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		<title>Maltempo ed emergenza Gas : Siamo alle riserve ?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Pisaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grande freddo non vuole cessare. Se continua di questo passo l'Italia resterà alquanto raffreddata. I consumi del gas volono alle stelle. Toccherà mettere mano alle riserve.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10291" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/02/emergenza-Gas.jpg" alt="Emergenza Gas in Italia" width="400" height="288" /></p>
<p><strong>La forte e consistente ondata di freddo sta letterarmente mettendo in ginocchio l&#8217;Italia. </strong>Il popolo ha freddo e lo fa sentire. <span style="text-decoration: underline;">I consumi di gas aumentano in crescita esponenziale</span> e giorno per giorno la situazione diventa sempre più critica. Ciò nonostante, il ministro dello Sviluppo economico tenta di rassicurare gli italiani. Corrado Passera afferma, infatti, che la situazione dell&#8217;inevitabile <strong>emergenza di gas</strong> è molto critica, ma al tempo stesso monitorata costantemente.</p>
<p>Sul fronte opposto, se vogliamo dirlo, la Presidente di Confindustria, alquanto preoccupata per il <span style="text-decoration: underline;">forte consumo di gas.</span> Emma Marcegaglia afferma sostiene che sia arrivato il momento di mettere mano alle riserve del gas. Le forniture da Francia e Russia, infatti, vanno pian piano rallentando e ben presto cesseranno del tutto. Proprio per questo la Marcegaglia ha deciso di lavorare in prevenzione e passare ad un livello di allerta, in maniera tale da non restare impreparati in caso di qualche eventuale imprevisto.</p>
<p>Tra i dati pubblichi estrapoliamo quelli inerenti le forniture di gas dalla Russia. Attualmente si calcola un calo del 17,89%. Una cifra di tutto rispetto, se si pensa che parliamo di circa 18,5 milioni di metri cubi in meno rispetto ai 103,4 milioni previsti.</p>
<p><strong>Ma l&#8217;Italia ha tanti amici</strong></p>
<p>Sarebbe proprio il caso di dirlo. Infatti la Commissione europea non lascierà mai l&#8217;Italia in difficoltà. Attualmente, infatti, è costantemente in contatto con le autorità italiane e ha confermato la propria volontà di rendersi disponibile per qualunque evenienza.</p>
<p><strong>Non siamo soli</strong></p>
<p>L&#8217;emergenza di gas non interessa solo l&#8217;Italia. A dividere la torta in palio, infatti, ci sono anche Romania e Germania, nazioni che hanno visto ridurre in maniera drastica le proprie forniture dalla Russia.</p>
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		<title>Lavorare alla Apple: ecco come fare</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Offro Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i suoi punti vendita in Italia la Apple sta ricercando nuovo personale da assumere: ecco come candidarsi, nella speranza di poter entrare a far parte di una delle aziende più gettonate degli ultimi tempi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-10215" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/01/lavoro-apple-gennaio.jpg" alt="Come lavorare alla Apple?" width="448" height="336" /></strong></p>
<p><strong>Lavorare alla Apple</strong> è il sogno di tanti <strong>giovani neolaureati</strong> che desiderano abbracciare le sfide tecnologiche lanciate quotidianamente dalla società di Cupertino. Oggi cerchiamo di comprendere quali siano le figure professionali attualmente ricercate dalla Mela morsicata, in un approfondimento che dedichiamo a tutti coloro che sono interessati ad occupare una posizione di rilievo nella società in questione.</p>
<p>La prima cosa da fare per <strong>lavorare in Apple</strong>, è quella di <a target="_blank" href="http://www.apple.com/jobs/it/index.html" >accedere al sito web italiano della compagnia</a>, e dirigersi verso la sezione delle opportunità di lavoro. Come desumibile dalla prima schermata di accoglienza, la società suddivide le proposte professionali in due differenti sezioni: il lavoro nel Corporate – principalmente, negli uffici di amministrazione, e il lavoro nel Retail – cioè, nei punti vendita della società.</p>
