Nuovo BTP Italia: come funziona

BTP Italia

Di facile accesso, privo di rischi e di commissioni di sottoscrizione: sembrano essere queste le principali caratteristiche del nuovo titolo di Stato che il Ministero dell’Economia ha approntato, e che si appresta ad essere lanciato sul mercato (la chiusura della prima finestra è infatti stata fissata nel 22 marzo2012).

Sul facile accesso e utilizzo di questo prodotto, tanto è stato detto dal Tesoro. Lo strumento viene infatti emesso alla pari (contrariamente a quanto avviene con le sottoscrizioni di Bot, emessi sotto la pari) e, di conseguenza, l’investitore può scegliere con comodità e immediatezza quanto impiegare, con un minimo di 1.000 euro. Inoltre, nessun risparmiatore correrà il rischio di essere tagliato fuori dalle sottoscrizioni (come invece avviene con le aste, dove l’ammontare di titoli emessi dipende dall’offerta del Tesoro): l’emissione sarà infatti “a rubinetto”, senza alcun limite predeterminato.

Il titolo di Stato non prevede pertanto una remunerazione basata sullo scarto di emissione, come avviene per i Bot, bensì attraverso una cedola variabile, con cadenza semestrale, con redditività indicizzato al tasso di inflazione registrata in Italia. La rivalutazione del capitale sarà corrisposta con periodicità semestrale, congiuntamente alla cedola. E’ inoltre presente un rendimento supplementare, pari al 4 per mille, che viene riservato alle sole persone fisiche che detengono il nuovo Btp Italia fino alla scadenza (di quattro anni).

Il nuovo titolo di Stato è infine sottoscrivibile senza pagamento di alcuna commissione di sottoscrizione. L’operazione può essere effettuata direttamente e autonomamente online o, in alternativa, mediante il tradizionale sportello bancario o alle Poste.

Francia ridicolizza Italia, Frattini non ci sta

A Frattini non sono piaciuti i "sorrisini" di Sarkozy

I sorrisi del presidente francese Nicolas Sarkozy, a chi gli chiedeva se avesse ottenuto le opportune rassicurazioni dal premier italiano Silvio Berlusconi, sono piaciuti a pochi all’interno dei confini tricolori. “Non si può tentare di mettere in ridicolo l’Italia per una questione del genere” – ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha ribadito il proprio fastidio per il modo con cui Sarkozy ha manifestato il disappunto sulla solvibilità dell’impegno nazionale.

“Probabilmente aveva in mente la questione Bini Smaghi” – dice Frattini riferendosi al comportamento del presidente francese – “era turbato dal fatto che la poltrona non fosse ancora libera, ma questa è un’altra questione”.  Frattini dice poi di essere “colpito” dall’ironia di Francia e Germania, pur ammettendo di aver ascoltato dalla Merkel “parole cortesi verso l’Italia e il suo primo ministro”. Infine, sulle possibilità che Bini Smaghi si dimetta dal suo incarico, Frattini ha spiegato evidenziando come “l’Italia non ha il potere di dare ordini a un membro della Banca Centrale Europea” e come “il presidente del Consiglio ha già rivolto un appello alla responsabilità e non un ordine, perché il governo non può dare ordini ai membri della Bce e questo è assolutamente giusto. Il presidente francese sa che non è possibile rimuovere d’autorità Bini Smaghi”.

“Nessuno è autorizzato a ridicolizzare l’Italia, neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il Governo Berlusconi affronta la crisi” – gli fa eco il leader Udc Pier Ferdinando Casini.

