
“Non scommetterei contro l’Italia” – ha dichiarato il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde durante un recente intervento mediatico. Le msiure del governo Monti potrebbero essere “la luce in fondo al tunnel europeo”, ha poi aggiunto il direttore del Fondo al Wall Street Journal, esprimendo di fatto grande apprezzamento per l’operato dell’esecutivo italiano non solamente per quanto concerne i conti nazionali, per per la stabilità e il rilancio di tutta l’economia del Vecchio Continente.
Secondo Lagarde, tuttavia, nonostante qualche segnale positivo, è fortemente necessario che l’Unione Europea rafforzi il firewall anti-crisi, senza il quale anche l’Italia è a rischio, dopo la Grecia. “Non ho la minima sensazione” – ha infatti affermato il direttore – “che ciò stia succedendo. Ma la crescita è bassa, il debito molto alto e così credo sia nell’interesse dell’Europa fermare il contagio”.
Sul premier Monti, Christine Lagarde ricorda come “non essendo un politico, ha il coraggio di realizzare misure molto dure come aprire alla concorrenza, rimuovere molte costrizioni dell’economia, portare più flessibilità nel lavoro”. Sul fronte americano, Christine Lagarde rivela come la stima del 1,8% potrebbe subire qualche variazione. “Rilasceremo nuove stime tra circa un mese, e non mi sorprenderebbe se la crescita supererà la nostra ultima previsione”. La ripresa sta migliorando, ha poi ribadito il direttore, anche se Washington dovrà prima o poi fare i conti con “i problemi di lungo termine del deficit e del debito”.
Sull’Europa, infine, Lagarde ha dichiarato come i rischi di un’acutizzazione della crisi siano per il momento stati scongiurati, esprimendo un commento molto positivo circa gli straordinari livelli di adesione dei creditori privati allo swap sui titoli di debito greci.

I titoli greci? Sono semplicemente “spazzatura”, almeno per l’agenzia di rating Moody’s, che ha ridotto al livello più basso (“C”) il rating sul debito sovrano di Atene dopo l’accordo che è stato raggiunto giovedì scorso con l’Unione Europea sul piano di salvataggio da 130 miliardi di euro. Un giudizio che era stato fondamentalmente anticipato dalle più importanti colleghe di Moody’s (Standard & Poor’s e Fitch), che avevano di fatto sostanzialmente affermato il default del Paese.
Questo week end il risultato raggiunto in Tunisia è di portata storica e fa ben sperare per il futuro democratico del paese magrebino.
Nonostante le 48 ore di
Il vincitore delle primarie francesi di sinistra è François Hollande. Il pacato ed anonimo politico d’Oltralpe ha sbaragliato la concorrenza con un sorriso ironico ed un basso profilo quasi esasperante; ha sconfitto l’aggressività più sfacciata dei suoi rivali con una finta umiltà.
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Le lunghe e travagliate vicessitudini legali dell’ex terrorista Cesare Battisti non sembrano ancora finite.
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Il made in Italy agro alimentare, da sempre fiore all’occhiello della nostra produzione, è un flop in uno dei mercati più ricchi e grandi del mondo: la Cina.