
Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, individua i contratti part time e gli apprendistati quali vie privilegiate per consentire ai giovani l’ingresso nel mondo del lavoro. Durante una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro afferma che ad essere in discussione non è il sistema pensionistico, “giudicato sostenibile”, bensì quello del lavoro.
Un mercato che necessita di cambiamenti, e che potrebbe vedere l’approvazione delle modifiche alla regola del licenziamento per giusta causa, che tanto sta facendo discutere le parti sociali, mobilitando i sindacati per un possibile sciopero unitario. “Il nostro obiettivo” – ricorda tuttavia Sacconi – “è quello di creare le condizioni per la crescita delle imprese e dell’occupazione”. Dieci anni fa, prosegue il ministro, “nel Patto per l’Italia convenimmo con tutte le parti, tranne la Cgil, di sperimentare la sospensione dell’articolo 18 nelle aziende che superavano con nuove assunzioni i 15 dipendenti”.
Sacconi evidenzia poi come nella riforma non vi siano solamente alcuni nuovi aspetti legati al nuovo regime di cessazione del rapporto di lavoro, bensì anche ai contratti di occupazione, con l’obiettivo, ricorda Sacconi, “di evitare l’abuso dei contratti co.co.co. e dei tirocini”, con promozione del lavoro giovanile con apprendistato e con contratti di inerimento e part time, sperando di abbattere altresì il fenomeno dei licenziamenti facili.







Quest’anno l’autunno ha faticato ad arrivare, ma adesso si è presentato in grande spolvero.



Ieri in Italia ma anche nel resto del mondo si è vissuta una tragedia in diretta. Il giovane e talentuoso motociclista Marco Simoncelli è rimasto vittima di un terribile incidente al secondo giro del GP della Malesia.
La Turchia è un paese ad alto rischio sismico e periodicamente i suoi abitanti devono fare i conti con questa realtà. Spesso la terra trema e questo è inevitabile, ma troppo spesso gli edifici crollano e questo dovrebbe essere evitato. Un paese che si candida ad entrare in Europa dovrebbe occupparsi in primo luogo della messa in sicurezza dei propri cittadini. Ma, del resto, l’Italia in Europa c’è già e la propria cultura antisismica, in relazione al rischio presente, è risibile.