Come Risparmiare Soldi Attraverso Un Piano Di Accumulo

Possedere una certa sommetta, magari messa da parte nel corso della vita con tanti sacrifici, significa anche dover pensare ad un modo per non farle perdere di valore o, meglio ancora, pianificare una serie di investimenti per aumentarne la consistenza nel corso del tempo.

come risparmiare soldi

Un modo per far fruttare i propri risparmi è la sottoscrizione di un piano di accumulo, detti anche brevemente PAC. I piani di accumulo possono avere una serie di differenze, poiché rispecchiano i target di utenti ai quali si rivolgono, ma ciò che risulta essere interessante è la finalità, ovviamente comune a tutti. Essi si propongono, in effetti, di costruire un capitale in costante crescita nel corso del tempo, senza dover per questo stressare in modo troppo forzoso le risorse finanziarie delle quali si dispone. Questo significa, quindi, che si tratta di un investimento significativo sul medio lungo periodo ma non sul breve. Le somme da versare sono variabili e possono partire da un minimo di 50 euro al mese. Non vi sono limiti, invece, per il tetto massimo che si può raggiungere attraverso il versamento mensile.

I Pac sono una delle migliori soluzioni per i piccoli risparmiatori che possono contare su un ingresso, al termine dell’investimento, sicuro. Molto spesso, attraverso i piani di accumulo si possono anche gestire delle pensioni integrative, a patto di sottoscrivere anche un fondo comune di investimento. La stessa preoccupazione eventualmente legata all’andamento del fondo può essere di molto ridimensionata grazie ad una durata lunga dell’investimento che, da sola, è in grado di assorbire eventuali criticità.

Poste Italiane Moneygram : Inviare Denaro All’Estero

inviare soldi all'estero con le  poste italiane

Il numero degli immigrati, nel nostro Paese, è in aumento e, con esso, anche i nuovi bisogni espressi da una classe sociale in crescita diventano delle priorità per le aziende. Non possono certo fare eccezioni le banche, le finanziarie e, in generale, tutti gli istituti di credito: ecco, quindi, che sorgono sempre più servizi per consentire, ad esempio, di inviare più facilmente del denaro alle famiglie rimaste a casa. Tra i tanti che lavorano nel settore, uno degli operatori più conosciuti è Poste Italiane, con il suo Moneygram. Con Moneygram è facile spedire così come incassare, rendendo semplici anche le operazioni più complicate.

Per poter usare questo servizio, bisogna comunque essere certi che il Paese nel quale si devono mandare i soldi faccia parte di quelli compresi nella lista, facilmente rintracciabile su internet. Sempre on line, al fine di evitare inutili perdite di tempo, si può scaricare il modulo da consegnare allo sportello. Tutti i campi vanno riempiti in stampatello. Se si spedisce una cifra superiore ai 400 euro, occorrerà provvedere alla formulazione di una domanda con risposta segreta, la quale dovrà pervenire al beneficiario.

A questo punto, ci si può recare presso l’ufficio postale più vicino, nel quale presentare il modulo allo sportello. Sarà cura dell’operatore concludere la transazione, che comunque avverrà in pochi minuti, dopo il pagamento del dovuto. Per ciascun invio si paga una commissione la quale, tuttavia, non è fissa ma dipende dall’importo che si intende far arrivare a destinazione. Sul sito internet di Poste Italiane viene comunque riportata una tabella con le tariffe corrispondenti.

Leasing Immobiliare 2011: La Durata!

Oramai il mondo del credito si è arricchito,  e si arricchisce giorno per giorno, di nuovi e sempre diversi strumenti finanziari volti a supportare l’acquisto di numerosi beni, primo tra tutti quello di un immobile. Al giorno d’oggi però è possibile scegliere in alternativa al mutuo un nuovo strumento creditizio ovvero il leasing immobiliare.

Si tratta di sue prodotti assolutamente differenti tra loro che si differenziano soprattutto per quanto attiene alle profonde divergenze presenti nelle strutture normative:

I mutui si contraddistinguono per una struttura molto più rigida e inflessibile a differenza di quella del leasing che al contrario si caratterizza proprio per il suo essere estremamente flessibile e malleabile.

Quando si stipula un contratto di leasing immobiliare solitamente una società di leasing acquista o fa costruire un immobile scelto dall’azienda o anche da un privato cittadino, in base alle esigenze e le aspettative di quest’ultimo, per poi concederglielo successivamente per un periodo di tempo contrattualmente determinato fino al momento del riscatto.

