Riforma del lavoro: cosa potrebbe avere in mente Mario Monti

Cosa potrebbe contenere la riforma lavoro di Mario Monti

Una volta posta la mano sulla riforma delle pensioni, il premier Mario Monti ha realizzato solo metà del proprio operato sul mondo occupazionale – previdenziale. L’altra faccia della moneta è rappresentata dalla riforma del lavoro, che non dovrebbe tardare ad arrivare, turbolenze parlamentari permettendo. Ma in cosa consisterà questa riforma del lavoro?

Cerchiamo di tracciare qualche linea guida di quelle che sembrano essere le ipotesi maggiormente attendibili, almeno per il momento. La base di partenza è senza dubbio rappresentata dalla bozza che il senatore Pietro Ichino aveva a suo tempo modellato per rendere più flessibile il mercato del lavoro italiano, e meno aggredibile sul fronte dell’incremento della disoccupazione.

La bozza Ichino parte da un obiettivo certamente meritevole: cercare di abolire le forme di lavoro precario. Considerato che all’interno del mercato occupazionale della Penisola sussistono 46 diverse tipologie contrattuali, e che la stragrande maggioranza di queste sono forme – appunto – precarie, si tratterebbe pertanto di dare una corposa sforbiciata alle varie modalità di assunzione e di gestione del contratto di lavoro, per andare a ricondurre tutti i percorsi occupazionali di nuova emissione in un’unica grande famiglia.

La bozza Ichino sulla riforma del lavoro prevede infatti l’abolizione di tutti i contratti a progetto e a tempo determinato, con l’assunzione del nuovo lavoratore esclusivamente a tempo indeterminato. Un nuovo contratto omogeneo, pertanto, che vada a sostituirsi alla miriade di forme contrattuali attualmente esistenti. Un contratto, aggiungiamo, che dovrebbe inoltre prevedere un periodo di prova di sei mesi, con un successivo regime di protezione crescente con la durata del lavoro: in altri termini, man mano che cresce la “anzianità” di servizio presso la stessa azienda datore di lavoro, più saranno maggiori le forme di tutela di cui il lavoratore potrà godere, evitando in tal modo una pericolosa macchina di fuoriuscita dalle occupazioni, senza alcuna garanzia.

Ad ogni modo, due sembrano essere gli elementi fondamentali di tale riforma del lavoro: il primo è che licenziare potrebbe diventare più facile, poiché non vi sarebbe più alcuna protezione massiva sulla cessazione dei contratti di lavoro (il contratto unico diventerebbe pertanto a tempo indeterminato, ma con libertà di licenziamento); il secondo è che – proprio sulla base del primo motivo – sarà necessario instaurare una serie di ammortizzatori sociali, come un’assicurazione contro la disoccupazione, un reddito minimo, e altri strumenti per il reinserimento del lavoratore nel mondo occupazionale.

Una riforma del lavoro che, per questa e altre complessità, si preannuncia difficile (per alcuni osservatori, impossibile). Eppure Monti ha già dimostrato di poter andare dritto per la propria strada, superando ostacoli apparentemente invalicabili. Chi la spunterà?

Cercare lavoro online: come fare?

Vi siete mai chiesti quanto tempo ci voglia per cercare lavoro online? Spesso bisogna investire gran parte della giornata per ottenere ottimi risultati. Ebbene da oggi le offerte di lavoro sono anche sul web, tantissime persone ogni giorno cercano di trovare il lavoro della propria vita.

ricerca lavoro online

In questo particolare periodo di crisi è molto semplice vedere degli annunci di cerco lavoro direttamente online. Le persone non sanno più come risolvere il problema per trovare un’occupazione e alla fine provano anche l’ultima spiaggia del web.

Ogni giorno su internet vengono pubblicati milioni di annunci lavoro dedicati ad ogni genere di categoria, spesso sono tantissime le persone che cercando un lavoro da fare online. Per questo motivo, tra le offerte di lavoro si trovano degli annunci dedicati al mestiere del redattore web.

Sembra impossibile eppure tantissimi annunci Cerco Lavoro, vedono come protagonisti degli italiani che per racimolare qualche soldo a fine mese, cercano una qualsiasi occupazione. Scrivere per il web è sicuramente una passione ma con il passare del tempo, diventerà sicuramente un lavoro a tutti gli effetti.

