Agevolazioni fiscali 2012: Il fisco tenta di frenare la “Fuga dei cervelli”

Agevolazioni fiscali 2012

Il problema relativo alla fuga dei cervelli è sempre stato molto sentito nel nostro paese. Basti pensare a quanti giovani laureati sono ” scappati ” all’estero in cerca di lavoro e, la maggior parte, oramai vive stabilmente in paesi dell’unione europea che riescono a garantire ad un laureato posti di lavoro che qui in Italia, purtroppo, non ci sono.

Fortunatamente sembra che il governo stia attuando una giusta manovra per cercare, se non di risolvere totalmente il problema, almeno di arginarlo.

Il fisco ha adottato delle agevolazioni per chi precedentemente è ” fuggito all’estero ” in cerca di lavoro.

Forse, tra qualche anno, potremmo vedere ritornare molti dei nostri concittadini, anche perché, chiaramente, non è sempre bello stare lontani dal proprio paese di origine e dagli affetti che, inevitabilmente, si lasciano qui.

La circolare diffusa dall’agenzia delle entrate sembra chiarire le norme riguardanti le agevolazioni per il ritorno in patria che potrebbero già essere attuate il 28 gennaio.

Vediamo in dettagli chi sono le persone che possono usufruire delle agevolazioni fiscali:

Il fisco prevede agevolazioni per tutti i cittadini dell’Unione Europea nati dopo il primo gennaio del 1969, tali agevolazioni saranno date a condizione che si venga assunti in Italia e ci si trasferisca stabilmente, quindi sia il domicilio sia la residenza devono coincidere. Le agevolazioni si estendono anche a chi avvia un’attività di impresa o di lavoro autonomo nel nostro paese. Le agevolazioni si riferiscono anche a tutti coloro che presentano redditi assimilati o da collaborazione coordinata e continuativa. Inoltre sono previste agevolazioni anche per i contratti a progetto e le borse di studio.

La parte interessante delle agevolazioni riguarda i lavoratori che si sono trasferiti in Italia prima di essere assunti. Anche questa tipologia, infatti, avrà diritto alle agevolazioni fiscali, ovviamente, seguendo sempre le linee guida di cui abbiamo parlato.

Insomma, sembrerebbe un gran passo avanti, il primo di una lunga serie, si spera, che possa portare un progressivo miglioramento delle condizioni del nostro paese.

Modello Unico Mini : Come Funziona E A Chi Serve

Il lavoratori atipici, ovvero coloro i quali possiedono un contratto a tempo determinato o a progetto, non di stampo tradizionale e che possono avere diversi tipi di ingaggio durante l’anno, possono effettuare la propria dichiarazione dei redditi in modo più semplice di quanto non accadesse nel passato.

modello unico

L’Agenzia delle Entrate, dunque, ha pensato di sviluppare un modello Unico in versione “Mini” per tutti coloro i quali rientrano nella casistica sopra indicata, al fine di agevolare il rapporto con il fisco.

Anche i lavoratori atipici, infatti, hanno diritto ad una serie di detrazioni e di vantaggi fiscali pur se non possono fare ricorso al sostituto di imposta, come invece avviene per i lavoratori “tradizionali”. Tuttavia, non sembra che il fisco sia riuscito davvero nell’intento complessivo di dare una nuova e più user friendly veste alla dichiarazione dei redditi, neppure a quella in formato ridotto. Ci si aspetterebbe, infatti, che una maggiore snellezza burocratica possa essere a doppio senso e, quindi, riflettersi anche nei vantaggi per i cittadini. Il principale, fra tanti, potrebbe essere proprio quello inerente la rapidità con la quale ottenere i rimborsi dovuti.

I tempi, in tal caso, restano quelli di sempre. Ovvero, lunghissimi. Se, tuttavia, si trova pure una ragione a tali lungaggini nel caso di una dichiarazione dei redditi lunga e complessa come quella classica, tale lentezza diviene esasperante nel caso del modello Unico Mini, per il quale ci si auspicherebbe non una corsia preferenziale, ma comunque una maggiore efficienza nei rapporti con il cittadino.

Quando Separarsi Diventa L’unico Modo Per Risparmiare ( E Il Fisco Non Ringrazia )

separarsi e rispamiare

Potrebbe sembrare una dichiarazione eccessiva, quella contenuta nel titolo dell’articolo, e invece è proprio così: separarsi consente di risparmiare significativamente in termini fiscali! Ecco perché si registra un fenomeno in crescita: quello delle coppie che “fingono” un divorzio soltanto per approfittare dei vantaggi fiscali che ne derivano, senza peraltro, smettere di vivere la propria vita insieme.

