Smart working: che cosa cambia con il nuovo DPCM

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Sarà in vigore a partire dal 14 ottobre e fino al prossimo 13 novembre il nuovo DPCM deciso dal Governo in queste ore. Arrivano delle novità anche per lo smart working, che sono in realtà delle vere e proprie raccomandazioni. Non ci dovrebbero essere al momento delle novità per quanto riguarda il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione. Sembra anche, secondo le indiscrezioni, che proprio allo smart working sarà dedicato un intero decreto, che potrebbe arrivare nel corso della settimana.

Cosa sappiamo sullo smart working e la Pubblica Amministrazione

Non ci sono nuove indicazioni sullo smart working nei settori della Pubblica Amministrazione nel nuovo decreto messo a punto dall’esecutivo. La percentuale del 50% è prevista fino all’ultimo giorno dell’anno in corso e per il prossimo anno dovrebbe alzarsi al 60%.

Nel nuovo decreto stabilito dal Governo non viene specificato un aumento della percentuale fino al 70% o al 75%, come affermavano delle recenti indiscrezioni.

Le raccomandazioni previste dal nuovo DPCM

Per le attività professionali nel nuovo DPCM sono contenute alcune raccomandazioni, che mettono in evidenza l’opportunità di attuare delle forme di lavoro agile, anche a distanza o nel domicilio dei lavoratori.

Viene raccomandato di incentivare i congedi retribuiti o le ferie per i dipendenti e di mettere a punto degli specifici protocolli di sicurezza per limitare la diffusione dei contagi, anche con strumenti per la protezione individuale, se non dovesse essere possibile rispettare la distanza tra le persone di almeno un metro.

Inoltre sono raccomandate le operazioni relative alla sanificazione degli ambienti lavorativi, con la possibilità di usufruire di forme di ammortizzatori sociali.