State cercando lavoro? Allora perché non pubblicare uno degli annunci lavoro per ottenere una buona occupazione che vi permetterà di vivere in maniera dignitosa.

Come preparare una lettera di dimissioni

lettera dimissioni

Avete deciso di lasciare il vostro attuale lavoro, perché siete stufi di tutto? Per presentare tale richiesta è arrivato il momento di scrivere una lettera di dimissioni. Le dimissioni sono un obbligo del lavoratore dipendente che con un certo anticipo, deve avvisare il datore di lavoro sulla decisione presa.

Un tempo esisteva l’obbligo di presentare le dimissioni in maniera telematica, oggi la situazione è decisamente cambiata e tale richiesta si può presentare in maniera più semplice. La lettera delle dimissioni, può esser scritta senza problematiche su carta semplice e deve essere consegnata al datore di lavoro in maniera immediata.

Ricordatevi di inserire all’interno della lettera di dimissioni, i dati della società, la data, il luogo, la comunicazione ufficiale e ovviamente le vostre firme. Preparare le dimissioni non è affatto veloce, basta preparare due righe con i requisiti sopra elencati e il gioco è fatto, la lettera delle dimissioni è sempre difficile da consegnare ma spesso è necessario.

Non preoccupatevi, cercando annunci lavoro online, potrete trovare l’occupazione che si adatta meglio alle vostre esigenze, per ottenere il massimo sotto ogni punto di vista. Interne è pieno di annunci lavoro, cosa aspettate a dare un’occhiata per trovare il lavoro del vostro futuro?

Concorsi pubblici: no a quelli interni

Concorso pubblico. Immagine che identifica un classico concorso pubblico

Grandi novità in termini di Concorsi Pubblici. Non sarà più possibile ottenere avanzamenti di carriera tramite concorsi pubblici interni. Questa è la decisione del Tar del Lazio a seguito di una polemica scoppiata in merito al posto di Comandante in uno dei comuni laziali. Praticamente nel comune in questione, era stato indetto un concorso interno per coprire un solo posto di comandante. Molti utenti si sono risentiti perché consideravano illegittimo questo tipo di nomina. E così il Tar ha dovuto prendere una decisione. Per dirla tutta una scelta di questo tipo è direttamente collegata alla Riforma Brunetta sui concorsi pubblici che prevede che i passaggi tra le varie aree possono essere ottenuti solo ed esclusivamente dietro Concorso Pubblico da chi ha le caratteristiche indicate nel bando di concorso. Insomma, la decisione del Tar del Lazio non fa altro che rafforzare la validità della legge Brunetta.

Per chi è interessato, ci sono in attivo diversi Concorsi Pubblici, nella area tecnico scientifica, tutti relativi a posti nella Sanità nella zona di Roma. I tre concorsi, per i quali è ancora possibile mandare la candidatura, riguardano un complessivo di 45 posti di lavoro. Uno dei tre concorsi pubblici è mirato alla ricerca di 20 funzionari informatici. I candidati dovranno avere una laurea in Ingegneria, Matematica, Fisica o equipollente. L’altro concorso che riguarda  ben 32 assunzioni, è destinato a laureati in ingegneria civile o architettura, che abbiamo comunque una professionalità di almeno 3 anni, come liberi professionisti o dipendenti.  L’ultimo, ma non per importanza, è il concorso pubblico che riguarda tutti i laureati in Economia, Statistica, Matematica o Fisica. I posti a disposizione con questo concorso pubblico, sono solamente 3. Anche in questo caso, è richiesta avere una esperienza lavorativa di almeno 2 anni in settore pubblico o privato.

Job Finance Day

A Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italia, si terrà il meeting Job Finance DayIl 6 ottobre prossimo venturo è previsto l’attesissimo Job Finance Day.
Evento organizzato e promosso dalla Borsa Italiana con la collaborazione della Cesop Communication, azienda che ormai da dieci anni rappresenta un importante punto di riferimento nell’ambito della collocazione post laurea.
L’appuntamento di giovedì prossimo vedrà l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro nel settore finanziario.
Sarà una giornata dedicata ai giovani professionisti in ambito creditizio, assicurativo, finanziario, legale e amministrativo. Questi avranno la possibilità di mettersi in contatto e farsi conoscere dalle aziende attualmente più quotate ed affidabili. Una vetrina che potrebbe rappresenatre per alcuni di loro l’occasione della vita.

