo, l’energia prodotta sia praticamente pari alla metà della pugliese.

Inevitabile, dunque, che gli obiettivi dovranno essere nuovamente stimati, alla luce di un 2010 difficilmente dimenticabile per coloro ai quali sta a cuore la questione ambientale.

Pannelli Solari Grazie Ad Un Nuovo Spray ?

Siamo al cospetto, con tutta probabilità, di una vera e propria svolta per quanto concerne il settore dell’energia rinnovabile. Un marchio norvegese, per la precisione EnSol, avrebbe annunciato nelle ultime ore che entro il 2016 sarà lanciato sul mercato un nuovo prodotto, in grado di aumentare in modo considerevole l’efficienza del fotovoltaico.

pannelli solari

Si tratta, più in particolare, di una pellicola, apparentemente normale, che ha il pregio di poter essere spruzzata praticamente su ogni tipo di superficie, e di assorbire in modo diverso, rispetto al passato, energia da una fonte come il sole. La conferma è arrivata direttamente da un docente che sta collaborando proprio con EnSol in questo progetto, Chris Binns, professore di nanotecnologia nel dipartimento di fisica e astronomia all’università di Liecester, secondo cui la suddetta pellicola “può essere applicata senza nessuna difficoltà a qualsiasi superficie trasparente, anche alle finestre di casa, senza comprometterne le capacità intrinseche di far passare la luce”.

Binns è sceso anche in dettagli, affermando che affinché il sistema possa risultare essere produttivo, è indispensabile che almeno l’8 o 10% dell’energia possa essere assorbita: è questo l’unico requisito, affinché almeno il 20% di tale quantità di energia immagazzinata possa essere poi riconvertita in energia elettrica. Sarà interessante capire nei prossimi mesi quali saranno gli sviluppi del progetto e se ci si troverà effettivamente allineati alla stima citata, riguardante l’anno 2016.

Risparmio Energetico : Arriva il Fotovoltaico al Silicio

Sono sempre più originali le idee che sostituiscono il fotovoltaico che nasce dal silicio. Nelle ultime ore, infatti, è stato presentato a Torino un nuovo progetto, che punta addirittura sui mirtilli, con un progetto portato avanti ormai da alcuni anni da un brand locale, come Cyanine.

risparmio energetico

Tra le sue caratteristiche peculiari, va considerato che un pannello realizzato in questo modo, ha la possibilità di essere operativo non necessariamente in presenza di luce solare diretta, ma anche attraverso la semplice luce diffusa, con una differenza, tra i due stati, di circa 15 Watt per metro quadro (40 a 25).

Alcuni dei vantaggi derivanti da impianti fotovoltaici prodotti attraverso i mirtilli, sono stati messi in evidenza da Giuseppe Caputo, presidente di Cyanine, in occasione dell’evento di Torino: “Possono lavorare anche nelle zone d’ombra. Inoltre i pannelli in silicio diminuiscono d’efficacia con l’aumentare della temperatura, ed è un controsenso, visto che per funzionare devono essere rivolti verso il Sole. Alle celle non accade”.

Insomma, sembrano esserci davvero tutti i presupposti per imbatterci in un progetto innovativo, per diversi aspetti originali, e che potrebbe dare un ulteriore contributo ad una minora dipendenza del cittadino medio nei confronti dell’energia elettrica. Per quanto concerne i tempi relativi al suo arrivo sul mercato, le ultime indiscrezioni sottolineano come il prodotto potrebbe fare le prime apparizioni ad inizio 2013.

San Valentino All’Insegna Del Risparmio Energetico

E’ a dir poco interessante l’iniziativa che stanno portando avanti in questi giorni Legambiente in collaborazione con Coldiretti Toscana e che sarà messa in atto nel corso del prossimo weekend, in occasione di una ricorrenza tanto attesa come San Valentino.

Tra il 13 ed il 15 febbraio, più in particolare, alcuni agriturismi presenti sul territorio toscano organizzeranno cene “ecologiche”, anche dal punto di vista della preparazione, con il chiaro intento di ridurre in modo importante l’impatto che si può avere sull’ambiente in contesti di questo tipo. Si punterà, pertanto, ad una netta riduzione di CO2, concentrando i propri sforzi anche sulla preparazione delle location che dovranno ospitare le coppie di innamorati.

Nel corso delle suddette cene, infatti, sarà drasticamente limitato il consumo di energie “tradizionali”, puntando, ad esempio principalmente su una vera e propria icona di San Valentino, come la candela al centro del tavolo. Infine, la cena è stata anche a “km 0”, in quanto saranno utilizzati solo ed esclusivamente prodotti tipici locali, al fine di limitare gli spostamenti da parte di chi porta avanti gli esercizi commerciali.

Insomma, sarà possibile sorprendere il proprio partner con un’iniziativa sicuramente poco convenzionale, ma, allo stesso tempo, potremo garantire il nostro apporto alla tutela dell’ambiente. Il progetto, a testimonianza della sua bontà, va avanti ormai da diversi anni.

