Occupazione giovanile: Sacconi spinge su part time e apprendistati

Sacconi spinge su part time e apprendistati

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, individua i contratti part time e gli apprendistati quali vie privilegiate per consentire ai giovani l’ingresso nel mondo del lavoro. Durante una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro afferma che ad essere in discussione non è il sistema pensionistico, “giudicato sostenibile”, bensì quello del lavoro.

Un mercato che necessita di cambiamenti, e che potrebbe vedere l’approvazione delle modifiche alla regola del licenziamento per giusta causa, che tanto sta facendo discutere le parti sociali, mobilitando i sindacati per un possibile sciopero unitario. “Il nostro obiettivo” – ricorda tuttavia Sacconi – “è quello di creare le condizioni per la crescita delle imprese e dell’occupazione”. Dieci anni fa, prosegue il ministro, “nel Patto per l’Italia convenimmo con tutte le parti, tranne la Cgil, di sperimentare la sospensione dell’articolo 18 nelle aziende che superavano con nuove assunzioni i 15 dipendenti”.

Sacconi evidenzia poi come nella riforma non vi siano solamente alcuni nuovi aspetti legati al nuovo regime di cessazione del rapporto di lavoro, bensì anche ai contratti di occupazione, con l’obiettivo, ricorda Sacconi, “di evitare l’abuso dei contratti co.co.co. e dei tirocini”, con promozione del lavoro giovanile con apprendistato e con contratti di inerimento e part time, sperando di abbattere altresì il fenomeno dei licenziamenti facili.

Berlusconi avverte: arriveremo al 2013

Berlusconi conferma che arriverà al 2013

Per l’ennesima volta, quando sembrava davvero tutto finito, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riesce a ribaltare le carte in tavola riproponendosi in maniera significativa per il prossimo futuro. Il premier, intervenuto in poche ore di distanza al Tg1, a Porta a Porta e a Mattino Cinque, ha infatti dichiarato che “non esiste alcun accordo con la Lega per andare al voto nel 2012”, confermando così le intenzioni di giungere regolarmente al successivo 2013.
 
Tra noi e la Lega c’è un’alleanza solida” – ricorda Berlusconi – “e Bossi è sempre stato un alleato affidabile. Abbiamo superato insieme ogni difficoltà, anche perché non esiste in Italia una alternativa politica credibile. L’unico patto sottoscritto è quello con gli elettori, il solo che io riconosca, per cui lavoreremo 18 mesi per garantire gli impegni assunti con l’UE. Il resto sono sogni dell’opposizione e invenzioni dei giornali”.

Con l’occasione di questo triplice intervento televisivo, il premier Silvio Berlusconi ha lanciato una sorta di appello pubblico affinchè il membro italiano del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea Lorenzo Bini Smaghi si dimetta con l’arrivo di Mario Draghi, lasciando il suo posto a un membro francese, come promesso dal governo italiano a quello parigino in cambio dell’appoggio francese al successore tricolore di  Trichet.

Maltempo Italia, 65 milioni di euro per Liguria e Toscana

Alluvione in Ligura e Toscana: arrivano 65 mln euro

Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per quelle zone liguri e toscane pesantemente colpite dal maltempo, con danni ancora da decifrare in termini di vite umane e perdite materiali. Son pertanto in arrivo 65 milioni di euro, che andranno a supportare le operazioni di sistemazione delle zone danneggiate. Il resto dei fondi necessari per ricostruire le aree colpite dall’alluvione proverranno dagli stessi cittadini locali, visto e considerato che le regioni colpite dovranno aumentare i propri tributi.

Ad annunciare lo stanziamento è stato il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli durante una visita ad Aulla, una delle cittadine più colpite dal maltempo. La voce del Ministro ha poi trovato conferma in un comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi, nel quale emerge come il Consiglio dei Ministri abbia “deliberato lo stato d’emergenza per le eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito nelle scorse ore le province di La Spezia e di Massa Carrara”.