Il Job Finance Day si terrà presso la sede di Borsa italiana a Palazzo Mezzanotte. Da una parte ci saranno i laureati in materie economico-finanziarie, ma anche matematica, fisica, scienze giuridiche e ingegneria. Giovani preparati che possono vantare un master od un MBA nelle principali business school.
Dall’altra saranno presenti aziende di spicco, come Bnl, Bloomberg, Borsa Italia, Cariparma, la business school de “Il Sole 24 Ore”, Ernst & Young, Gruppo Generali, Intesa Sanpaolo, Mib-School of Management, Prometeia, Tesionline e l’Università di Pisa.

Questo sarà un’incontro che, oltre a dare un’immediata possibilità di sbocco lavorativo, sarà utile per conoscere gli strumenti della realtà economica attuale, per aggiornarsi sui nuovi indirizzi formativi presenti sia in Italia che all’estero, e sui futuri sbocchi professionali. In questo modo si forniranno ai giovani professionisti presenti le informazioni necessarie per potersi orientare al meglio, ed in maniera più efficace, nel percorso per la propria crescita professionale.

Lavorare come sarto

lavorare come sarto: un'occupazione stimolante che richiede spiccato senso estetico ed abilità manualeLavorare come sarto è un’occupazione stimolante e di antica tradizione che richiede impegno e professionalità. Oggi questa figura professionale è molto cambiata rispetto a qualche tempo fa: non è più svolta solo da artigiani rigorosamente a mano, ma anche in scala industriale. In Italia ci sono una miriade di piccole aziende dislocate su tutto il territorio. Si tratta di un settore tra i più colpiti dalla crisi anche perché si sta verificando un’incessante spostamento della produzione all’estero per abbattere i costi considerevolmente e rispondere alla concorrenza proveniente da altri mercati emergenti, come al Cina. Tutto questo a discapito della qualità nella maggior parte dei casi. Fatto sta che senza scoraggiarsi e con uno sguardo ottimistico si può dire che questa professione offre ancora discrete opportunità di lavoro.

Lavorare come sarto significa dunque, a differenza di un tempo, lavorare in laboratori artigianali o nelle industrie come operai specializzati. In genere questa figura professionale ha il compito di realizzare i capi in tutti i tessuti. E’ un profilo completo per cui deve essere in grado di lavorare con ogni tipo di stoffa: anche quella più difficile o complicata come la seta. I compiti più importanti consistono nel prendere le misure e disegnare i vari modelli, subito dopo bisogna tagliare e cucire l’abito. Anche in questo settore c’è la specializzazione, per cui ci si può formare in maniera diversa a seconda del settore preferito: uomo, donna o divise.

Per lavorare come sarto c’è bisogno di una grande sensibilità estetica, ci vuole creatività e molta precisione. Per confezionare un abito in maniera egregia bisogna fare attenzione alle cuciture e al confezionamento che devono essere impeccabili. Occorre saper maneggiare bene tutti gli strumenti di lavoro. La formazione migliore consiste nella frequenza di Istituti Professionali per sartoria, la frequenza di corsi di formazione è molto consigliata. Bisogna prevedere anche la possibilità di stage per completare la formazione ed acquisire esperienza (Fonte Jobtel).

Lavorare come orientatore al lavoro

Lavorare come orientatore al lavoro. una professione bella, utile e stimolante che consiste nel saper giudare ed informare le persone in cerca di lavoroLavorare come orientatore al lavoro è una professione stimolante e molto varia che consiste nell’aiutare le persone in cerca di occupazione a fare la scelta giusta. Per i giovani trovare lavoro è diventato sempre più difficile, specie in Italia, dove il tasso di disoccupazione giovanile cresce continuamente. Questa figura professionale si occupa di orientare le persone verso la scelta dell’occupazione migliore, fornendo ogni tipo di informazioni su mansioni, prospettive, opportunità e tendenze occupazionali. E’ un esperto del mercato del lavoro, conosce tutte le prospettive che riguardano i diversi settori, le tendenze dell’occupazione, le opportunità e tutte le iniziative che riguardano la formazione professionale.

