Prestiti Inpdap per insegnanti, cosa sono e come funzionano

Prestiti Inpdap per insegnanti, che cosa sono, come funzionano e come richiederli.

Certo che il sistema creditizio è diventato un fatto importante, specialmente il sistema creditizio statale, nel momento in cui la crisi economica, durata quasi un decennio, ha portato all’impoverimento del ceto medio e delle famiglie più in generale.

Quella sicurezza che derivava comunque una volta dal reddito certo da lavoro statale, è venuta meno col passare del tempo, tanto che la condizione di precarietà economica ha coinvolto quegli strati della popolazione che sembravano essere al sicuro dalla turbolenza dei mercati finanziari e da crisi economico-finanziarie, anche le più acute.

Non si trattava e non si stratta solamente di migliorare con un prestito le proprie condizioni di vita, ma sovente di avere, di ottenere quel minimo indispensabile di risorse per tirare avanti la baracca, per fare acquisti importanti o indispensabili per una famiglia. Il risparmio puro e semplice non bastava e non basta più; e a questa condizione divenuta spesso insostenibile si è aggiunto il rapporto tormentato con le banche, le quali hanno grosse responsabilità, come noto, nella gestione del sistema creditizio.

Se poi a ciò si aggiunge che molte banche non si sono comportate in maniera trasparente, per usare un eufemismo, ne vien fuori che la gente comune, per cercare un aiuto, un ausilio alla propria condizione economica, ha bisogno di un prestito statale, se possibile. C’è chi ha la possibilità di fruire di determinate agevolazioni e condizioni di favore in quanto dipendente statale, come ad esempio gli insegnanti.

Per costoro esiste un sistema normativo partorito da una serie di leggi, che consente di avere accesso al credito, a determinate condizioni naturalmente. Si era partiti inizialmente con l’Enam, vale a dire l’Ente Nazionale di Assistenza Magistrale, quale istituzione di riferimento volta a trattare il sistema di previdenza e i servizi assistenziali e creditizi degli insegnanti dello Stato.

L’Ente era stato creato nel dopoguerra, nel lontano 1947, per essere poi abolito molto tempo dopo, nel 2010, col decreto legge n. 78/2010, convertito nella legge 122/2010. Le competenze dell’Enam confluirono successivamente, a luglio del 2010, nell’Inpdap per un’esigenza di semplificazione e snellezza nel sistema della macchina burocratica, nonché per favorire un risparmio sui costi.

Successivamente, nel 2012, è stato abolito anche l’Inpdap, e ora gli insegnanti statali devono fare riferimento all’INPS, gestione ex Inpdap. Per i prestiti a tassi agevolati per insegnanti e docenti nel settore statale, bisogna quindi rivolgersi all’INPS. Vediamo chi può richiedere questi prestiti.

Prestiti Inpdap per insegnanti cosa sono e come funzionano

Possono richiedere i prestiti tutti i lavoratori iscritti alla gestione Assistenza Magistrale, ex Enam, che siano in attività di servizio e a non meno di due anni dalla pensione. Parliamo di insegnanti delle scuole dell’infanzia, cioè della scuola materna o asilo, e delle scuole primarie, vale a dire maestri delle scuole elementari assunti a tempo indeterminato.

Quindi di tutti i dirigenti scolastici provenienti dall’ex ruolo di direttori scolastici, i direttori dei servizi generali e amministrativi provenienti dalla legge n. 1213/1967 assoggettati a ritenuta ex Enam.

E ancora i docenti di religione cattolica assunti nei ruoli dei docenti di scuola dell’infanzia e primaria e assoggettati a ritenuta ex Enam. La somma che si può ottenere non può essere superiore al doppio dello stipendio in godimento, comprensivo degli assegni a carattere continuativo e fisso. Il tasso di interesse annuo applicato è fisso e pari all’1,50%. L’INPS, però, trattiene una quota pari all’1% dell’importo lordo del prestito per spese varie di amministrazione e per il fondo di garanzia.

Il rimborso del prestito avviene in 24 rate mensili, le quali vengono regolarmente trattenute in busta paga dalle Ragionerie Territoriali dello Stato e quindi versate all’INPS stessa.

Il prestito deve essere finalizzato alla nascita di un figlio, adozione di un figlio, matrimonio dell’iscritto o dei figli, morte di un familiare, malattie gravi, anche dei familiari, acquisto prima casa, spese di manutenzione straordinarie abitazione, mutuo acquisto prima casa, cure odontoiatriche proprie o dei familiari, cambio di residenza, acquisto auto, frequenza universitaria propria o dei figli, eventi straordinari da valutare.

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