Life Planner, Assicurazioni “Ad Hoc” Per Il Cliente

L’Italia, come la maggior parte dei Paesi del Mondo, non e’ ancora uscita dalla crisi economica, e proprio in periodi come questi spuntano sul mercato del lavoro nuove figure professionali, nate per risolvere problemi ben specifici e quindi soddisfare una nicchia definita di mercato, lasciando da parte la pericolosa concorrenza. Una nuova figura professionale che sta prendendo sempre piu’ piede in Italia e’ quella del Life Planner, una persona che si prende molta cura del proprio cliente in termine di polizze assicurative.

La figura del Life Planner, nata inizialmente in America, arriva in Italia negli anni Novanta, ma soltanto negli ultimi tempi si e’ sviluppata professionalmente in modo adeguato. Il Life Planner differisce dal venditore di polizze assicurative per un semplice fatto: il venditore ha il solo scopo di proporre e vendere quante piu’ polizze assicurative al proprio cliente, mentre il Life Planner oltrepassa tale concetto.

Il Life Planner si prende cura del cliente sia prima dell’accordo, cercando la polizza migliore in base alla condizione familiare ed economica del cliente, sia dopo, contattando e incontrandosi di persona con il cliente per osservare l’andamento della polizza. Nel caso siano necessarie delle modifiche alla polizza, il Life Planner e’ in grado di farlo immediatamente, soddisfando quindi sia il cliente che la compagnia assicurativa.

Per diventare Life Planner e’ necessaria un’elevata formazione ed esperienza nel campo delle assicurazioni. Bisogna inoltre essere continuamente aggiornati sulle polizze, in modo da essere sempre pronti a proporre al cliente la soluzione migliore. Un’azienda attiva in Italia nel campo dei Life Planners e’ la Pramerica Life Spa.

Sarà Un Giugno Nero Per I Trasporti : Ecco L’Agenda Degli Scioperi

Quello che ha aperto i battenti da poche ore sarà un mese nero per chi, per un motivo o per un altro, è tenuto a spostarsi da una località all’altra. Quest’anno, il mese di giugno sarà ricordato per i tanti scioperi e per le proteste del personale addetto al trasporto. Il via alle proteste – che culmineranno il prossimo 25 nella mobilitazione del trasporto pubblico – lo danno oggi i lavoratori marittimi  e dell’aria.

Con modalità che variano di regione in regione, oggi si fermano i Cobas del comparto scuola e il Cub trasporti dell’Aviation Services per il trasporto aereo, che ha dichiarato il blocco degli straordinari. Tra 6 giorni esatti, ad incrociare le braccia saranno invece i lavoratori di Assohandlers aderenti a SdL: si fermeranno per 4 ore, dalle 12 alle 16; per il doppio del tempo riposeranno quelli aderenti a Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti. Sempre il 7 stop di 24 ore delle aziende del settore pulizie e multiservizi aderenti a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uilt-Uil.

L’8 giugno sciopereranno per l’intera giornata  i lavoratori marittimi del Gruppo Tirrenia, mentre l’11 giugno si fermeranno per la medesima durata gli addetti al trasporto pubblico locale aderenti a Sdl, Cobas, Rdb e Slai-Cobas. Dieci giorni più tardi, ci saranno ancora disagi dovuti all’agitazione del personale di aria: si fermeranno i dipendenti dell’Enav (aderenti a Cobas), di Alitalia/Cai-Airone aderenti a Fitl-Cgil, Ipa, Avia e Anpac.

Infine, il 25 giugno è in programma lo sciopero di bus e treni, per volere congiunto di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast.

Da Oggi Disponibili I Voucher Per Il Pagamento Dei Lavori Estivi

Per alcuni, l’estate è il periodo dell’anno in cui staccare la spina dagli affanni del lavoro. Per altri, è l’esatto contrario. Oggi inizia l’estate, intesa come stagione lavorativa, per tanti che probabilmente trovano nei mesi caldi un impiego più remunerativo rispetto a quello svolto nel resto dell’anno.