Lavorare come orientatore al lavoro significa dunque selezionare e raccogliere tutte le informazioni riguardanti i vari tipi di occupazione; rispondere alle domande di quanti hanno bisogno di ottenere chiarezza rispetto al percorso di formazione da intraprendere. Ma l’orientamento è un processo complesso che parte dall’analisi dei bisogni del soggetto e l’indicazione del percorso che si possa confare maggiormente alle sue esigenze. Si parte dunque da un colloquio o dalla somministrazione di test o interviste. Si prosegue valutando le capacità dei soggetti ed aiutandoli a potenziarle. Potrebbe essere paragonato ad un personal trainer o ad uno psicologo in grado di guidare verso le scelte giuste.

Per lavorare come orientatore al lavoro bisogna dunque possedere conoscenze di diritto, psicologia, economia, comunicazione ed informatica. Occorre avere competenze specifiche che riguardano: capacità di relazionarsi ad altri, abilità di comunicazione. Ma quale la formazione migliore? Oggi la situazione di questa figura professionale è abbastanza particolare: gli operatori hanno infatti i titoli di studio più vari senza una specializzazione. Eppure è molto importante fare orientamento, al fine di guidare le persone verso la scelta migliore. In genere si parte con una laurea in materie umanistiche proseguendo con un master specifico. Ma si sta lavorando per disegnare un percorso specifico.

Lavorare come informatore scientifico del farmaco

Informatore scientifico del farmaco: una professione stimolante che richiede specifiche competenze.Lavorare come informatore scientifico: quali i requisiti, la  formazione? E’ una figura professionale abbastanza complessa che richiede un alto di grado di specializzazione e conoscenza dettagliate sui vari tipi di farmaco che andrà a presentare. Un professionista del farmaco in grado di indicare i vantaggi, la composizione e gli effetti del medicinale al fine di venderlo. E’ una figura professionale a metà tra lo specialista e il venditore che  deve presentare al meglio il farmaco con l’obiettivo di aumentarne la diffusione e dunque la vendita. Oltre alle conoscenza specifiche deve avere anche capacità commerciali.

Lavorare come informatore scientifico significa dunque avere una preparazione professionale completa che comprenda la capacità di spiegare quali siano le composizioni dei medicinali e le loro caratteristiche per garantire che se ne faccia un uso adeguato. Si occupa anche di fare delle relazioni che hanno lo scopo di riferire ai vertici aziendali reazioni ed accoglienza del farmaco ed effetti collaterali. Ha un rapporto molto stretto con gli operatori sanitari, al fine di registrare le reazioni all’utilizzo dei farmaci specifici. Il suo scopo è anche quello di contribuire al miglioramento del farmaco e alla ricerca scientifica. Una professione complessa e ricca di competenze specifiche.

Come fare per lavorare come informatore scientifico? Si tratta di un profilo professionale regolato dalla legge che stabilisce che per accedere a questa professione è necessaria una formazione specifica: laurea come Informatore Scientifico del Farmaco, in Medicina e Chirurgia, Chimica e tecnologie farmaceutiche, Farmacia, Scienze Biologiche (fonte Isfol). Un background culturale solido e la capacità di mediare tra produttori e consumatori questi sono solo alcuni tratti di questa figura professionale. Deve anche avere alcune conoscenze di marketing perché quando deve essere lanciato un nuovo prodotto deve elaborare dei programmi che sviluppino le vendite. Si preoccupa di monitorare il mercato e di riferire all’azienda tutto ciò che può servire a migliorare la diffusione del medicinale.

Lavorare come educatore professionale

educatore professionale: un'occupazione che richiede conoscenze di pedagogia, psicologia, antropolgia e una buona dose di empatia.Lavorare come educatore professionale significa dedicarsi agli altri, puntando sulla riabilitazione e l’educazione. Questa figura professionale si occupa infatti di elaborare progetti e programmi rivolti a giovani o ragazzi in difficoltà. Richiede una grande specializzazione e conoscenza di psicologia, pedagogia, filosofia oltre che lo svolgimento di attività pratiche come tirocini o laboratori. L’obiettivo principale al quale deve rispondere è quello di dedicarsi ai soggetti in difficoltà per promuovere e favorire il loro benessere psicosociale. Si tratta, dunque, di un’occupazione che avviene a stretto contatto con categorie sociali deboli o semplicemente a rischio: persone con handicap, con problemi di droghe o dipendenza dall’alcol o dal gioco, persone anziane, soggetti con problemi familiari alle spalle.