Si tratta di dati che sono stati analizzati dall’Associazione legalità ed equità fiscale che opera anche attraverso il proprio sito web: la notizia che suscita maggiore scalpore è che, pur di pagare meno in termini di Irpef, le coppie non ci penserebbero su due volte e non avrebbero timore a fingere false separazioni, applicando una sorta di agevolazione fai da te per dare risposta alla crisi incalzante.

Si tratta di una strada praticata soprattutto da chi possiede un reddito medio alto e con una base imponibile elevata. Se facciamo due conti, infatti, una famiglia che abbia un reddito unico di 80 mila euro all’anno potrebbe risparmiare fino a 5 mila euro. La separazione avviene, quindi, di comune accordo e si prevede un assegno per il mantenimento della moglie di 20 mila euro annui più 7.500 euro per ciascun figlio della coppia, ai quali si potranno applicare le detrazioni altrimenti non previste per redditi superiori ai 75 mila euro.

Un’altra fonte di risparmio è legata alla casa. La residenza di uno dei due dovrà necessariamente essere modificata, in quanto non si potrà più ufficialmente abitare lì dove vivono moglie e figli. Questo fa sì che si possa acquistare un altro immobile con tutte le agevolazioni previste per la prima casa, senza considerare quelle previste per un nucleo familiare formato da una sola persona.

Cedolare Secca Sugli Affitti 2011 : Come Cambia? Quali Sanzioni?

cedolare secca affitti 2011Nel Gennaio del 2011 è entrata in vigore la cedolare secca sugli affitti: si tratta di un  nuovo regime fiscale che ha modificato la normativa fiscale riguardante i canoni di locazione.

Ma come è cambiato il regime fiscale con l’entrata in vigore della cedolare secca per il 2011 ? A chi è rivolta? Quali sono le modalità per usufruirne?

Questa procedura è stata approvata dal Governo al fine di rendere più agile la normativa fiscale per ciò che concerne il reddito derivante dall’affitto. Andiamo a vedere nei dettagli come cambia la normativa e quali sono gli adempimenti.

Cedolare secca affitti 2011: Prima e dopo

Prima di tutto bisogna puntualizzare il fatto che il proprietario di un immobile in locazione, potrà scegliere all’atto della registrazione del contratto, se optare per la cedolare secca sugli affitti per il 2011 o rimanere nel regime fiscale attuale che si basa sulle aliquote Irpef.

  • La normativa attuale prevede che entro quarantotto ore dalla stipula del contratto, debba essere effettuata una comunicazione alle autorità che si occupano della pubblica sicurezza. Chi opta per le cedolare secca, non deve effettuare alcuna comunicazione.
  • La normativa attuale prevede inoltre che chi ha stipulato un contratto di locazione, entro trenta giorni dalla stipula e prima della registrazione paghi l’imposta di registro. Questo è uno dei passaggi chiave della cedolare secca 2011: non si deve pagare alcuna imposta di registro infatti.
  • La registrazione deve essere effettuata entro trenta giorni dalla stipula, sia con la normativa attuale che con la cedolare secca: è la registrazione a sostituire la comunicazione alle pubbliche autorità.
  • La normativa attuale prevede il pagamento dell’Irpef con un aliquota dell’85% sul canone. Con la cedolare secca la tassazione prevede due aliquote il 21% sugli affitti a canone libero, il 19% sugli affitti a canone concordato.

Per canone concordato si intende quel canone che si stabilisce ai sensi della legge 431/98. Consentono al proprietario di avere un beneficio fiscale e un contratto più breve per l’inquilino.

Cona la cedolare secca dunque si hanno una serie di benefici, tra cui si evita di pagare l’imposta di registro, l’imposta di bollo e le addizionali Irpef.

Cedolare secca affitti 2011 : a chi è destinata?

Il nuovo regime fiscale è facoltativo. Si può scegliere all’atto della registrazione del contratto d’affitto. L’opzione per la cedolare è destinata solo alle persone fisiche: sono dunque esclusi coloro che esercitano una professione o sono titolari di un’attività di impresa.

E’ destinata solo a quei contratti che riguardano la locazione ad uso abitativo, sono esclusi gli uffici e i negozi.