Solo una volta giunti al termine del contratto il locatario può scegliere dopo aver beneficiato della deduzione dei canoni dal reddito imponibile, se acquistare o meno l’immobile oggetto del contratto, ad un prezzo stabilito precedente nel momento della stipula contrattuale: i vantaggi offerti da un leasing immobiliare sono molti, soprattutto da un punti di vista fiscale, i tassi di interesse rispetto a quelli di un mutui sono minori quindi anche il costo delle rate mensili si abbassa notevolmente.

Ma quanto dura un piano d’ammortamento di un leasing immobiliare? Se un contratto gode di una durata superiore ai 15 anni, è sempre possibile determinare canoni deducibili?

Partiamo con il dire che in seguito alla circolare emanata dall’Agenzia dell’Entrate sono state semplificate alcune procedure rendendo più chiari alcuni aspetti inizialmente soggetti a facili confusioni, in ogni caso la durata minima prevista per un contratto di leasing è di otto anni, una durata inferiore infatti pregiudica la deducibilità dei relativi canoni; se invece è compresa tra 8 e 15 anni ( esempio 12 anni ), la durata minima del contratto deve corrispondere a tale valore, in questo caso quindi 12 anni.

Risparmiare Soldi e Sopravvivere Alla Crisi : Consigli Alle Piccole E Medie Imprese

Piccole imprese italiane e Made in Italy: la ricetta per dire no alla crisi è quella giusta e collaudata da decenni? Con ogni probabilità, dobbiamo ammettere che si trattava, l’essere piccoli in un mercato di giganti, di un discreto vantaggio in termini di velocità d’azione e flessibilità. Strutture più semplici e con meno procedure codificate si riescono ad adattare prima al cambiamento in corso. E le imprese italiane erano maestre a volgere questa precipua caratteristica in una strategia competitiva vincente.


Una moneta, la lira, certo piuttosto debole e un marchio, il made in Italy, che sapeva garantire ovunque e comunque alta qualità, gli imprenditori nostrani si muovevano alla stregua di piccole imbarcazioni d’assalto nel mare molto ampio della finanza internazionale. Ma oggi, che lo scenario è molto più complesso e mutevole, essere piccoli non è più un dato positivo di per sé. Significa avere meno possibilità per accedere al credito bancario, meno forza contrattuale, meno capacità di interloquire con una politica anche piuttosto miope, ma che deve per forza di cose fare i conti con uno scenario bruscamente in accelerazione.
Senza lo sviluppo di una maggiore specializzazione, senza acquistare un peso più rilevante, le piccole e medie imprese verranno molto facilmente sopraffatte da giganti brasiliani o cinesi, che riescono a mantenere prezzi bassi e alti volumi d’esportazione.
Una ricetta potrebbe essere quella di far sistema e dar vita a distretti o poli industriali, lavorando in sinergia tra comparti similari o complementari, mantenendo dunque strutture esili ma allargando di fatto la propria capacità produttiva.

Leasing Immobiliare 2011 : La Deducibilità

Leasing Immobiliare 2011

Come ribadito più volte anche negli articoli precedenti, il Leasing rappresenta una formula finanziaria entrata nel nostro ordinamento a partire dal 2005, non troviamo però alcun riferimento a tale tipologia di stipula contrattuale all’interno del nostro codice civile, motivo per cui il Leasing Immobiliare va a posizionarsi automaticamente fra i contratto “atipici” o “innominati”.

A differenza della legislazione civile però, in quella tributaria possono essere ravvisate invece numerose disposizioni riguardanti il leasing.

Iniziamo con il dire che, come contenuto nella legge n. 127/2007, Il locatario può decidere di sfruttare la deducibilità integrale dei canoni periodici versati a patto che il contratto possa contare su una durata minima pari a 2/3 del periodo di ammortamento ordinario, solitamente nel caso in cui ci troviamo a che fare con Leasing Immobiliari questo concetto si traduce in un minimo di 11 anni fino a raggiungere un massimo di 18.

