Con il lockdown meno lavoro ai giovani e alle famiglie in affitto

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Un recente rapporto sulla fase 3 della pandemia mette in evidenza gli effetti negativi che si fanno sentire a causa del lockdown, che continua ancora ad avere degli strascichi non indifferenti in ambito economico e lavorativo. Il lockdown ha sicuramente determinato una crisi, nell’ambito della quale stenta soprattutto la ripresa dei beni di consumo che possiamo definire voluttuari. Quindi soprattutto stentano a ripartire i settori in cui è concentrato il lavoro dei giovani sotto i 35 anni. Inoltre ci sono anche altre categorie di cittadini destinate a subire ancora a lungo le conseguenze della pandemia.

I risultati del rapporto sulle difficoltà per le famiglie

Il rapporto MonitorFase 3 Prometeia-Legacoop ha sottolineato che con il lockdown il 73% dei lavoratori sotto i 34 anni è stato costretto a fermarsi. Un dato che colpisce soprattutto per la differenza che c’è con quanto riscontrato per i lavoratori over 50, la cui categoria si è fermata soltanto per il 50%.

Le famiglie soprattutto sono in difficoltà, in particolare coloro che sono obbligate a pagare l’affitto o il mutuo.

Gli altri dati che emergono dal rapporto sulla fase 3

Ci sono vari dati che vengono messi in evidenza dal rapporto sulla fase 3 della pandemia, perché la crisi ha colpito anche coloro che potevano contare su risparmi limitati e su attività finanziarie e liquidità più ridotte.

I settori che più stentano a riprendere sono quelli in particolare delle costruzioni, del commercio, dell’intrattenimento, della cultura, della ristorazione. Le famiglie si sentono di rinunciare a determinate spese per far fronte agli impegni finanziari di cui non possono fare a meno.