Dal 7 Aprile l’Agenzia delle entrate renderà disponibile un software per la registrazione dei contratti on line. Un nuovo utile servizio per il cittadino.

Cedolare secca affitti 2011: le sanzioni

Proprio per far fronte al problema dell’evasione fiscale, le sanzioni in caso di mancata indicazione nella dichiarazione dei redditi, del canone di affitto, sono state raddoppiate: si dovrà al fisco il 400% dell’imposta non versata.

In caso di mancata registrazione del contratto, la cedolare secca per gli affitti del 2011 prevede  (nel caso in cui il contratto sia registrato dall’inquilino), che il canone sia ridefinito in una misura pari al triplo della rendita catastale: in genere un terzo del valore di mercato.

Cedolare Secca Affitti 2011 : Come Funziona ?

Cedolare Secca Affitti 2011 : Uno degli argomenti più dibattuti di questi ultimi tempi è la cedolare secca. Ma che cos’è la cedolare secca? Si tratta di un’imposta sostitutiva, che tassa in maniera “secca” appunto alcuni tipi di reddito. Questo significa che la tassazione su questi redditi, avviene comunque in una maniera prefissata, a prescindere dalle altre entrate. Ecco perché si parla di cedolare secca: perché c’è un prelievo secco su determinati introiti.

cedolare secca

In questi ultimi tempi, in seguito alla riforma fiscale attuata dal Governo, è nata l’esigenza di chiarire come funziona la cedolare secca sugli affitti.

Si tratta dunque di un nuovo regime fiscale, che può essere scelto già per l’anno in corso, dai proprietari di immobili.

Cedolare Secca: Come Funziona?

Questo nuovo regime fiscale, definito cedolare secca, non è obbligatorio, ma il proprietario può scegliere se optare per questa nuova forma di tassazione o rimanere nel regime attuale.

L’adesione alla cedolare secca, comporterà il pagamento di questa unica imposta secondo due aliquote: al 21% sugli affitti a canone libero e 19% sugli affitti a canone concordato.

La cedolare secca sostituisce dunque tutte le altre forme di tassazione:

  • Irpef
  • Imposta di registro
  • Imposta di bollo

In questo modo, la tassazione sugli affitti, sarà proporzionale in maniera diretta al canone che viene pattuito e non terrà conto del reddito del proprietario. La decisione se aderire o meno alla cedolare secca, avviene all’atto della registrazione del contratto, da parte del proprietario, il quale può comunque scegliere di restare al regime fiscale attuale. La cedolare secca non si applica alle case popolari.

Cedolare secca: cosa cambia?

L’approvazione delle norme che riguardano la cedolare secca sugli affitti ha fatto molto discutere e ci si è chiesti che cosa cambi rispetto al regime attuale. L’obiettivo è quello di rendere più semplice le procedure che riguardano la tassazione degli affitti, per cui con le due aliquote del 21% e del 19% si evita ai proprietari di dover pagare una serie di tasse, semplificando la procedura.

I proprietari che aderiscono alla cedolare secca non possono aumentare il canone d’affitto, per la durata intera del contratto; non possono neppure chiedere l’adeguamento del canone in base ai dati Istat. Vige per il proprietario l’obbligo di avvisare l’inquilino della scelta di adesione alla cedolare secca, tramite una lettera raccomandata.

L’obiettivo è quella di favorire i proprietari che in questo modo potranno avere un risparmio sulle imposte, ma anche gli inquilini che godranno in parte dei benefici della cedolare secca.

Sono ancora molti i dubbi e le perplessità che l’Agenzia delle Entrate deve sciogliere riguardo l’entrata in vigore di questo nuovo regime fiscale. Una delle opzioni su cui ancora si discute è la possibilità per il proprietario di poter ritornare al vecchio regime fiscale, che tiene conto delle aliquote Irpef, se il proprietario prevede che il ritorno sia conveniente.

Ciò che è stato confermato è che la scelta della cedolare secca la si potrà fare on line sul sito delle Agenzie delle Entrate.

Le nuove norme riguardano solo gli immobili affittati ad uso abitativo, quindi la disciplina non è applicabile alle locazioni di immobili effettuate nell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni.