Solitamente i canoni di Leasing possono essere dedotti in via automatica dal Reddito di Impresa o dal Reddito da Lavoro, tuttavia però è importante sottolineare che vengono a determinarsi spesso alcune eccezioni che di tanto in tanto si discostano dalla “regola generale”, in ogni caso è possibile affermare che:

  • Per quanto attiene alle tipologie relative al leasing immobiliare nella maggior parte dei casi la deducibilità può essere ottenuta per la stragrande maggioranza degli immobili coinvolti nella stipula contrattuale

Ricordiamo altresì che in seguito alla modifica delle legge, gravano ora sul contratto di leasing altre spese contributive come: IMPOSTA DI REGISTRO, IPOTECARIA E CATASTALE.

Secondo le ultime disposizioni, infatti, il contratto di leasing (a partire dallo scorso 1 Gennaio)  è stato sottoposto all’applicazione di un’imposta di registro in misura fissa a cui si accosta una a misura proporzionale:

  • Imposta a misura fissa: la tassa in questione verrà saldata al momento del riscatto finale, come previsto da contratto
  • Imposta a misura proporzionale: la tassa pari al 4% andrà saldata in sede di rogito notarile di acquisto al momento dell’acquisto dell’immobile oggetto del contratto di leasing

Piano Di Accumulo Capitale : Come Funziona E A Chi Conviene

Piano Di Accumulo Capitale

Se si hanno pochi soldi da investire, ma comunque si riesce ad avere un risparmio, pur se minimo, costante ogni mese, è possibile pensare a sottoscrivere un Pac, il cosiddetto piano di accumulo del capitale. Si tratta di una interessante formulazione pensata per chi non ha un gran capitale da poter versare in una sola tranche, come invece avviene nel caso dei Pic (Piano di investimento capitale) ma che risulta essere alla portata di un maggior numero di investitori.

Ma come funziona un Pac? Quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono? S tratta davvero di una soluzione conveniente? Spieghiamo, quindi, che le somme versate servono ad acquistare titoli di stato, obbligazioni oppure azioni, attraverso i fondi comuni d’investimento, attraverso i quali si mettono insieme i risparmi di tanti piccoli investitori, facendoli fruttare come avverrebbe nel caso di un capitale imponente.

Le condizioni per effettuare l’investimento sono sempre variabili, il che vuol dire che si può riuscire ad ottimizzare il rendimento nel suo complesso, pur senza dover sottostare ad alcun vincolo e mantenendo il massimo della flessibilità. Il consiglio, tuttavia, è quello di servirsi del Pac esclusivamente se si ha intenzione di aver un vincolo sulla cifra investita di almeno cinque anni.

In pratica, è come se si stesse acquistando un salvadanaio, nel quale ogni mese andranno a finire gli importi risparmiati dalla gestione quotidiana. Il minimo, in linea di massima, è di 100 euro al mese, ma è possibile accordarsi anche per cifre superiori, che ovviamente potranno servire ad ottenere rendimenti maggiori.

Come Sviluppare Il Rating Aziendale In Accordo Con I Principi Della Sostenibilità

Mantenere elevato l’interesse aziendale per i principi della responsabilità e della sostenibilità rappresenta un buon investimento, dato che il mercato tende a premiare quelle imprese che possono essere annoverate tra quelle “etiche”.

Certo, rispetto al passato lo scenario è diventato ben più complesso e, dunque, si deve cambiare il proprio modus operandi. Se prima era sufficiente effettuare una raccolta fondi e donare gli stessi ad un’associazione benefica, o decidere di impegnarsi in prima persona e progettare una scuola piuttosto che un ospedale, oggi questo tipo di soluzione non è più guardata con lo stesso favore di un tempo. Non basta più. Dunque, non è la filantropia una tantum che aiuterà la vostra impresa, ma un serio impegno a fare il proprio lavoro e farlo bene, senza creare danni o conflitti sociali, senza depredare l’ambiente delle sue risorse.