<p>Accedendo alla <strong>sezione Corporate</strong>, il candidato interessato potrà prendere visione di tutte le offerte di lavoro delle varie sezioni nella quale è suddivisa la struttura: dalla progettazione hardware e software al marketing e al design, passando per il merchandising e il commerciale, il product management, l’assistenza clienti e il supporto, le finanze, le risorse umane, l’information systems &amp; technology, gli affari legali, le operations, il real estate, le vendite e l’amministrazione.</p>
<p>Più accessibili sono, in linea di massima, le opportunità professionali dell’area <strong>Retail</strong>, quella dei punti vendita. <a target="_blank" href="http://www.apple.com/jobs/it/retail.html" >Cliccando questo collegamento</a> sarà possibile avere accesso alla sezione di riferimento, e iniziare a navigare in tutte le posizioni disponibili. Differenti sono, in merito, le proposte formulate dall’azienda: si tratta degli specialisti tecnici, dei <strong>market</strong> o <strong>store leader</strong>, del gestore del magazzino, dei creativi, e tanto altro ancora.</p>
<p>Sempre per quanto concerne i <strong>punti vendita</strong>, ricordiamo come l’azienda disponga – per il momento – di 9 store italiani, di cui 2 a Milano, e uno, rispettivamente, a Bergamo, Bologna, Caserta, Roma, Firenze, Torino e (l’ultima apertura) Catania. I vari store di Apple sono posizionati di norma all’interno di centri commerciali, in un clima molto dinamico e competitivo. Ulteriori punti vendita saranno aperti dalla compagnia nei prossimi mesi e anni.</p>
<p>Al di là della presenza di posizioni aperte (o meno) è comunque possibile procedere alla registrazione del proprio profilo sul portale Apple, e gestire in maniera dinamica la propria <strong>candidatura</strong>, rendendosi pertanto sempre disponibili a una possibile valutazione da parte dello staff delle risorse umane dell’azienda. Il profilo sarà aggiornabile e modificabile in qualsiasi momento: vi consigliamo, in proposito, di integrare sempre i vostri dati con le ultime novità personali e professionali, che nel mondo Apple potrebbero costituire una reale differenza.</p>
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		<title>Nave Costa Concordia ultime notizie : Comandante Schettino rischia grosso</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Pisaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Nave da crociera]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le ultime notizie inerenti la Costa Concordia si focalizzano su un unica persona. Il Comandante Schettino. Tante le indiscrezioni, i particolari, le cattiverie e simili attribuite al Comandante delle nave Costa Concordia. Ebbene, gli episodi inerenti al Comandante Schettino non finiscono qui. Sembrerebbe, infatti, che la Procura di Grossetto abbia invocato una pena esemplare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10285" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/02/costa-concordia.jpg" alt="ultime notizie sulla nave da crociere Costa Concordia" width="450" height="300" /></p>
<p><strong>Tutte le ultime notizie inerenti la Costa Concordia</strong> si focalizzano su un unica persona. Il <span style="text-decoration: underline;">Comandante Schettino</span>. Tante le indiscrezioni, i particolari, le cattiverie e simili attribuite al <em>Comandante delle nave Costa Concordia</em>. Ebbene, gli episodi inerenti al Comandante Schettino non finiscono qui. Sembrerebbe, infatti, che la Procura di Grossetto abbia invocato una pena esemplare per Schettino, ben 2697 anni di prigione. Questi i dati dell&#8217;ultima istanza presentata al Tribunale di Firenze. Altra nota dolente, per il Comandante, è che la stessa Procura ha effettuato il ricorso ai domiciliari.</p>