I fondi messi a disposizione saranno immediatamente utilizzabili per aiutare le popolazioni colpite nelle necessarie operazioni di ricostruzione. Altre regioni colpite dal maltempo, con minori evidenti danni, potranno invece recuperare i fondi necessari attraverso la procedura speciale che consentirà loro di incrementare i tributi locali. Imposte in rialzo, pertanto, per i cittadini di Piemonte, Marche, Basilicata, Puglia e per la provincia autonoma di Trento e Bolzano.

Eni, trimestrale in crescita

Eni, trimestrale molto positiva

Eni ha pubblicato i propri dati relativi all’andamento del terzo trimestre dell’anno. I numeri del conto economico della compagnia si sono rilevati sostanzialmente migliori rispetto a quelli attesi dai mercati finanziari, con un utile netto in sviluppo positivo di 7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un volume, in termini assoluti, pari a 1,79 miliardi di euro.

Le attese degli analisti principali erano attese intorno a quota 1,5 miliardi di euro, e notevole è stata pertanto la sorpresa conseguita dai più importanti stakeholders del cane a sei zampe. Stando a quanto affermato dal vertice societario, il miglioramento dei conti del gruppo è ascrivibile prevalentemente alla gestione caratteristica (pertanto, dalle attività che costituiscono il core business della compagine societaria), la cui potenzialità non è stata totalmente espressa a causa dell’incremento degli oneri finanziari netti, aumentati di oltre mezzo miliardo di euro.

Complessivamente, da inizio anno ad oggi l’utile netto si è attestato su quota 5,43 miliardi di euro, in incremento di 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno. l’utile netto trimestrale è invece cresciuto di 3 punti percentuali a 1,77 miliardi di euro. L’utile operativo è invece stato chiuso a quota 4,61 miliardi di euro, in aumento di 12 punti percentuali rispetto ai primi nove mesi del 2010. Cash flow trimestrale a quota 2,61 miliardi di euro.

Licenziamenti facili, sindacati pronti allo sciopero

Sindacati pronti allo sciopero per contrastare i licenziamenti facili

I sindacati italiani sono pronti allo sciopero, al fine di contrastare con le mobilitazioni popolari le nuove norme sui “licenziamenti facili”. Secondo quanto affermato dal leader Cisl Raffaele Bonanni, la riforma di Silvio Berlusconi sarebbe addirittura “un’istigazione alla rivolta, una provocazione”.

Della stessa opinione è la segretaria Cgil Susanna Camusso, che afferma come il provvedimento sia un attacco durissimo all’articolo 18, definendo l’innovazione voluta dal premier come “una misura da incubo, contro la quale reagire”. E se i sindacati osteggeranno la riforma, lo stesso potrebbero fare le opposizioni, visto e considerato che il segretario Pd Pierluigi Bersani ha già dichiarato come siano “inaccettabili” le innovazioni che il Governo vorrebbe spingere.

A proposito di Governo, ieri è stata giornata cruciale per il futuro del Paese e, in merito, grande protagonista non poteva che essere il premier Silvio Berlusconi, che ha dapprima ribadito come “l’Italia non è la Grecia”, per poi ricordare come le misure sul lavoro “sono sostenibili, non porteranno ad alcuna rivolta sociale”. Ancora, il presidente del Consiglio ha invitato l’opposizione a “uscire dai panni stretti che fino ad ora ha indossato nel dire sempre no e essere sempre contro, e voglia con noi partecipare all’attuazione di queste misure che servono all’Europa e anche all’opposizione”. Le riforme, ha concluso il premier, “non riguardano interessi di parte, soprattutto non della maggioranza o di altre categorie, ma gli interessi dell’Italia e degli italiani”.

L’ira della Lega contro Fini

Fini scatena l'ira della Lega

Una frase del presidente della Camera Gianfranco Fini, nella trasmissione televisiva di ieri sera, Ballarò, è stata sufficiente a far scatenare l’ira della Lega Nord nella seduta parlamentare odierna. Alla base di tutto c’è Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi, tirata in ballo da Gianfranco Fini in riferimento alle baby pensioni. Il presidente della Camera aveva in merito ricordato come la sig.ra Bossi fosse andata in pensione a soli 39 anni.