Sostenibilità diventa, quindi, la nuova parola d’ordine. Cosa vuol dire? Con essa si vuole intendere la capacità di pensare strategicamente al futuro dell’azienda, valutandone l’impatto in periodi medio-lunghi, abbassando le percentuali di rischio e dando risposta a tutti i propri stakeholders.

Ma non basta avere un’eccellente comunicazione e impegnarsi a fondo: bisogna anche avere degli audit che siano specializzati nel costruire un bilancio etico integrato con quello tradizionale, mostrando benefici e crescita agli azionisti. Certo, anche la reputazione e l’immagine sono fondamentali: d’altra parte è anche il modo in cui viene percepito un brand che ne determina o meno il successo presso il grande pubblico; un pubblico di consumatori sempre più smaliziato e attento.

Avviare Attività All’estero : Opportunità Da Cogliere O Problema Da Evitare?

In molte sono le aziende che, negli ultimi anni, hanno deciso di avviare un attività all’estero. Questo è tanto più vero quando si parla di grandi imprese, con utili da capogiro, che possono permettersi senza dubbio di muovere capitali e linee di produzione lì dove il mercato ne decreta la maggiore redditività.


Diverso il discorso per tutti gli altri, che ovviamente non godono dello stesso tipo di opportunità e che non possono essere considerate privilegiate in tal senso: tuttavia, potrebbe risultare ugualmente molto interessante l’idea di avviare un’attività all’estero, ovviamente nel pieno rispetto della legge vigente in Italia.

Grazie anche alle innovazioni tecnologiche, essere parte di un progetto di delocalizzazione diventa molto più semplice e alla portata anche di quanti, fin’ora, non avevano mai preso in considerazione questa ulteriore possibilità di sviluppo per il proprio business.

I network informativi a quali è possibile accedere attraverso internet lasciano spazio a molte più attività di quanto non fosse possibile in passato, consentendo la commercializzazione di prodotti anche in zone molto lontane.Normalmente, quando una piccola o media impresa intende avviare un attività all’estero deve scontrarsi con problemi di natura fiscale, amministrativa, contabile e giuridica, ma ad oggi le informazioni relative sono molto facilmente raggiungibili attraverso internet.

Chi vuole, ad esempio, prima di compiere il grande passo, potrebbe iniziare con il cercare clienti all’estero e verificare così se esistono anche le condizioni di mercato per espandersi. Quello che era un tempo un salto nel buio, oggi è supportato da un gran numero di informazioni e di strumenti, rendendo molto semplice soprattutto un’esperienza all’interno dei confini dell’Unione Europea.

Investire In Azioni O Nel Mattone ? Piccola Guida Per Raggiungere I Propri Obiettivi Di Guadagno

Che tipo di investimento fare con il capitale che si ha a disposizione? Meglio investire in azioni o meglio il caro mattone? Ogni qualvolta il mercato va in fibrillazione, a causa di crisi più o meno gravi, negli ultimi anni, si corre alla ricerca del bene rifugio preferito, quello sul quale puntare senza paura di perdere. Per gli italiani, appare subito chiaro, si tratta senza dubbio della casa. Ma è davvero così, ad un’analisi razionale e condotta da esperti?

Investire In Azioni
Se quello che si desidera è un investimento, allora ci si dovrà per forza di cose far guidare da un atteggiamento il più possibile scevro da pregiudizi, cercando solo di massimizzare il fattore guadagno. Sicuramente, comunque, il contesto è molto importante e quindi l’analisi va condotta a 360 gradi, tenendo conto di quelli che sono gli scenari complessi attuali.

Per prima cosa, comunque, possiamo notare come i prezzi siano ancora più bassi del normale, attestatisi sui livelli di circa cinque anni fa. Un gran vantaggio per chi acquista, ma molto dipende dalle zone. In alcune città, infatti, non solo non si sono registrati cali ma addirittura vi sono stati aumenti.

Importante, poi, anche capire quanto una casa è in grado di rendere. Diciamo che, in genere, se confrontato con l’affitto che è possibile ricavare da esso, mediamente un immobile dovrebbe essere in grado di fruttare intorno al 3,8%. Anche in questa circostanza, però, fate attenzione al luogo in cui sorge l’appartamento di vostro interesse: una grande città non è certo paragonabile ad una piccola provincia nell’interno.