Lavorare come educatore professionale significa dunque dedicarsi all’elaborazione di programmi specifici rivolti a soggetti in difficoltà, con l’obiettivo del reinserimento o del benessere psicosociale. Gli obiettivi devono dunque essere individuati in maniera specifica a seconda dei soggetti. E’ comunque fondamentale recuperare le persone, nel senso di restituire loro benessere psicologico. Nei programmi possono essere coinvolte anche le famiglie (il più delle volte è così) e la società. Egli si occupa anche di monitorare situazioni a rischio e della gestione di strutture sociali. Può anche avere il compito di gestire risorse che gli vengono affidate nei progetti elaborati.

Lavorare come educatore professionale significa anche entrare nella realtà delle carceri e occuparsi del reinserimento di questi soggetti in società dopo la loro scarcerazione. Si tratta di un’occupazione che richiede formazione complessa ed una buona dose di sensibilità ed empatia. Bisogna avere la capacità di mettersi nei panni dell’altro e comprendere il modo migliore per aiutarlo a risollevarsi. Per svolgere la professione di educatore professionale è necessario conseguire la laurea triennale in educatore professionale a numero chiuso. Dopo il primo titolo è possibile conseguire la laurea specialistica per svolgere attività di gestione di strutture. Non è necessaria l’iscrizione ad un Albo professionale (fonte Isfol).

Lavorare come vetrinista

Vetrinista: una figura professionale che richiede senso estetic e preparazione nel settore dell'arte oltre che conoscenze di grafica pubblicitaria.Lavorare come vetrinista è una professione stimolante che richiede una buona dose di creatività e capacità di organizzare gli spazi e di arredare. Questa figura professionale non si occupa solo di allestire le vetrine, ma anche di arredare l’interno dei negozi al fine di favorire la vendita dei diversi prodotti; bisogna inoltre essere in grado di organizzare esposizioni d’arte o allestire mostre. Una figura professionale che deve svolgere diverse mansioni tutte nell’ambito dell’esposizione. Una delle prime regole del marketing è proprio quella del saper esporre il prodotto in maniera adeguata, specie quando si tratta di oggetti. Meglio si posiziona l’oggetto, più risulterà facile venderlo.

Lavorare come vetrinista significa dunque essere in grado di allestire vetrine, valorizzando al massimo gli oggetti esposti: sia che si tratti di capi di abbigliamento, oggettistica o generi alimentari. Può inoltre occuparsi di allestire le location per diversi eventi come sfilate di moda, mostre o matrimoni. E’ un lavoro che offre la possibilità di guadagnare abbastanza bene, usufruendo di un orario che si rivela abbastanza flessibile. Si tratta di un esperto che viene impiegato al bisogno, per cui è facile gestire gli orari, specie se si lavora come free lance. Discorso diverso se si è dipendenti.

Per lavorare come vetrinista è dunque opportuno avere uno spiccato senso estetico ed una formazione artistica anche se dipende dai livelli (un conto è impegnarsi per piccoli negozi, altro allestire grandi mostre o fiere). Molto importante un diploma presso Istituti o scuole d’arte, costituisce un titolo prefernziale anche una laurea nel settore dell’arte (architettura, conservazione dei beni culturali). Ma è fondamentale la frequenza di opportuni corsi di formazione professionale organizzati annualmente. Dopo aver frequentato il master e previo il superamento di un esame finale è possibile iscriversi all’Albo nazionale. (Fonte Isfol). Una delle più importanti scuole si trova a Milano ed è l’Accademia vetrinistica italiana.

Lavorare come peacekeeper

lavorare come peacekeeper:un'occupazione per chi desidera svolgere azioni concrete per costruire la pace nel mondoSi chiama Peacekeeper ed è una figura professionale importantissima che si dedica alla pace: uno dei beni più preziosi al mondo. Si tratta di un’occupazione di grande levatura morale, per chi comprende quanto la guerra sia distruttiva e si preoccupa giorno dopo giorno di costruire azioni di pace. Certo! Ci sono persone che lavorano alla costruzione di un mondo migliore e questi sono proprio i Peacekeeper. A differenza di un tempo quando questa mansione era affidata esclusivamente ai militari che dispiegavano le loro forze sui territori interessati dai conflitti, oggi molti civili impegnano la loro vita per portare la pace nel mondo.