“Non tolleriamo soprusi e ingiustizie” – ha dichiarato il capogruppo Lega alla Camera Marco Reguzzoni. Alle accuse di comportamento inopportuno, e alle richieste di dimissioni, il presidente Fini ha però risposto che non è la Camera la sede in cui il presidente “può dare risposte politiche; se lo facessi, avallerei l’accusa di partigianeria nei miei confronti” – ha aggiunto Fini – “che ritengo insussistente. Saranno altre le sedi in cui, se lo riterrò, eserciterò il diritto di replica”.

A difendere Fini è anche il vicepresidente Fli Italo Bocchino, che afferma come sia “veramente anomalo che un capogruppo in Aula affronti questioni politiche trasformandole in modo diverso. Il presidente della Camera ha tutto il diritto, essendo anche un leader politico, di esprimersi”. Risposta che evidentemente non convince la Lega, visto che alla prosecuzione delle urla e delle evidenti tensioni, la vicepresidente della Camera ha ritenuto opportuno rispondere con la sospensione della seduta.

Alluvione Liguria, nuovi aggiornamenti sui danni e sulle vittime

Alluvione in Liguria, si contano morti e danni

La straordinaria ondata di maltempo che si è abbattuta nel Centro e nel Nord dell’Italia ha provocato ingenti danni e, purtroppo, anche qualche vittima. Sebbene, almeno per il momento, la conta dei danni sia particolarmente ardua, poiché vari sono i confini del fenomeno, sembra che gli effetti più negativi del maltempo siano stati prodotti in Toscana e in Liguria, coinvolta in un’alluvione storica.

Nel Levante ligure sono infatti caduti più di 500 millimetri di pioggia nella giornata di ieri. La conseguenza naturale è stata lo straripamento dei fiumi e dei torrenti, che ha trasformato la zona, per chilometri e chilometri, in una sorta di colata di acqua e di fango, in grado di sommergere e distruggere case e infrastrutture. In particolar modo, nello Spezzino si rilevano numerosi danni a ponti e strade, con vittime a Borghetto Vara, dove è stato riscontrato il crollo di una casa.

Più a sud, in Toscana, si contano vittime ad Aulla, in provincia di Massa Carrara, dove particolarmente difficili sembrano essere le operazioni di soccorso, considerato che elettricità e collegamenti telefonici sono pressochè interrotti. L’attenzione si sposta ora alla ricerca dei dispersi, che potrebbe diminuire il numero delle vittime di questa incredibile ondata di maltempo, che sembra fortunatamente abbia già esaurito il suo picco di dannosità.

Pronta la lettera per Bruxelles

Bossi e Berlusconi hanno faticosamente trovato un accordo circa le manovre anti-crisi da presentare alle autorità europee

E’ lunga quindici pagine la lettera, redatta ieri sera dal Governo, che verrà consegnata oggi a Bruxelles. Le autorità europee avevano chiesto all’Italia l’attuazione delle misure anti-crisi entro oggi ma noi, come scolari svogliati, ci presenteremo semplicemente con una lettera d’intenti. Intenti vaghi e probabilmente insufficienti, frutto del compromesso tra Berlusconi e Bossi.

Il leader della Lega ha tenuto il punto per quanto riguarda l’intoccabilità delle pensioni di anzianità, con il risultato che l’unica iniziativa sulla previdenza sarà l’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel privato a quelle del pubblico: 67 anni. Un aumento che sarà graduale e richiederà quindici anni per essere completato, essendo previsto per il 2026.
Per il resto nella lettera sono indicate misure riguardanti la liberalizzazione, la privatizzazione e la semplificazione normativa in favore delle imprese. Progetti vaghi e già sentiti, privi oltretutto di date indicative d’approvazione.

Data l’oggettiva inadeguatezza delle misure indicate, rispetto a ciò che era stato chiesto dalle autorità europee, è evidente che la speranza dei responsabili italiani sia quella di riuscire a far approvare poche indicazioni di massima, non in base alla loro validità o utilità ma in base al fatto che la stabilità dell’Italia rappresenta, in un certo senso, la stabilità del’Europa. E che per questo noi si abbia a godere un trattamento di favore.
E poi osiamo anche indignarci per i sorrisini che gli altri, maleducati e fuori luogo quanto si voglia, ci rivolgono.
Se non riusciamo a prenderci sul serio noi, presentando compitini mal fatti invece che progetti seri, come potranno mai prenderci sul serio gli altri?