Guida Per Incassare Un Assegno Bancario In Modo Semplice E Senza Complicazioni

Non capita molto spesso di essere beneficiari di un assegno e di ritrovarsi a doverne incassare uno, a meno che non si abbia questa esigenza per lavoro, ma in quel caso si saprà bene come comportarsi, visto il numero elevato di volte che si sarà eseguito tale procedimento. In quasi tutte le altre circostanze, per una persona comune, incassare un assegno potrebbe suscitare qualche lecita perplessità: meglio, allora, vedere insieme come fare e fugare qualsiasi dubbio residuo.

Nel caso di cifre piuttosto elevate, un assegno resta il principale modo per effettuare un pagamento, dal momento che non si incorre in problemi relativi al plafond della propria carta di credito o di prelievo presso un bancomat. Senza contare l’ovvia semplicità e la grande sicurezza offerti dallo stesso. D’altra parte, un assegno bancario consente sempre la tracciabilità del pagamento, una buona garanzia che tutti noi vorremo sempre avere quando effettuiamo degli acquisti importanti.

A chi ne riceve uno spetta decidere se si desidera ottenere subito la somma prevista in contanti o se se ne preferisce l’accredito sul proprio conto corrente: naturalmente, quale che sia la scelta, non vi sarà alcun tipo di differenza per chi l’assegno l’ha emesso.

Se si vuole incassare un assegno per conto terzi, è necessario oggi come oggi, possedere una delega scritta che deve essere richiesta presso la propria filiale e attribuita dall’intestatario del conto.

Se non si possiede, invece, un conto corrente, si potrà comunque incassare l’assegno ottenendo la cifra in contanti, ma ci si dovrà obbligatoriamente recare presso la filiale dell’istituto di credito che lo ha emesso.

Come Chiudere Il Proprio Conto Corrente

Mantenere aperti tanti conti corrente differenti è un problema sia da un punto di vista strategico che operativo. Vediamo in che senso. Prima di tutto, se si possiedono diversi conti corrente ma non se ne usa più di uno o due al massimo, si tengono soltanto fermi i soldi ad interessi generalmente irrisori, senza alcun utile; d’altra parte, diventa sempre più difficile tenere le spese sotto controllo e sapere con esattezza a quanto ammonta il nostro patrimonio.

Meglio, quindi, procedere alla chiusura di quei conti corrente che non si utilizzano in modo sistematico, tenendo anche presente che grazie al decreto legge Bersani è diventato molto più semplice seguire questa procedura e non sono dovuti costi per le competenze di chiusura.

Il decreto legge Bersani è proprio intervenuto in tal senso, evitando ai consumatori di dover andar soggetti a penali o costi nel momento in cui si desidera rescindere dal contratto inerente il conto aperto presso una tale banca, la quale non può esimersi dall’eseguire tale pratica.

Ma quali sono i passaggi da seguire per chiudere il proprio conto corrente? È molto semplice, basta fare attenzione a poche regole. Il conto non deve avere un saldo negativo, cioè non deve essere in rosso: nel caso in cui ci si trovi in questa circostanza, bisognerà prima versare quanto dovuto e pagare anche gli interessi eventualmente maturati. In più, non deve esserci nessun tipo di operazione attiva sul conto corrente.

Della volontà di chiudere il conto deve essere informata la banca per iscritto, e nella stessa raccomandata devono essere allegati il libretto degli assegni, il bancomat e la carta di credito tagliati.