<p><strong>Il destino dell&#8217;oramai ex Comandante della Costa Crociere</strong> ( <em>Schettino è stato sollevato dal suo incarico la settimana scorsa</em> ) sembra sia segnato. Le motivazioni, secondo il procuratore capo di Grosseto sono semplici. Schettino potrebbe svincolare dai domiciliari e tendere a non rispettare i propri obblighi. Cosi come già successo la triste notte dell&#8217;<strong>incidente della Costa Concordia</strong>. Data in cui Schettino non solo abbandonava la propria nave all&#8217;inevitabile tragedia, ma tentava anche di lasciare l&#8217;Isola del Giglio. Quindi senza dubbi e rancore, la pena è a dir poco esemplare.</p>
<p>Ovviamente, però, la nostra curiosità porta ad un dubbio. Ma come mai questa cifra particolare e alquanto bizzarra ? Come è stata calcolata ? Bhè&#8230; sembrerebbe che a tutto c&#8217;è un risposta. Gli anni di carcere, infatti, sono la somma delle varie colpe attribuite al Comandante :</p>
<ol>
<li> 15 anni per omicidio colposo plurimo</li>
<li> 8 anni per ognuno dei passeggeri abbandonati e morti</li>
<li> 10 anni per disastro da naufragio</li>
</ol>
<p>A quanto pare, anche gli avvocati di Schettino hanno ammesso che l&#8217;evento commesso dal loro cliente è alquanto particolare e sicuramente irripetibile ed unico nel suo genere. Attualmente non c&#8217;è nulla di certo, sicuramente però nei prossimi giorni sapremo la decisione definitiva.</p>
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		<title>Crisi economica : Lavoro, imprese e fallimenti, un aggiornamento della situazione</title>
		<link>http://www.ijobs.it/10165/lavoro-imprese-fallimenti-aggiornamento-situazione.html</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[fallimenti]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Italia si conferma patria di piccole (piccolissime) imprese, che si rinnovano con una dinamicità sorprendente. Troppo alto risulta tuttavia essere il tasso di moralità, con oltre mille fallimenti al mese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-10166 aligncenter" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2011/12/fallimenti-imprese.jpg" alt="Fallimenti elevati per le imprese di nuova costituzione" width="460" height="230" /></p>
<p>La pubblicazione dell&#8217;ultimo report di Unioncamere è occasione utile per cercare di compiere un pur breve approfondimento sulla situazione del <strong>mercato occupazionale italiano</strong>. Un mercato dove la libera professione e le attività imprenditoriali non mancano di certo, e dove – con un discreto dinamismo – si continuano a generare piccole o medie <strong>imprese</strong>, in gran parte ditte individuali, o società di persone composte da pochi partecipanti.</p>
<p>Tuttavia, a fronte di una dinamicità sicuramente positiva, l&#8217;analisi di Unioncamere riporta dati negativi per quanto concerne il<strong> tasso di mortalità</strong>, certamente troppo elevato per poter garantire un maturo sviluppo del tessuto socio imprenditoriale della Penisola: un numero straordinariamente alto di nuove attività imprenditoriali non riesce infatti a superare i primi anni di vita, chiudendo i battenti in via più o meno bonaria.</p>
<p>I dati forniti dall&#8217;istituto sopra ricordato ci dicono infatti che nel corso del periodo gennaio – ottobre 2011, le nuove iscrizioni presso le Camere di Commercio, Industria e Artigianato, dislocate su tutto il territorio italiano, sarebbero state oltre 340 mila unità; di contro, nello stesso periodo, le cancellazioni dal Registro delle Imprese sono state circa 285 mila unità, con un saldo positivo di circa 55 mila <strong>imprese</strong>.</p>
<p>Il primo dato che possiamo trarre è pertanto certamente ottimista: in un esercizio solare di gravissima crisi quale quello attuale, lo strato imprenditoriale italiano ne esce arricchito, con un numero di imprese maggiore rispetto a quello che aveva contribuito ad inaugurare l&#8217;anno: complessivamente (e tenendo in considerazione sia le ditte individuali sia le forme societarie, di persone o di capitali), le imprese della Penisola sono oltre 6,1 milioni di unità, con un trend in continua crescita.</p>