Il maltempo mette in ginocchio le province di La Spezia e Massa Carrara

Il maltempo ha travolto Liguria e Toscana, provocando ingenti danni e cinque vittimeQuest’anno l’autunno ha faticato ad arrivare, ma adesso si è presentato in grande spolvero.
Dopo il nubifragio romano della settimana scorsa, ieri il cattivo tempo si è concentrato al Nord. Con abbondanti rovesci soprattutto tra Liguria e Toscana.

I numerosi centimetri di pioggia, caduti in breve tempo, sommati ad un territorio maltrattato ed abusato, hanno provocato per l’ennesima volta la tragedia. Frane, crolli ed allagamenti hanno messo letteralmente in ginocchio le province di La Spezia e Massa Carrara. Finora si contano cinque morti e sei dispersi, oltre alle centinaia di sfollati, e gli ingenti danni ad abitazioni e luoghi di lavoro.
Tre vittime si sono registrate nello spezzino sotto il crollo di un edificio nel comune di Borghetto Vara, e le altre due nel comune di Aulla, in provincia di Massa Carrara, una donna annegata in auto ed un uomo rimasto intrappolato nello scantinato della propria abitazione.
Presso alcuni comuni non è stato ancora possibile portare aiuto a causa dell’interruzione delle vie di comunicazione viarie e ferroviarie. Ed in altre zone sono caduti i ponti radio, impedendo l’utilizzo della telefonia sia fissa che mobile.

Le previsioni per oggi, purtroppo, non sono affatto positive ed il cattivo tempo si estenderà soprattutto verso il nord-est, colpendo in particolare Veneto e Friuli. Nei prossimi giorni le perturbazioni dovrebbero raggiungere anche il meridione.
La Protezione Civile invita la popolazione alla prudenza. Ad uscire di casa solo se strettamente necessario e comunque tenersi lontani da ponti, corsi d’acqua, sottopassaggi e scantinati.
Ogni anno in Italia si ripetono gli stessi drammi e si sentono le stesse giustificazioni. Tra cementificazione selvaggia, abusivismo, condoni e la mancata vigilanza sui nostri fiumi, una pioggia abbondante da noi ha l’effetto di un Monsone.

Bossi: il governo rischia la crisi

Sempre più probabile la crisi di governo

Parlare di crisi non è più un tabù, se ad accennare al pericolo di una rottura è dapprima lo stesso premier Berlusconi, e successivamente il suo fido collega di maggioranza, Umberto Bossi. In una giornata ricca di incontri e di contatti, il premier cerca un accordo con la Lega Nord per cercare di licenziare quei provvedimenti che potrebbero permettere al governo italiano di strappare un cenno di assenso da parte di Bruxelles.

La strada è tuttavia piuttosto in salita. E a ricordarlo è lo stesso numero 1 del Carroccio, Umberto Bossi, che ricorda come “stavolta la situazione è molto pericolosa”, per poi affermare che la crisi di governo è a questo punto un’ipotesi non certo irrealizzabile, e che non vi è alcuna disponibilità a supportare governi tecnici. Quindi, se il governo cadrà, la Lega spinge per le urne. “Ci sono margini di trattativa e quindi stiamo trattando”, ricorda poi Bossi. Il nodo principale rimane quello delle pensioni, con il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che dichiara come “sostanzialmente (nel governo, ndR) siamo tutti d’accordo che queste è meglio non tagliarle. Però” – prosegue il Ministro – “se non si tagliano le pensioni, bisogna trovare qualche altra soluzione, e non è facile”.

Insomma, ancora poche ore e il governo saprà se potrà contare sull’unità necessaria per presentare all’Europa un piano di sviluppo concreto, o se dovrà denunciare apertamente un nuovo scenario di crisi, dai contorni da decifrare.