Beni Rifugio : L’Auto D’Epoca Si E’ Messa A Correre

L’altra economia: successo e affari alla rassegna che si è appena conclusa a Padova Fiere. Le valutazioni sono in costante crescita negli ultimi 10 anni. Tra i clienti ci sono anche fondi di investimento. L’auto d’epoca è sempre più di moda nonostante gli socnsiderati attacchi che ciclicamente vedono le amministrazioni locali prendere decisioni populistiche più che ecologiche per ridurne l’utilizzo ma, soprattutto, è ormai intesa come un buon “asset” sul quale investire. O, in tempi di crisi, se si vuole usare un altro termine come bene rifugio. Non solo dai collezionisti o dai privati in genere, nell’ultimo triennio circa società finanziarie, fondi d’investimento e persino quelli pensionistici di alcuni Paesi europei hanno scelto le quattroruote “vintage” per riempire il proprio portafoglio.

Beni Rifugio, L'Auto D'Epoca Si E' Messa A Correre

Il segnale è tangibile aggirandosi nei padiglioni e sui viali, parlando con gli operatori di “Auto e moto d’epoca 2010″ a Padova Fiere, appena conclusasi. Con “Automotoretrò” di Torino è il maggiore salone italiano del settore, autentico termometro di mercato e tendenze.  Uno show di tre giorni leader in Europa la scorsa edizione per numero di auto e motoveicoli esposti, 160 modelli, capace di attirare 60mila visitatori da ogni angolo del Vecchio Continente.

“E’ vero, conferma l’altoatesino Paul Niederkofler, che espone e vende sette vetture di fascia medio-alta, restaurando meticolosamente e dai prezzi conseguenti: l’auto d’epoca è chic e ormai è sempre più considerataanche un investimento. Con i tempi che corrono, dà meno stress di azioni e Bot. E poi se questi perdono valore resti con dei pezzi di carta in mano: se la vettura si svaluta, almeno in garage hai quattro ruote e un volante con cui ti puoi sempre divertire”.

E nell’epoca di apparire l’automobile “d’antan” riveste un altro fascino: specie se di pregio, apre le porte a certi eventi e certi salotti sempre più numerosi e mondani, magari a scapito dell’autentica sportività, per i quali la gente ha un’attenzione crescente. Le valutazioni, a ogni livello, sono in costante crescita negli ultimi 10 anni e non danno segni di cedimento nonostante la recessione internaizonale. La crisi non ha rallentato i valori dei vari pezzi, anche perchè i costi della manodopera e dei ricambi negli ultimi due anni non hanno subito diminuzioni.

Cos’è Un Protesto ? Quali Caratteristiche ? Vediamole Insieme

Se ci è capitato di porci la domanda: “cos’è un protesto” potremo finalmente ricevere una risposta esaustiva. Il protesto è un atto formale che serve a contestare un mancato pagamento, sia esso inerente ad una cambiale oppure ad un assegno bancario.

Non sono rari i casi in cui ci si ritrova con una cambiale non compilata, lasciata in bianco per esigenze commerciali, che viene poi contestata dall’acquirente e, di conseguenza, non più pagata: il creditore è nel pieno diritto di far valere il proprio credito e di rivolgersi, quindi, ad un ufficiale giudiziario che protesterà colui il quale avrebbe dovuto pagare quanto dovuto.

Il protesto si avvale, tuttavia, di regole precise che devono essere rispettate nella sostanza e nella forma, per non perdere il diritto alla riscossione del debito.

Prima di tutto, un protesto deve essere apposto entro due giorni feriali dal giorno della scadenza, e deve essere eseguito da un notaio o da un ufficiale giudiziario.

Tuttavia, chi si impegna a saldare un pagamento può evitare che tale procedura si metta in moto semplicemente inserendo una clausola specifica sulla cambiale, come la voce “senza spese” o “senza protesto”.

Quando eseguito, comunque, il protesto deve essere registrato sulla cambiale stessa, sebbene in taluni casi si preferisce redigere un ulteriore documento, consegnato a parte.

Attenzione a che siano contenute tutte le informazioni necessarie perché il protesto sia valido, e dunque: data, città in cui si esegue, nome del richiedente, motivazioni e firma dell’ufficiale giudiziario e del notaio.

È sempre bene evitare di essere protestati, poiché per un semplice ritardo di un pagamento si rischia di essere considerati come non più affidabili da parte delle banche, che non concederanno più facilmente prestiti e mutui.