Tra questi, tantissimi studenti che per pagarsi gli studi si rimboccano le maniche nei mesi estivi. A differenza degli altri, però, i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi di qualsiasi ordine e grado possono lavorare solo nei weekend e durante i periodi di vacanze. Per tutti loro, da domani sarà possibile richiedere i voucher come modalità di pagamento: si tratta di uno strumento già utilizzato per il pagamento di 20mila giovani. Dall’agosto 2008, sono stati venduti circa 1,4 milioni di voucher, in tagli da 10 euro, 400mila da 20 euro e 600mila da 50 euro.

Il valore stampato sul voucher verrà incassato dal lavoratore per il 75%, la parte restante è comprensiva di trattenute statali, copertura assicurativa e contributi Inps. Tra i settori di spicco per l’utilizzo del buono, c’è l’agricoltura: il 46% di essi, infatti, è stato speso tra campi e vigneti. Il 14% dei buoni è stato emesso per lavoratori impiegati in manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà, il 9% nel commercio, l’8% nei servizi, il 4% per attività nel settore turistico e lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione.

Qualche Informazione Sui Temporary Manager

La crisi economica mondiale ha sconvolto molti mercati, ma c’e’ da dire che ha anche contribuito a creare nuove figure professionali, visto che molte persone hanno seguito la filosofia “se non trovi il lavoro che fa per te, createlo”. E cosi’ e’ stato per moltissimi diplomati e laureati, i quali hanno deciso di creare da zero nuove figure professionali in grado di dare una rinfrescata al mondo del lavoro e quindi avere piu’ possibilita’ di trovare una buona occupazione.

Molti giovani, ricchi di potenzialita’ ma colpiti in maniera pesante dalla crisi, hanno deciso di sfruttare le proprie conoscenze per dare un rinnovamento completo al proprio ruolo e professionalita’. Oggi desideriamo parlarvi del Temporary Manager, figura professionale nata da pochissimo e molto richiesta dalle aziende di diversi settori.

Il Temporary Manager puo’ essere considerato come un consulente o un dirigente che lavora per un’azienda in maniera temporanea, seguendo contratti e tempistiche ben precise. Figura molto qualificata, il Temporary Manager solitamente prende le redini di un’azienda o di un’organizzazione che sta passando un periodo negativo e di crisi, contribuendo a far tornare positivi i bilanci e collaborare con gli altri dirigenti in fase di tagli e di crescita economica.

Esistono diversi tipi di Temporary Manager, ognuno con competenze, conoscenze e capacita’ diverse, e dipende tutto dalla tipologia di azienda: per esempio, una compagnia di prodotti informatici potrebbe voler cercare un Temporary Manager con ampie conoscenze nel campo dell’informatica e dell’elettronica di consumo. Una banca, invece, potrebbe aver bisogno di una persona altamente qualificata in materia economica e finanziaria.

Lavorare In Tempo Di Crisi : E’ Dura Anche Per Laureati Ed Esperti

Di questi tempi non è facile: parole usate ed abusate negli ultimi mesi. In tempo di crisi, tra le missioni più complicate non può non figurare la ricerca di un impiego. Le occasioni scarseggiano, e quando si trovano, sono precarie e prive di prospettive future con l’azienda che le offre. Anche per professionisti esperti, trovare un’occupazione a tempo indeterminato è complicato.

I risultati emersi da un’indagine realizzata da Gipd, associazione dei direttori del personale sono eloquenti e tutt’altro che incoraggianti. Oggi sono due milioni e duecentomila gli italiani costretti a cercarsi un impiego. Più della metà di loro hanno meno di 34 anni e uno su cinque ne ha già compiuti quarantacinque. Attualmente, nel nostro paese ci sono circa duecentomila laureati in cerca di un impiego. Stessa situazione per settecentomila diplomati.

Evidente anche la sproporzione tra le domande e le offerte di lavoro delle aziende. Nell’ultimo periodo, il 21,2% delle imprese ha ricevuto più di cento candidature per ogni posizione aperta. Al dieci per cento delle imprese è capitato di riceverne più di 400 per un solo posto e in alcuni casi si è arrivati a superare anche i mille.