Calcolo ICI 2011 : Imposta Comunale Sugli Immobili

calcolo ici

Calcolo ICI : L’Ici è la tassa comunale dovuta sugli immobili e deve essere versata da tutti coloro che non sono in possesso solo di prima casa ma anche di ulteriori unità abitative. Più nel dettaglio, anche i proprietari di terreni e aree edificabili o i locatari in caso di leasing o chi ha aree demaniali in concessione sono tenuti al pagamento di questa imposta, abolita invece – come specificato in precedenza – per i possessori di prima casa.

Chi è interessato dal pagamento, quindi, deve presentare al Comune una dichiarazione apposita entro le scadenze previste già per la dichiarazione dei redditi. Il modello è approvato ogni anno con un decreto ministeriale. Ad ogni modo, se non sono avvenuti cambiamenti tali da giustificare un nuovo ammontare della tassa, la dichiarazione presentata negli anni precedenti farà fede anche in seguito.

L’Ici viene calcolata sull’aliquota su base imponibile che viene decisa dal Comune; per base imponibile si intende la rendita catastale dell’immobile più una rivalutazione del 5% più una moltiplicazione per 100, in caso di fabbricati appartenenti ad A e C; a 140 per i fabbricati facenti parte del gruppo catastale B; per 50 nel caso di fabbricati di gruppo catastale D e A/10; per 34 se i fabbricati sono inseriti nella categoria C/1. Diverso, ma molto più tecnico, il conteggio per attività commerciali e terreni agricoli.

Ricordiamo che anche le pertinenze dell’abitazione principale sono esentate dal pagamento dell’Ici, in seguito al decreto emesso a maggio 2008, a meno che non si rientri in una categoria catastale A1, A8, A9, che identificano case di lusso, ville o castelli.

Cedolare Secca Affitti 2011 : Come Funziona E Quanto Si Paga

Cedolare Secca Affitti 2011 : La cedolare secca sugli affitti è ormai diventata una realtà, in seguito all’approvazione del decreto che riguarderà il federalismo fiscale municipale, le cui norme entreranno definitivamente in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Come annunciato dal testo, comunque, le disposizioni si dovranno applicare a partire dai redditi del 2011, essendo previsto per quest’anno un acconto dell’85%: tutte le ulteriori informazioni saranno, ad ogni modo, disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dopo che la stessa avrà emesso il relativo provvedimento con i dettagli operativi.
La cedolare secca dovrebbe servire a semplificare il pagamento delle imposte sui contratti di locazione. Infatti, in caso di affitti 4+4 o di natura transitoria si verserà un’aliquota del 21%, mentre l’aliquota scenderà al 19% per i contratti con canone agevolato.
Con la cedolare secca affitti 2011 si sostituiscono anche le imposte di registro annuali, l’imposta di bollo, l’imposta di registro per la risoluzione anticipata, ma non si potrà più applicare, scegliendo la cedolare secca, l’aumento annuale del canone. Non si viene esentati, comunque, dal calcolo del reddito da locazione ai fini Isee e si dovrà comunque presentare la dichiarazione dei redditi relativa.

Ad ogni modo, ciò che più conta, è che viene consentito di effettuare la scelta più performante dal punto di vista fiscale, certo facendosi aiutare magari da un esperto del settore. Ad esempio, nel caso di canone concordato, la scelta della cedolare secca diventa conveniente soltanto se si ha un reddito che supera, nel complesso, i 28 mila euro; così come chi usufruisce di particolari detrazioni non dovrebbe avere alcun tipo di convenienza a passare alla cedolare secca.

Banconote False : Cosa Fare, Consigli e Suggerimenti

banconote false

Stando alle cifre che sono state divulgate da Bankitalia, relativamente ai primi sei mesi dell’anno, le banconote false non accennano a diminuire, anzi ben oltre settantamila sono quelle che sono state ritirate. Ma cosa fare se si sospetta che una banconota sia falsa ? Nel caso in cui si abbia questo dubbio, ci si deve recare presso una banca oppure un ufficio postale o, meglio ancora, presso una filiale della Banca d’Italia e chiedere che venga esaminata.

Ad ogni modo, bisogna fare attenzione soprattutto alle banconote da 20 euro, dato che sembrano essere il taglio preferito dai falsari. La maggior parte dei ritiri ha interessato proprio la carta moneta da 20 euro, seguita a ruota da 50 euro e 100 euro. Tuttavia, se si considera tutta l’area di utilizzo dell’euro, sono i pezzi da 50 quelli maggiormente falsificati.