Cosa significa lavorare come Peacekeeper? Significa occuparsi di assistenza umanitaria alle persone in estrema difficoltà; significa impegnarsi in attività di mediazione e monitoraggio. Ma la più importante attività di questi costruttori di pace è la difesa dei diritti umani e l’osservazione sul territorio dei vari eventi (elezioni, promozione della cultura e della solidarietà). Un costruttore di pace si impegna a preparare progetti per diffondere la democrazia e tutelare la libertà delle persone e ad attuare programmi che portino a risolvere in maniera pacifica i conflitti. Un’attività impegnativa, rischiosa e faticosa che regala una miriade di soddisfazioni. Mantenere la pace vuol dire aiutare i Paesi interessati a mettere in atto tutta una serie di processi economico-sociali per aiutare le etnie o le minoranze in difficoltà.

Si tratta di un lavoro di grande levatura morale, che richiede una preparazione ad hoc: medici, operatori per l’infanzia o volontari devono essere adeguatamente preparati per svolgere il loro ruolo alla meglio. Bisogna infatti conoscere benissimo la situazione del Paese in cui si andrà ad operare; bisogna avere conoscenza di diritti umanitari, politica internazionali e di mediazione. Ci sono delle vere e proprie tecniche di gestione dei conflitti, che tornano utili in queste situazioni. Sono dunque moltissime le figure professionali che si possono impegnare in questo settore: dai medici, agli psicologi, dai tecnici ai volontari. Non ci sono percorsi predefiniti per lavorare come Peacekeeper, anche se sono in programma corsi di laurea in Esperti nella gestione della situazione di crisi.

Lavorare come web graphic designer

Il web graphic design è una professione creativa, stimolante ed appassionte legata alla New EconomyLavorare come web graphic designer: in che modo? Con quale formazione? In cosa consiste questa professione? I tempi cambiano velocemente, specie nel mondo del lavoro. Con la rivoluzione determinata dall’enorme diffusione di Internet sono nate nuove categorie professionali, legate a questo settore. Così, figure professionali tradizionali si sono trasformate ed adattate alle nuove esigenze. Si parla di New Economy per definire l’economia emergente. Oggi il ruolo decisivo lo gioca Internet con tutte le professioni nuove, legate allo sconfinato universo della rete. Chi è il web graphic designer? È un grafico specializzato nel settore on line, che si preoccupa di tradurre in parole ed immagini on line messaggi e concetti che si vogliono trasmettere agli altri. E’ un’evoluzione della tradizionale professione del grafico pubblicitario.

Lavorare come web graphic designer significa, dunque, essere capace di elaborare un sito o realizzare loghi ed immagini di aziende; essere in grado di realizzare graficamente un prodotto. I compiti sono molto vari tutti legati al lavoro on line. Questo professionista può anche occuparsi di curare un sito web nella veste grafica e dal punto di vista dei contenuti. Si tratta di un’occupazione che prevede senso estetico spiccato e conoscenza di tutte le tecniche e le metodologie per operare sul Web, oltre che dei software specifici che sono il principale strumento del grafico. Un lavoro nuovo, stimolante e “moderno”. Si parla anche di visual designer, perché si occupa di comunicare emozioni tramite un attento lavoro sulle forme, colori e immagini.

Oggi il mondo del design si è notevolmente evoluto, si parla infatti, di design empatico, capace di regalare emozioni forti a chi usufruisce di un prodotto: questo vale anche per un sito web. E’ necessaria, per lavorare come graphic designer, la conoscenza dei principali software grafici e saper utilizzare la grafica in 3D. Quale formazione? Non esiste un percorso specifico, ma è necessario frequentare dei corsi di formazione che preparano alla professione. Ciò che conta è la capacità di aggiornarsi continuamente, di allargare anche il proprio campo di conoscenze culturali. Si tratta di una professione dove contano moltissimo esperienza, passione e creatività.