<p>Tuttavia, a fronte di questi dati certamente positivi, emerge un elemento di forte negatività, relativa all&#8217;andamento dei <strong>fallimenti</strong>: nel corso dei primi dieci mesi del 2011, infatti, hanno chiuso le proprie porte per fallimento circa 10.300 aziende, cioè più di 1.000 al mese. Di contro, il saldo positivo delle nuove imprese, è stato pari a poco più di 5.000 unità ogni 30 giorni. Una proporzione di un quinto, certamente rilevante, che nel prossimo anno rischia di essere acuito da una crisi che sembra ben lontana dal poter porre in essere i propri risvolti finali.</p>
<p>Come detto, una buona parte delle imprese di nuova costituzione risultano essere composte da ditte individuali o da piccole società di persone composte da due o tre soci. Una conferma di quanto il tessuto imprenditoriale italiano sia costituito da entità di ridotta dimensione, consolidando il “nanismo” che affligge le imprese della Penisola, incapaci di poter perseguire una strada di sviluppo anche solo lontana dai confini regionali o locali.</p>
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		<title>Gomme auto invernali: Pericolo neve, a Roma c’è obbligo di catene a bordo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Pisaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[gomme auto]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre al Nord la situazione è abbastanza stabile e soltanto i trasporti sono rallentati, la situazione critica è al Sud e principalmente a Roma, dove la capitale è stata completamente sommersa di neve. Il sindaco Alemanno ha disposto l’obbligo di catene fino alle 12 di domani pomeriggio, quando dovrebbe essere svanito il pericolo nevicate, intanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10280" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/02/gomme-auto-invernali.jpg" alt="gomme auto invernali da neve" width="475" height="355" /></p>
<p><strong>Mentre al Nord la situazione è abbastanza stabile e soltanto i trasporti sono rallentati</strong>, la situazione critica è al Sud e principalmente a Roma, dove la capitale è stata completamente sommersa di neve. Il sindaco Alemanno ha disposto l’obbligo di catene fino alle 12 di domani pomeriggio, quando dovrebbe essere svanito il pericolo nevicate, intanto ne risente anche lo sport con numerosissime gare che sono state rinviate specialmente nel calcio.</p>
<p><strong>L’obbligo di catene da neve a bordo</strong>, insomma, ha colpito tutti, anche chi, come ad esempio a Roma, non era preparato all’evenienza. Nella capitale è raro vedere, infatti, nevicate di questa portata, così come è curioso notare che anche Genova, città di mare, una settimana fa è stata completamente sommersa, sul lungomare, dal nevischio. In accordo con la prefettura, quindi, in attesa di un nuovo consiglio con la Protezione civile del Campidoglio, Gianni Alemanno ha imposto l’utilizzo delle gomme da neve per le auto. Tale obbligo viene subito dopo quello diramato a Milano un po’ di tempo fa, che andava dal 15 novembre al 31 marzo, inerente agli oltre 2 mila chilometri di strade che circondano il capoluogo lombardo. L’utilizzo di pneumatici invernali (M+S) poteva essere sostituito proprio dall’utilizzo delle catene.</p>
<p><strong>Nel resto d’Italia la situazione non è però migliore</strong>, infatti anche in Irpinia, zona di Avellino e provincia, la situazione è critica, e intanto non sembra destinata a migliorare: il freddo dovrebbe aumentare fino a domani e terminare soltanto nel corso della prossima settimana, con diverse precipitazioni di pioggia sulla nostra penisola. <em>All’estero, invece, nonostante il freddo e il nevischio, la situazione non crea allarmismi né problematiche di ogni sorta.</em></p>
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		<title>Poste Italiane : Pagamenti on line e ricariche Postepay più sicure</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Pisaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[poste]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza online]]></category>