Se si è convinti di essere entrati in possesso di una banconota falsa, una volta consegnata la stessa presso uno sportello in banca, l’impiegato provvederà al ritiro del pezzo e alla trasmissione presso l’amministrazione centrale della Banca d’Italia che è deputata alle analisi del caso. Il nucleo NAC, che si occupa dell’esamina delle banconote false, effettuerà le proprie indagini e arriverà a due conclusioni possibili. In un caso, quello migliore, se la banconota non è falsa, colui che ha consegnato la carta moneta sospetta sarà rimborsato tramite vaglia, senza alcuna trattenuta. Nel caso in cui fosse falsa, invece, nulla sarà dovuto a chi ha provveduto alla consegna. A garanzia dell’operazione, l’impiegato rilascerà una ricevuta al cittadino, che potrà sempre essere informato circa l’esito della verifica.

Inutile ribadire che, se si tenta di spendere una banconota falsa, si sta commettendo un reato!

Baby Sitter : Assumere E Regolarizzare Contributi

baby sitter

La baby sitter è un aiuto sempre più indispensabile per numerose famiglie italiane e non raro trovare ragazze qualificate che prestano la propria opera anche per molte ore durante la settimana. Assumerle sembrerebbe, dunque, il minimo ma attenzione alle procedure da seguire, poiché non sono sempre le stesse, nel caso in cui si tratti di un’italiana o comunque proveniente dai Paesi dell’Unione Europea o una straniera extra UE.

Nel primo caso, sono sufficienti un documento d’identità, documenti eventuali che attestino le qualifiche professionali possedute, la tessera sanitaria che viene rilasciata dall’ASL di competenza per quel determinato territorio, il codice fiscale e lo stato di famiglia da richiedere al Comune. Se, invece, si tratta di una persona proveniente da uno Stato che non fa parte dell’Unione Europea, ma in possesso di un permesso di soggiorno valido, bisognerà allegare anche quest’ultimo alla richiesta.

E nel caso in cui la baby sitter che s’intende assumere non ha un permesso di soggiorno in regola? In tal caso, bisogna aspettare necessariamente che venga emanato il decreto per i flussi migratori, che stabilisce annualmente le soglie d’ingresso per mansioni di lavoratori stranieri che è possibile assumere.

La domanda deve essere inviata, completa di nullaosta e tramite la procedura telematica messa a disposizione dal Ministero dell’Interno, allo Sportello Unico della Prefettura di residenza.

Purtroppo il procedimento non è molto semplice, anzi si assistono a cambiamenti anno dopo anno, quindi meglio essere preparati ad eventuali complicazioni.

Il contratto di lavoro rientra nella categoria dei collaboratori domestici e prevede diverse retribuzioni a seconda dei titoli di studio posseduti. Si va da un minimo di quattro ad un massimo di cinque euro e novanta l’ora, ma di solito ci si attesta sempre su una media superiore a quanto previsto dal contratto collettivo.

Case Fantasma : Mettersi In Regola È Conveniente, Vediamo Come Fare

Si è parlato spesso, anche se poco volentieri, della preannunciata stangata che dovrebbe colpire i possessori delle case fantasma, senza che si arrivasse mai ad un punto di svolta reale. Adesso, invece, è giunta l’ora in cui lo Stato ha deciso di iniziare a batter cassa, facendo pagare salate sanzioni ai detentori di immobili fantasma, ovvero di quegli edifici che non sono dichiarati entro il 30 aprile prossimo.


Prendete, dunque, nota di questa data, visto che sembra proprio essere l’ultima proroga concessa per mettersi in regola.
Insieme alla rendita presunta generata dall’immobile è bene ricordare che l’Agenzia del Territorio invierà anche l’Ici e l’Irpef per gli anni che vanno dal 1° gennaio 2007 ad oggi, a meno che non si riesca a dimostrare che la casa è stata costruita in tempi più recenti.
La rendita presunta sarà attribuita d’ufficio, quindi attenzione: nessun si recherà a visitare l’edificio, la villa o l’appartamento e si baserà su quella che è calcolata per immobili con caratteristiche simili. Anch’essa sarà valida, ai fini fiscali, a partire dal 1° gennaio del 2007, quindi ugualmente retroattiva. Ancora, la rendita non sarà comunicata agli interessati in modo diretto e personale, ma si potrà effettuare una verifica on line a propria discrezione, sia sul sito web del Comune sia su quello dell’Agenzia del territorio.
A partire dalla data di pubblicazione, ricordiamo infine che si avranno sessanta giorni di tempo per presentare un eventuale ricorso, dopodiché la rendita calcolata diverrà definitiva. Per ogni tipo di chiarimenti è a disposizione il numero verde 800.863. 119.