Spagna – Progetto Pavener : Asfalto che Assorbe Energia Solare

Ambiziosa iniziativa quella che sta prendendo piede in Spagna e che vedrà protagonisti nei prossimi mesi due soggetti come Tenalia e Campezo. Si tratta, più in particolare, del progetto Pavener, che, almeno in apparenza, sembra avere dalla sua tutti i presupposti per far parlare di sé in futuro.

Le due squadre messe a disposizione dai due brand, più in particolare, avranno il compito di sviluppare un sensore che, collocato sul manto stradale, sarà in grado di assorbire energia proveniente dal sole e di riconvertirla in energia necessaria a garantire il riscaldamento degli edifici più vicini. Non si tratta del primo progetto al mondo che segue linee guida di questo tipo: in Sicilia, ad esempio, si sta pensando sempre più seriamente ad un ponte, il cui asfalto possa essere in grado di tradurre l’energia del sole in energia eolica.

Interessante, poi, soffermarsi su quella che potrebbe essere il secondo punto di forza di una pavimentazione stradale di questo tipo: in caso di basse temperature, infatti, l’energia raccolta in precedenza andrebbe riutilizzata per lo stesso tratto stradale, favorendo, in questo modo, una sorta di barriera per il congelamento dell’asfalto. Ovviamente siamo ancora in una fase di test e al momento è praticamente impossibile stimare i tempi necessari, affinché il progetto possa effettivamente prendere piede, ma in Spagna sembrano crederci davvero. Ciò vale anche per le istituzioni politiche, da sempre attente alle iniziative orientate alla tutela dell’ambiente.

Biocarburante : Male l’Italia

L’Italia necessita di una svolta per quanto concerne il tema dei biocarburanti. Gli ultimi dati che giungono da questo settore, infatti, non sono propriamente esaltanti per il nostro Paese, considerando che siamo tra le ultime nazioni d’Europa, dal punto di vista del consumo di biodiesel.

La situazione, poi, diventa ulteriormente preoccupante e soggetta a critiche se si considera che l’Italia resta, al contrario, uno dei principali Stati proprio per la produzione di biodiesel, con oltre 2 milioni di tonnellate potenzialmente messe sul mercato. Solo i due terzi di una simile quantità sono stati sfruttati e, non a caso, l 4% di consumo sul quale in questo momento ci assestiamo è ben lontano dai valori fatti registrare da altre potenze europee, come la Francia (7%) e la Spagna, a quota 6,25%.

Ad inquadrare la situazione è stato nelle ultime ore anche Pier Giuseppe Polla, vice presidente Assocostieri – Unione produttori biocarburanti, secondo cui raggiungere la quota imposta dalla normativa comunitaria, pari al 10% entro il 2020, consentirebbe all’Italia di evitare sanzioni pesanti, senza dimenticare altri aspetti non trascurabili, come quello ambientale (legato alla possibile riduzione di Co2) e quello riguardante il mondo del lavoro, alla luce delle nuove opportunità che si potrebbero creare adottando un approccio di questo tipo. Volente o nolente, in ogni caso, il nostro Paese dovrà adeguarsi, migliorando nettamente il rapporto tra consumo e produzione.

Risparmio Energetico Pari Al 73%?

Il miglioramento dell’efficienza, relativa alla domanda di energia globale, non passa necessariamente attraverso il futuro e allo sviluppo tecnologico ad esso associato.

Secondo uno studio reso noto in queste ore da una fonte autorevole come il “New Scientist”, infatti, con i sistemi attuali sarebbe possibile garantire già un risparmio di energia pari addirittura al 73%. Non solo nuovi impianti e apparecchi innovativi, dunque, ma una serie di piccoli accorgimenti che potremmo apportare nello svolgimento delle nostre attività quotidiane.

L’analisi, più in particolare, è stata sviluppata da un docente della Cambridge University, Julian Allwood, secondo cui “Pensiamo che sia abbastanza improbabile che si trovi una buona risposta alla minaccia del riscaldamento globale guardando soltanto sul lato dell’offerta”. Allwood, infatti, ha condotto una serie di test in ambiti tutt’altro che complessi: si è provato, ad esempio, a cucinare con i coperchi sulle pentole, oltre a ridurre la temperatura relativa all’utilizzo di lavatrici e lavastoviglie.

Ebbene, sommando i valori di ciascun ambito, è emerso come i valori energetici potrebbero calare quasi di tre quarti. Da Oxford, invece, un altro docente come Nick Eyre propone una soluzione un altro genere di soluzione: potrebbe “bastare” infatti, portare avanti progetti che prevedono la realizzazione di edifici intelligenti, nel secondo che il loro potenziale di risparmio energetico potrebbe  arrivare addirittura a 15 kilowattora annuali per metro quadrato, per quanto concerne l’energia di riscaldamento.

Riusciremo mai ad applicare quanto suggerito, in qualche modo, da Allwood?