Certificato medico per lavoro, quando serve?

Certificato medico per lavoro, quando serve e quali sono le modalità di invio?

Mi ammalo o non mi ammalo? Può sembrare assurdo, ma c’è ancora qualcuno che ragiona, o non ragiona, in questi termini. Come se la malattia al lavoro fosse un fatto discrezionale, e non derivante da una condizione di salute oggettiva.

Eppure è proprio così. Adesso i controlli sono aumentati, tuttavia ci sono ancora gli impenitenti, quelli che preferiscono starsene a casa dichiarando malattie non vere. Un residuo di pensiero un po’ malsano che ci riporta indietro nel tempo, frutto di una cultura piuttosto lassista, mediorientale, per la quale lavorare è molto un diritto e molto meno un dovere.

Insomma, l’Italia dei valori, dei diritti e quant’altro: tutti pronti a reclamare questo o quest’altro, ma quando c’è da fare i furbi, purtroppo, molti di noi sono ancora in prima linea. Insomma, stentiamo ancora, in generale, a entrare compiutamente nel ruolo di cittadino a pieno titolo, sapendo che una società è fatta non solo di diritti più o meno naturali o costituzionali, ma anche di compiti e di doveri.

E che se si adempiono bene compiti e doveri, ne beneficia tutta la società, e quindi anche noi. Posto che, naturalmente, ci deve essere il lavoro, e se possibile per tutti. Ma a maggior ragione, se c’è poco lavoro, dobbiamo rispettare ancor più le regole, onorandolo e cercando di non mancare di rispetto verso coloro che purtroppo non ce l’hanno.

Ecco che allora si pone il tema delle regole del lavoro, delle malattie. In questi ultimi tempi sono cambiate diverse cose, su questo fronte, un po’ perché il datore di lavoro ha deciso di essere più rigido; un po’ perché l’intensità dei controlli è maggiore; un po’ perché è intervenuta in maniera pesante l’informatica abbinata alle telecomunicazioni. Il digitale la fa da padrone anche in questo settore.

Certificato medico per lavoro quali sono le modalita di invio

Ricapitoliamo. Il prestatore di lavoro, quando si ammala, ha diritto a essere pagato e mantiene il posto di lavoro. Per poter però fruire di queste guarentigie, deve essere prodotto un certificato medico e bisogna che il lavoratore stesso sia sottoposto ai controlli del caso. In particolare, la legge n. 183 del 4/11/2010, all’articolo 25, stabilisce che il medico curante invii per via telematica all’Inps il certificato di attestazione della malattia.

La certificazione è obbligatoria tanto per il lavoratore del settore privato, quanto per quello del settore pubblico. La certificazione deve essere richiesta al medico entro due giorni. Se di mezzo ci sono uno o più giorni festivi, la scadenza è prorogata al giorno seguente. Per ogni lavoratore c’è un numero di protocollo che corrisponde alla pratica Inps relativa. Il lavoratore deve comunicare il numero di protocollo al datore di lavoro.

Il lavoratore che si ammala è soggetto a controlli che sono competenza della ASL (Azienda Sanitaria Locale) di riferimento, il cosiddetto controllo medico domiciliare. Il certificato deve essere prodotto anche per un solo giorno di malattia, e il lavoratore stesso è tenuto a comunicare l’indirizzo presso il quale è reperibile per i controlli a domicilio previsti.

Nel caso in cui non è possibile inviare il certificato per via telematica, il certificato deve essere inviato all’Inps per via cartacea. Il medico curante deve inviare il certificato entro le 24 ore dalla visita. Detto questo, non ci resta che ammalarci con una certa tranquillità. Scherzi a parte: la malattia può essere naturalmente anche seria, ed è anche per questo che dovremmo metterci tutti una mano sulla coscienza sulla veridicità di certe affermazioni.

Tutto sommato, siamo una nazione ancora avanzata per quanto riguarda la tutela e i diritti dei lavoratori. Cerchiamo di rimanerlo.

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