Mal comune, mezzo gaudio? Il fenomeno, infatti, non è soltanto italiano, ma coinvolge anche altri paesi del nostro continente, tra cui il Regno Unito. Vodafone, ad esempio, ha dichiarato di aver ricevuto 3000 candidature per cinquanta posti per laureati.

Più Internet E Meno Social Networks Per Le Imprese Italiane

Sì ad Internet, no ai social network. Ecco l’orientamento delle imprese italiane, emerso da una ricerca condotta dalla Fondazione Ucoa, che il prossimo 11 giugno darà il via ad un corso executive per illustrare a manager e professionisti le potenzialità di Facebook, Twitter e Linkedin. Il titolo del corso sarà “Enterprise 2.0, come il web cambia l’mpresa”.

Dai risultati dell’indagine emerge un dato inequivocabile: praticamente tutte le aziende italiane hanno un proprio sito Internet e una casella di posta elettronica, ma meno della metà di esse è presente sui social network più conosciuti. Si tratta, secondo i membri della fondazione, di una tendenza da invertire al più presto, soprattutto in relazione ai vantaggi potenziali offerti dalla presenza di un marchio sulle piattaforme sociali.

I benefici maggiori riguardano soprattutto il marketing e il feedback che le aziende maturano nei confronti dei clienti: lo ha provato in maniera diretta il 68% di quelle che hanno detto sì. Ma se molte compagnie storcono il naso di fronte a Facebook e simili, la maggioranza dei dipendenti non disdegna di trascorrervi parte dell’orario di lavoro: il 59%  delle imprese italiane, infatti, lascia libero accesso ai social network per i propri dipendenti in orario di lavoro.  Sono vietati, invece, per volere del restante 41%, che li considera una mera “perdita di tempo”.

Il percorso completo del corso dura 3 mesi a partire dal prossimo 11 giugno, con frequenza nel fine settimana, per un totale di 14 giornate d’aula e 63 ore di didattica. Il corso si svolge a Villa Valmarana Morosini, sede della Fondazione Cuoa, ad Altavilla Vicentina (VI).

Giovani Italiani : 2 Milioni Non Lavorano E Non Studiano

Arriva oggi dal rapporto annuale dell’Istat un dato preoccupante della gioventu’ italiana: piu’ di due milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni non hanno un lavoro e non studiano, e sono quindi costretti a continuare a vivere con i genitori per questioni economiche.

Tra i paesi europei, l’Italia e’ quello con il piu’ alto numero di giovani che sono costretti a rimanere a vivere a casa dei genitori non per questioni affettive, ma economiche: piu’ di due milioni infatti non studiano e non hanno un lavoro. L’Italia e’ tutt’altro fuori dalla crisi economica mondiale, c’e’ un forte tasso di disoccupazione o sottoccupazione, la pressione fiscale e’ al 43,2% e il potere d’acquisto pro capite e’ sotto i valori del 2000. Un quadro preoccupante quello dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, che definisce l’Italia un “caso unico” se confrontato col resto dei paesi industrializzati. L’Istat ha inoltre confermato che i lavoratori stranieri risentono di piu’ la crisi, con un tasso di disoccupazione di circa il doppio rispetto ai lavoratori italiani.

All’estero vengono chiamati Neet, da noi “bamboccioni”: sono i giovani che per forza di cose sono costretti a continuare a vivere in famiglia. Neet e’ un acronimo inglese derivato da “Non in Education, Employment or Training“, e serve per identificare tutti coloro che si ritrovano in una situazione lavorativa nulla, non studiano e non stanno imparando un mestiere. Il numero di Neet dal 2009 e’ aumentato di 126.000, colpendo in particolar modo il Mezzogiorno.Tra di loro si ritrovano anche laureati (21%) e diplomati (20,2%), sempre considerando la fascia d’eta’ tra i 15 e i 29 anni.