Calcolo Per Il Riscatto Degli Anni Di Laurea E Sua Convenienza

Riscattare gli anni della laurea è un’operazione che può essere effettuata da tutti, ma che non sempre risulta essere davvero conveniente e, pertanto, non molto spesso si decide di procedere in tal senso. Tuttavia, la confusione è tanta, per cui è meglio cercare di chiarirsi le idee specificando come dovrebbe avvenire il conteggio dell’importo da versare e mettere alla prova la sua effettiva convenienza. Il calcolo del riscatto della laurea dipende da diversi parametri all’atto della domanda: in primo luogo, dalla retribuzione media pensionabile, così come riferita nella data della richiesta; dopodiché importante è anche la lunghezza del periodo che si intende riscattare, l’età e il sesso del richiedente.


L’ammontare così calcolato può essere versato in una sola soluzione o in più rate mensili, fino ad un massimo di dieci anni, senza interessi. Un’ulteriore differenza riguarda la data del periodo da riscattare: se antecedente al 1° gennaio del 1996, sono a disposizione delle specifiche tabelle, in cui vengono già incrociate tutte le variabili sopra esposte per arrivare ad un conteggio definitivo.

Per i periodi successivi a tale data, invece, il calcolo si basa sull’aliquota contributiva che, ad esempio, per i dipendenti è del 33%. Se il periodo è ibrido fra le due date indicate, il sistema di calcolo lo sarà anch’esso ed entrambi i metodi verranno applicati insieme. Anche se non si è ancora entrati nel mondo del lavoro, è possibile chiedere il riscatto degli anni di laurea. in questa eventualità, l’importo si ottiene applicando l’aliquota dei lavoratori dipendenti al minimo reddituale imponibile per gli artigiani e i commercianti.

Comuni : Tassa Di Soggiorno, Quali Novità Per La Sua Applicazione

Una delle novità per il 2011 riguarda la possibilità, per i comuni, di applicare la tassa di soggiorno ai visitatori e ai turisti. La composizione della tassa di soggiorno subisce dei nuovi mutamenti, all’indomani del decreto legislativo in materia fiscale comunale. Il cambiamento più significativo riguarda i soggetti attuatari, che adesso possono essere non solo i capoluoghi di provincia ma anche i Comuni inclusi nelle liste regionali in quanto località d’arte o comunque turistiche, senza contare la possibilità lasciata alle unioni di Comuni.

Ma un’altra significativa novità riguarda il calcolo e la composizione della tassa che non sarà più compresa tra i 50 centesimi e i 5 euro a discrezione del Comune, ma seguirà dei criteri di gradualità del prezzo, pur arrivando comunque a far segnare un massimo di 5 euro per notte a soggiorno. Ad ogni modo, si potranno prevedere delle specifiche esenzioni per alcune tipologie di turisti o per specifici periodi temporali.

In questo modo si prevede un certo gettito che dovrebbe servire ad incrementare le casse comunali, finanziando interventi in materia di turismo, restauro, manutenzione e fruizione dei beni culturali e dei servizi pubblici ad essi correlati.

Si reintroduce, poi, una nuova imposta per i Comuni, la cosiddetta tassa di scopo già prevista con la finanziaria del 2007, in modo tale che le amministrazioni comunali possano essere in grado di finanziare delle opere pubbliche specifiche.

Con questo decreto, quindi, si permette di individuare delle opere pubbliche aggiuntive rispetto a quelle indicate in finanziaria, incrementandone l’applicazione per una durata massima di dieci anni. Tuttavia, rimane l’obbligo ad effettuare il rimborso di quanto ottenuto se, entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo, non si è dato il via ai lavori.

Decreto Milleproroghe 2011 : Termine Regolarizzazione Case Abusive

Nuovo termine per la  regolarizzazione delle case “fantasma”: devono essere messe in regola entro il 30 aprile.termine regolarizzazione case abusive

Lo stabilisce il Decreto Milleproroghe in via di approvazione. I proprietari che non si mettono in regola entro questa data dovranno pagare le tasse arretrate (Ici e Irpef) fino ai quattro anni prima, almeno che non riescano a dimostrare che l’abitazione è stata costruita dopo il 2007. Una vera stangata per chi non si mette in regola dunque, vista la retroattività della disposizione di legge.