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		<description><![CDATA[Poste Italiane si adegua ai tempi rivoluzionando i servizi on line. Tra i primi cambiamenti apportati al sito ufficiale di Poste Italiane segnaliamo una nuova procedura riguardante la sicurezza delle operazioni dispositive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10275" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/01/Poste-Italiane.jpg" alt="Poste Italiane" width="364" height="300" /></p>
<p>Procedure che saranno  eseguibili tramite il portale di <strong>Poste Italiane</strong>. Il nuovo sistema diverrà obbligatorio da <span style="text-decoration: underline;">domani 1 Febbraio 2012</span>.</p>
<p>Di cosa si tratta e quali obiettivi si pone l&#8217;implementazione di questa nuova tecnologia di sicurezza? Poste Italiane adotterà un sistema denominato &#8220;<em>Sicurezza Web Postepay</em>&#8221; sistema che entrerà in funzione nel momento in cui si disporranno operazioni sui portali www.bancopostaclick.it, www.poste.it e www.postepay.it</p>
<p>Il nuovo sistema di sicurezza è stato introdotto per rendere più sicure le operazioni di pagamento (<em>pagamento di bollettini on line, ricariche Postepay</em>) e prevede l&#8217;utilizzo di due importanti strumenti: la carta Postepay di Poste italiane e un numero di telefono cellulare da associare alla carta ricaricabile Postepay.</p>
<h3>Come attivare la nuova procedura di sicurezza?</h3>
<p>Chi desidera continuare ad usufruire dei <strong>servizi on line di Poste Italiane</strong> dovrà recarsi in un qualunque ufficio postale e compilare un apposito modulo, avendo cura di rilasciare il proprio numero di cellulare.<br />
Fatto ciò sarà necessario abilitare la carta Postepay accedendo ai tre portali su indicati, procedere all&#8217;autenticazione e raggiungere la sezione &#8220;Servizi Postepay&#8221; alla voce &#8220;SICUREZZA WEB&#8221;.</p>
<p><em>Terminata questa fase preliminare ogni qualvolta che effettuerete un&#8217;operazione dispositiva, Poste Italiane provvederà ad inviare un sms al cellulare collegato alla Postepay con la password &#8220;usa e getta&#8221; per l&#8217;operazione da eseguire.</em></p>
<h3>Cosa si intende per &#8220;password usa e getta&#8221;?</h3>
<p>Semplicemente che la password ricevuta tramite sms varrà esclusivamente per la transazione del momento e ad ogni operazione da eseguire riceverete un nuovo sms con una password nuova di zecca.</p>
<h3>Considerazioni Finali</h3>
<p><em>Poste Italiane si è adeguata ai moderni standard di sicurezza. Da oggi ricariche Postepay on line e pagamento di bollettini online sono più sicuri grazie ad una corretta implementazione della tecnologia da parte di Poste Italiane.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavorare in Facebook: la nuova campagna di assunzioni</title>
		<link>http://www.ijobs.it/10189/lavorare-facebook-campagna-assunzioni.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assunzioni In Corso]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro milano]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook si prepara ad assumere anche in Italia, come parte della nuova strategia imprenditoriale che la condurrà in Borsa, e a diversificare ulteriormente i ricavi con le sponsored stories. Cerchiamo di capirne di più, e comprendere in che modo candidarsi per la sede milanese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-10190 aligncenter" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2011/12/lavorare-facebook-milano.jpg" alt="Facebook si prepara ad assumere a Milano" width="460" height="288" /></p>
<p>Se lavorare nei colossi del web è sempre stato il vostro sogno, non perdete di vista<strong> l’opportunità lanciata da Facebook</strong>, il più importante social network del mondo:<strong> la compagnia di Palo Alto sta infatti cercando di ampliare le proprie risorse umane (anche in Italia)</strong>, cercando in tal modo di migliorare le proprie conoscenze e le proprie esperienze sul fronte del marketing, in vista degli importanti avvenimenti che coinvolgeranno la società a partire dalle primissime settimane del prossimo anno.</p>