Risparmi, per gli italiani sono poco utili per lo Stato

Cosa ne pensano gli italiani del risparmio

Solamente il 13% degli italiani ritiene che il risparmio sia fondamentale per finanziare lo Stato. Un’uguale percentuale, ritiene che i risparmi siano necessari per poter sostenere il funzionamento del settore bancario. Un responso parzialmente inatteso, quello offerto dall’indagine “Gli italiani e il risparmio” di Acri e Ipsos, e presentata in occasione della 87ma giornata mondiale del risparmio, e che denota come il Paese non abbia una chiara idea su come il finanziamento delle imprese passi attraverso le banche.

Per gli italiani il risparmio è innanzitutto una virtù, e una necessità privata”, ricorda l’indagine in questione, “vedono gli effetti positivi su di se’ e sulla propria famiglia, sulle possibilita’ di pianificazione e di tranquillita’ future. Al contempo non ignorano che il risparmio contribuisce alla crescita e al benessere della collettivita’, anche se questo aspetto – pur importante – e’ considerato secondario”.

Per quanto riguarda la situazione personale delle famiglie, gli italiani puntano al risparmio soprattutto per consolidare una sicurezza economica dopo la pensione (il 47% dei rispondenti la pensa così) o per la possibilità di poter programmare il proprio futuro (il 44%). Il 36% degli italiani ritiene infine che esso abbia una sorta di valenza etica e pedagogica, educando così a un consumo più responsabile e sostenibile anche le generazioni più giovani.

Francia ridicolizza Italia, Frattini non ci sta

A Frattini non sono piaciuti i "sorrisini" di Sarkozy

I sorrisi del presidente francese Nicolas Sarkozy, a chi gli chiedeva se avesse ottenuto le opportune rassicurazioni dal premier italiano Silvio Berlusconi, sono piaciuti a pochi all’interno dei confini tricolori. “Non si può tentare di mettere in ridicolo l’Italia per una questione del genere” – ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha ribadito il proprio fastidio per il modo con cui Sarkozy ha manifestato il disappunto sulla solvibilità dell’impegno nazionale.

“Probabilmente aveva in mente la questione Bini Smaghi” – dice Frattini riferendosi al comportamento del presidente francese – “era turbato dal fatto che la poltrona non fosse ancora libera, ma questa è un’altra questione”.  Frattini dice poi di essere “colpito” dall’ironia di Francia e Germania, pur ammettendo di aver ascoltato dalla Merkel “parole cortesi verso l’Italia e il suo primo ministro”. Infine, sulle possibilità che Bini Smaghi si dimetta dal suo incarico, Frattini ha spiegato evidenziando come “l’Italia non ha il potere di dare ordini a un membro della Banca Centrale Europea” e come “il presidente del Consiglio ha già rivolto un appello alla responsabilità e non un ordine, perché il governo non può dare ordini ai membri della Bce e questo è assolutamente giusto. Il presidente francese sa che non è possibile rimuovere d’autorità Bini Smaghi”.

“Nessuno è autorizzato a ridicolizzare l’Italia, neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il Governo Berlusconi affronta la crisi” – gli fa eco il leader Udc Pier Ferdinando Casini.

Pensioni, scontro aperto Lega – PdL

Scontro Lega Pdl sulle pensioni

È scontro aperto tra Lega Nord e PdL sulla possibile revisione del sistema previdenziale ipotizzato dal premier Silvio Berlusconi per rispettare gli impegni comunitari. A schierarsi contro qualsiasi forma di apertura nei confronti della riforma delle pensioni è la Lega, che con Maroni fa sapere di essere “pronta alla piazza” in quanto “i pensionati hanno già dato”. Berlusconi è comunque intenzionato ad andare avanti e, a tal fine, ha in programma un duplice incontro con il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ad arrivare in soccorso del premier dovrebbero comunque essere due supporti inaspettati. Futuro e Liberà e l’Unione di Centro hanno infatti reso noto la propria disponibilità a votare la riforma. Il presidente Udc Rocco Buttiglione, in particolare, ha affermato che “se la riforma delle pensioni con l’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile sarà ben fatta, l’Udc è pronto a votarla”, aggiungendo poi che “certo sarebbe stato meglio aver agito non sotto la dettatura dell’Europa”. Italo Bocchino (Futuro e Libertà) fa eco, affermato che il proprio partito “sfida Governo e PdL a portare in aula una riforma europea delle pensioni, a prescindere dalle note resistenze leghiste”, confermando di essere “pronto a votarla”.