Sarà l’Agenzia per il territorio, nel caso in cui non fosse avviata la regolarizzazione ad effettuare l’attribuzione della rendita presunta.

La nuova rendita attribuita, non sarà comunicata in modo diretto agli utenti, ma sarà affissa all’Albo Pretorio Comunale, dopo averla pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.

L’utente a partire dalla data di affissione avrà 60 giorni di tempo per fare ricorso, trascorso tale lasso di tempo, la rendita risulterà definitiva.

Da ricordare anche che la sanatoria interessa anche quelle costruzione che hanno perso i requisiti per essere dichiarate “rurali”, quindi esenti da Ici e Irpef. L’Agenzia per il territorio ha previsto un inasprimento delle sanzioni, nel caso degli utenti che non rispettassero il termine del 30 aprile 2011, stabilito dal Decreto per la messa in regola delle abitazioni.

Per tutti i chiarimenti l’Agenzia del territorio ha messo a disposizione il numero verde 800.863. 119.

Modulo 730 : Chi Può Presentarlo, Come Compilarlo, Quanto Ci Costa

Il modulo 730 è il modello che serve al pagamento delle tasse. Tra le novità dell’anno 2011 vi è una maggiore attenzione al linguaggio utilizzato, per non cadere nell’errore del “solito” burocratese che tanta difficoltà genera nei cittadini, poco avvezzi a determinati termini e formulazioni. Il modello è disponibile anche on line, direttamente scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

La semplificazione del modello 730, che prosegue anno dopo anno, è un punto importante a favore del cittadino che può così cercare di provvedere alla sua compilazione in modo autonomo, riuscendo a risparmiare l’importo da versare ad un commercialista oppure al Caf. In effetti, ci si può rivolgere al Caf anche solo per l’invio, non dovendo versare nulla per questo genere di servizio. On line sono disponibili anche delle guide, sempre fornite dall’Agenzia delle Entrate, per prendere dimestichezza con il modulo e mettersi alla prova.

Il modello 730 deve essere usato da tutti coloro i quali abbiano la necessità di dichiarare il reddito proveniente da lavoro dipendente, da pensione o da lavoro co. Co. Co oppure a progetto; il reddito di terreni e immobili; il reddito da lavoro autonomo a partiva IVA; il reddito derivante da fabbricati o terreni siti all’estero.

Ricordiamo che il  modello 730 deve essere presentato anche da quei lavoratori con un contratto a tempo determinato della durata inferiore all’anno, a meno che non si faccia parte del personale scolastico, nel qual caso il 730 deve essere presentato soltanto se il rapporto di lavoro sia esteso ad un intero anno.

Modelli 730, 770 E IVA Per L’anno 2011

Sentiamo parlare di modelli 730, 770  oppure Iva e non si può che pensare alle tasse da pagare nel nuovo anno. Una serie di novità, comunque, ci accompagneranno fiscalmente in questo 2011: vediamo quali sono e diamo di nuovo una scorsa alle principali istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate ha ormai dato la propria definitiva approvazione circa la messa in circolazione dei nuovi modelli, spiegando come, in questo modo, si possa usufruire di un più chiaro linguaggio, meno ostico e meno “burocratese”. Già a partire dalle schede di sintesi, quindi, si può essere informati in modo chiaro e immediato circa chi deve obbligatoriamente presentare il modello e chi, invece, risulta esserne esonerato.
Una delle novità con maggiore impatto è quella relativa alla cedolare secca, un’imposta sostitutiva del 20% che si applica su tutte le locazioni effettuate per gli immobili siti nella provincia de l’Aquila. Molto interessante è anche la parte riguardante il rimborso per il credito maturato nel 2008 e nel 2009 con prestazioni lavorative notturne o straordinari sempre che siano correlati ad un aumento della produttività.

Nessuna paura per ciò che riguarda le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie o per gli interventi volti ad una maggiore efficienza energetica degli edifici: tutte le detrazioni restano ancora attive.

Nel modello ordinario è stata inserita, poi, un’apposita colonna per coloro i quali hanno beneficiato dello scudo fiscale; mentre nel modello semplificato viene presentato agli utenti il prospetto SY, attraverso il quale diventa possibile gestire gli introiti legati alle procedure di pignoramento nei confronti di terzi.