<p>Come noto, infatti,<strong> durante la primavera 2012 Facebook dovrebbe finalmente sbarcare sul mercato azionario regolamentato</strong>: una decisione maturata dopo una lunga analisi (c’è chi dice che il momento non sia proprio quello più propizio) e che dovrà essere affrontata con la massima delicatezza, anche al fine di consolidare la propria posizione commerciale, e difenderla dagli agguerriti concorrenti, statunitensi, europei, e non solo.</p>
<p>Per quanto concerne le<strong> opportunità professionali</strong>, <strong>lavorare in Facebook</strong>, in Italia, sarà possibile grazie all’espansione della propria sede milanese. La società ha infatti in mente di poter avviare una nuova campagna di recruitment per attrarre esperti di marketing all’interno degli uffici commerciali milanesi. Requisiti richiesti per poter essere candidati alle opportunità lavorative del social network sono una buona esperienza nelle vendite, una forte passione per i media, e una grande capacità di comunicazione. Il tutto, ovviamente, a una buona (suggeriamo, ottima) conoscenza dell’inglese, visto e considerato che sarà la lingua quotidianamente utilizzata per il proprio lavoro, e valutato che perfino il curriculum vitae andrà inviato in tale idioma. Chi volesse avere maggiori informazioni su questa opportunità da parte di <strong>Facebook</strong>, <a target="_blank" href="http://www.facebook.com/careers/department.php?dept=italy&amp;amp;req=a2KA0000000LcsLMAS." >può visitare la pagina web relativa</a>.</p>
<p>Chi invece non gradisse Facebook, desiderando puntare su altri colossi del web, in queste settimane non può che avere l’imbarazzo della scelta. Ad assumere – sempre per le rispettive sedi di Milano – sono infatti <strong>Google </strong>e <strong>Youtube</strong>: anche in questo caso, il nostro consiglio è quello di visionare direttamente le offerte che provengono dalla pagina delle posizioni aperte,<a target="_blank" href="http://www.google.it/intl/it/jobs/index.html" > attraverso questo diretto collegamento alla sezione recruitment del sito Google</a>.</p>
<p>I nostri lettori più attenti sapranno inoltre che le novità professionali di cui sopra, e la prossima quotazione in Borsa, non sono le ultime mosse di <strong>Facebook</strong>. Al fine di diversificare al meglio i propri ricavi, infatti, la società californiana sta progettando il lancio delle “<strong>sponsored stories</strong>”, cioè pubblicità associate alle preferenze e ai gusti della community di Facebook, con messaggi promozionali che appariranno in evidenza sul proprio portale, insieme ai post e alle note degli utenti. Una azione che presuppone una nuova variazione dell’interfaccia, nella speranza di non tradire le attese della propria utenza.</p>
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		<title>Lavoro: Citigroup ha in serbo nuovi licenziamenti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 20:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Pisaniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se il mondo delle banche e delle assicurazioni in Italia non se la passa certo bene, per la grossa crisi di liquidità che ha colpito l&#8217;intero settore, all&#8217;estero il comparto non se la  passa certo meglio. A farne le spese di questa disastrosa situazione del comparto bancario spesso sono gli occupati. Il mercato del lavoro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10269" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/01/citigroup4.jpg" alt="citigroup" width="407" height="273" /></p>
<p>Se il mondo delle banche e delle <a target="_blank" href="http://assicurazionimagazine.it/" >assicurazioni in Italia</a> non se la passa certo bene, per la grossa crisi di liquidità che ha colpito l&#8217;intero settore, all&#8217;estero il comparto non se la  passa certo meglio. A farne le spese di questa disastrosa situazione del comparto bancario spesso sono gli occupati. Il mercato del lavoro in ambito finanziario infatti è fortemente in crisi e quest’ultima non risparmia neppure gli Stati Uniti. L’amministratore delegato di Citigroup, Vikram Pandt, ha annunciato che il colosso bancario americano ha bisogno di ridimensionare i costi e, pertanto, è necessario tagliare 4.500 posti di lavoro.</p>