Più scettiche le opposizioni tendenti al centro sinistra, con il leader Pd Pierluigi Bersani che dichiara che “gli italiani riconquisteranno il rispetto e la fiducia che meritano”, ma che “con questo governo nessuna misura basterà mai”.

Marco Simoncelli muore a soli 24 anni

Marco Simoncelli è deceduto in seguito ad un incidente, avvenuto al secondo giro del GP della MalesiaIeri in Italia ma anche nel resto del mondo si è vissuta una tragedia in diretta. Il giovane e talentuoso motociclista Marco Simoncelli è rimasto vittima di un terribile incidente al secondo giro del GP della Malesia.
Lo stesso circuito che in passato gli aveva portato fortuna e l’aveva visto vincitore, gli è stato fatale.

Una serie sfortunata di coincidenze ha voluto che dopo una caduta, brutta ma banale, la moto lo abbia riportato sulla traiettoria degli altri che stavano sopraggiungendo. L’impatto con le moto degli incolpevoli Edwards e Rossi è  stato terribile, il casco è volato via ed il giovane è rimasto esanime sull’asfalto davanti agli occhi attoniti di tutto il mondo.
C’è voluta quasi un’ora perché si avessero notizie certe. Ma la dinamica dell’accaduto ed il silenzio di medici e responsabili della pista non facevano presagire nulla di buono. Dopo cinquanta lunghissimi minuti è stato fatto l’annuncio che nessuno era pronto a sentire. Marco Simoncelli a 24 anni è deceduto per i traumi subiti a testa, torace e collo. In particolar modo, la rottura di due vertebre cervicali potrebbe essergli stata fatale.

In questi anni molto si è fatto per la sicurezza del motociclismo ma ancora non si è trovata una soluzione per proteggere adeguatamente il collo dei corridori.
Anche se è un fatto che questi giovani atleti in pista siano molto più al sicuro dei motociclisti che sfrecciano per le strada, nei prossimi giorni, superato lo shock iniziale, ci saranno i soliti crociati contro “uno sport pericoloso ed una morte evitabile”.
Comunque la si pensi, Marco Simoncelli è morto facendo ciò che più amava ed utilizzare tale dipartita per prendersela contro la sua più grande passione è ingiusto e di estremo cattivo gusto.

Terremoto in Turchia: oltre duecento vittime

L'ennesimo terremoto in Turchia. Centinaia di persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie.La Turchia è un paese ad alto rischio sismico e periodicamente i suoi abitanti devono fare i conti con questa realtà. Spesso la terra trema e questo è inevitabile, ma troppo spesso gli edifici crollano e questo dovrebbe essere evitato. Un paese che si candida ad entrare in Europa dovrebbe occupparsi in primo luogo della messa in sicurezza dei propri cittadini. Ma, del resto, l’Italia in Europa c’è già e la propria cultura antisismica, in relazione al rischio presente, è risibile.

Ieri, alle 12:41 ora italiana, un terremoto di magnitudo 7.3 e della durata di 25 secondi ha colpito la zona sud orientale della Turchia, in particolar modo la provincia di Van. Per tutto il giorno si sono susseguite un centinaio di scosse di assestamento minori, fino a ieri sera quando ne è stata registrata un’altra molto forte, pari a 6.1 della scala Richter. Il sisma, oltre ad essere di una certa entità, ha avuto anche la sciagurata caratteristica di essere superficiale. Due dati che, sommati al fatto che la zona sia povera e piena di edifici fatiscenti, hanno provocato una catastrofe.
I palazzi crollati dovrebbero essere almeno una quarantina, più di 200 le vittime accertate, 1090 i feriti e centinaia i dispersi.

La mezzaluna rossa si è rapidamente attivata, le squadre di soccorso stanno lavorando ininterrottamente da quasi 24 ore per portare in salvo i sopravvissuti rimasti sotto le macerie, e proposte di aiuto sono giunte da tutto il mondo. Dalla Nato, dalla Cina, dagli Stati Uniti e persino da Israele, paese con il quale la Turchia è ormai da tempo in rotta.