Lavorare come posatore/pavimentatore

Il posatore/pavimentatore un lavoro che si impara dopo un lungo periodo di apprendistato, molto faticoso ma molto richiesto.Lavorare come posatore pavimentatore è una professione particolare che richiede attitudini specifiche e buone competenze tecniche, oltre all’acquisizione di esperienza sul campo. Si tratta, infatti, di un lavoro abbastanza faticoso da svolgere in ogni periodo dell’anno specie nei periodi più caldi. Quella del posatore pavimentatore è una figura professionale specializzata nel realizzare pavimentazioni sia per interni che per esterni. E’ una professione che richiede specializzazione e molta esperienza. In cosa consiste? Nel pavimentare e rivestire edifici privati o pubblici. Si occupa della pavimentazione o rivestimento di aree industriali, residenziali, pubbliche o private.

Richiede una buona resistenza allo stress, la capacità di fronteggiare fattori climatici avversi. Abbiamo detto, infatti, che lavora sia all’interno che all’esterno per cui capiterà di lavorare in giornate fredde o molto calde, anche all’aperto. In questi casi saper resistere è molto importante. E’ un lavoro “sporco”: l’ambiente in cui si lavora è per forza di cose polveroso. Lavorare all’interno è invece molto diverso: molto più accogliente, più pulito e meno faticoso. Fatto sta che quella del posatore pavimentatore è una figura professionale molto ricercata.

Come si svolge il lavoro? Inizia con lo scegliere i materiali più adatti per la pavimentazione, insieme al cliente. Lavorare come posatore pavimentatore significa anche fare consulenza. Il materiale da utilizzare viene poi trasportato sul cantiere e inizia il lavoro vero e proprio. Fase di misurazione e preparazione dei materiali e poi la posa in opera. Il posatore deve essere molto bravo a preparare le malte a fare in modo che tutto sia preciso. Una volta terminato questa fase, lucida tutto e si preoccupa di eliminare eventuali difetti.

Quale formazione? La più grande scuola è l’esperienza diretta. Trattandosi di un lavoro manuale si impara attraverso il lavoro sul campo. Però il posatore pavimentatore deve possedere competenze specifiche quali: capacità di precisione, saper calcolare bene le misure e senso estetico. Deve inoltre essere molto bravo nel disegno tecnico e saper utilizzare sia malte che collanti.

Lavorare come formulatore di mangimi

Il formulatore di mangimi è una figura professionale che si occupa di preparare la composizione dei vari mangimi per animaliUn lavoro di precisione e molto particolare quello del formulatore di mangimi, che si occupa di stabilire come debbano essere composti i vari mangimi per gli animali. Un lavoro di precisione che richiede molte competenze tecniche. È un po’ l’equivalente del nutrizionista per gli uomini. Il formulatore di mangimi stabilisce infatti come debbano essere nutriti gli animali, quali principi aggiungere all’interno del mangime che verrà dato loro. Questa figura professionale si occupa, dunque di gestire e preparare delle pre-miscele con tutti i principi nutritivi che andranno poi mescolate al mangime vero e proprio: proteine, sali minerali e zuccheri.

Per lavorare come formulatore di mangime bisogna dunque conoscere bene gli animali, sapere come si nutrono e di quali principi nutritivi hanno bisogno per crescere sani e forti, in base alla specie, peso, età e stato di salute. E’ una sorta di specialista della nutrizione che lavora anche in base al costo delle materie prime, ne valuta la disponibilità ed è in grado di garantire un’alimentazione equilibrata agli animali in funzione di un ottimo stato di salute e del budget aziendale. Si può inoltre attivare per cercare nuovi tipi di mangimi e può anche essere impiegato per svolgere analisi sulle materie prime. Il profilo professionale cambia anche in funzione della grandezza dell’azienda in cui è impiegato.

Quale preparazione per lavorare come formulatore di mangimi? Prima di tutto bisogna conoscere il ciclo produttivo del mangime e conoscere tutto quello che riguarda l’alimentazione degli animali: patologie e stato di salute, genetica, fisiologia, nutrizione animale. Deve inoltre essere in grado di effettuare le analisi con i classici strumenti di laboratorio. E’ necessario iscriversi ad un corso di laurea in Scienze e tecnologie agrarie, oppure Scienze e tecnologie zootecniche o Biotecnologie. Questi corsi di laurea sono triennali ma se si consegue la specializzazione post laurea biennale si hanno sicuramente migliori opportunità. Bisogna inoltre acquisire esperienza sul campo (Isfol).