<p>Questa misura verrà messa a punto nonostante la crescita del 74% che il gruppo ha fatto registrare nel terzo trimestre dell’anno. Citigroup è il terzo istituto di credito degli Stati Uniti e, complessivamente, impiega 267 mila persone. La nuova strategia del gruppo è stata illustrata durante una conferenza tenutasi a New York nella quale si è sottolineata la necessità di rigore. Ci saranno nuove assunzioni solo nelle posizioni cosiddette critiche, mentre per tutte le altre saranno operati i tagli di cui sopra.</p>
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		<title>Cercare lavoro: lo si fa con un intermediario</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cerco Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[annunci lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[offerte lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[trovare lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto affermato dal report “Methods used for seeking work” a firma dell&#8217;Eurostat, oltre tre persone su quattro cercherebbero lavoro chiedendo aiuto ad amici, parenti o sindacati. Un livello, quello italiano, superiore di 8 punti percentuali sulla media dell&#8217;Europa. Una situazione, quella nostrana, che si accompagna alla disaffezione nei confronti del curriculum vitae, e uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-10221 aligncenter" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/01/trovare-lavoro93.jpg" alt="Trovare lavoro: sempre più spesso grazie a un intermediario" width="472" height="312" /></p>
<p>Secondo quanto affermato dal report “<em>Methods used for seeking work</em>” a firma dell&#8217;<strong>Eurostat</strong>, oltre tre persone su quattro cercherebbero <strong>lavoro</strong> chiedendo aiuto ad amici, parenti o sindacati. Un livello, quello italiano, superiore di 8 punti percentuali sulla media dell&#8217;Europa. Una situazione, quella nostrana, che si accompagna alla disaffezione nei confronti del <strong>curriculum</strong> <strong>vitae</strong>, e uno scoraggiamento nei confronti delle modalità di ricerca di lavoro più ordinarie, quali la risposta agli annuncia che compaiono sui giornali e sul web.</p>
<p>Stando alle considerazioni effettuate dall&#8217;Eurostat, infatti, <strong>il 76,9% delle persone alla ricerca di lavoro lo farebbe attraverso un sostanziale intermediario</strong> (sia esso un amico o un parente). In <strong>Europa</strong> tale comportamento riguarda il 68,9% delle persone, per una percentuale che sale lievemente per quanto riguarda l&#8217;Unione Europea (69,1%). Ma il distacco tra i comportamenti italiani e quelli europei diviene addirittura sorprendente se si confronta il 76,9% tricolore con quanto avviene in Germania, in Belgio e in Finlandia, titolari di proporzioni rispettivamente pari al 40,2%, al 36,8%, al 34,8%.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>curriculum</strong> <strong>vitae</strong> e il suo congruo utilizzo, la percentuale di sfruttamento di tale strumento per contattare le aziende è pari, in Italia, al 63,9%. La proporzione appare essere significativamente inferiore alla media dell&#8217;Unione Europea ristretta a 17 (68,8%) e soprattutto alla media dell&#8217;Unione Europea a 27 (71,5%).</p>
<p>Infine, l&#8217;Italia sembra essere molto scoraggiata in merito alle risposte agli <strong>annunci</strong> <strong>di</strong> <strong>lavoro</strong> che compaiono sulla stampa o sul web, con poco più di 3 candidati su 10 che si mostrano fiduciosi nei riscontri alle proposte e alle offerte occupazionali più tradizionali. Scarso è anche il riscontro di fiducia nei confronti dei centri per l&#8217;impiego, utilizzati attivamente solo dal 31,9% delle persone che ricercano un lavoro, con una proporzione che appare straordinariamente bassa rispetto alla Germania (82,8%).</p>
<p>Per quanto ci riguarda, sembra fin troppo evidente come in Italia alcune tendenze occupazionali stiano prendendo sempre più corpo: nel nostro Paese è molto significativa, in termini di volume, la sfiducia nei confronti dei canali più tradizionali di recruitment, probabilmente poiché si ritiene che non siano deglle strade efficienti per conseguire un posto di lavoro (per timore di non avere i requisiti opportuni, o per paura di essere scalvacati – nella scelta – da persone raccomandate). Di contro, aumenta la tendenza ad utilizzare amici e parenti come veicoli per l&#8217;ottenimento di un posto professionale, nell&#8217;auspicio che possa trattarsi della via più rapida per conseguire quanto desiderato.</p>
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		<title>Lavoro: nelle PMI più di 8 nuovi posti su 10</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[dati lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le PMI sono il vero motore trainante del mercato del lavoro europeo. A dirlo, adesso, è anche un recente report formulato dalla Commissione Europea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-10265" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2012/01/lavoro-pmi-dati.jpg" alt="Dati sul lavoro nelle PMI" width="400" height="300" /></p>
<p>Secondo quanto afferma una recentissima ricerca ordinata e presentata dalla Commissione Europea, all’interno dell’Unione Europea <strong>la stragrande maggioranza dei posti di lavoro sarebbe riscontrabile nelle piccole e delle medie imprese</strong>, che costituirebbero pertanto il vero motore trainante del mercato occupazionale del vecchio Continente. Lo studio della Commissione afferma infatti che le piccole e le medie imprese <strong>hanno contribuito per circa l’85% delle nuove assunzioni avvenute nel periodo intercorrente tra il 2002 e il</strong> <strong>2010</strong>. </p>
<p>Il <strong>tasso annuo di crescita dell’occupazione nelle piccole e nelle medie imprese</strong> – prosegue il report siglato dalla Commissione – <strong>è stato pari a un punto percentuale</strong>, il doppio rispetto al mezzo punto percentuale che ha invece contraddistinto il tasso di crescita dell’occupazione nelle imprese di grandi dimensioni. L’unica eccezione è costituita dal comparto commerciale, in cui l’occupazione è incrementata di un tasso annuo pari a 0,7 punti percentuali nelle piccole e nelle medie imprese, e di 2,2 punti percentuali nelle grandi imprese, grazie al forte sviluppo della grande distribuzione organizzata , e del settore delle grandi rivendite di auto.<span id="more-10263"></span> </p>
<p>Per quanto concerne la “fonte” delle nuove occupazioni<strong>, il report segnala come a creare occupazione siano in netta maggioranza le nuove imprese</strong> (cioè quelle con meno di cinque anni di vita). Inoltre, quelle che operano nel settore dei servizi alle imprese hanno creato – da sole – oltre un quarto dei nuovi posti di lavoro (27%), controbilanciando lo scarsissimo contributo fornito da altri settori (come quello dei trasporti e delle comunicazioni, per un 6% del totale). </p>
<p>A ribadire l’importanza dei dati forniti dalle piccole e medie imprese continentali per lo sviluppo del mercato occupazionale europeo è stato il <strong>vice presidente della Commissione UE Antonio Tajani</strong>, responsabile per l’imprenditoria e l’industria, che ha affermato come “in questo momento critico per l’economia europea le piccole e medie imprese si confermano come la fonte principale di nuova occupazione. Il contributo essenziale che danno alla creazione di posti di lavoro mette in evidenza la loro più che mai decisiva importanza nell’economia e la necessità di agire, ad ogni livello, per sostenerle. Le piccole e le nuove imprese sono senza dubbio la chiave del rilancio della crescita economica”.</p>
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