Referendum protezionista in Svizzera chiudono i casino online sicuri stranieri
Referendum protezionista in Svizzera chiudono i casino online sicuri stranieri

Il giugno 2018 sarà ricordato in Svizzera come un momento in cui la politica del Paese ha preso una direzione protezionistica per preservare una settore molto speciale. Il popolo elvetico infatti si è espresso votando sì, ben il 72%, per plebiscitare una Legge federale sul tema del gioco, che entrerà in vigore nel gennaio 2019. Grazie a questa legge i siti web e i casino online sicuri ma di provenienza estera, saranno oscurati, mentre quelli svizzeri potranno continuare a offrire i loro giochi online.
I sostenitori del no, si opponevano alla possibilità di rendere legale una sorta di censura su internet, che partendo dal comparto limitato dei giochi, e dei casino online sicuri ma stranieri, rischia di creare una sorta di precedente pericoloso.
Il sì era abbastanza prevedibile, anche se non con queste dimensioni: la percentuale di sì ha raggiunto l’82% nel cantone Ticino, il più vicino, anche culturalmente, all’Italia, con punte dell’88% nel cantone di Vaud.

Il sì che avvantaggia i casino tradizionali e online sicuri, ma solo svizzeri

Gli ultimi sondaggi della televisione nazionale svizzera parlavano di un sì al 58%: i risultati hanno davvero superato tutte le aspettative.
Ma ormai, come si suol dire, i giochi sono fatti, rien ne va plus, e la legge sul gioco d’azzardo, seguirà i principi sanciti già nella Costituzione nel 2012, per cui le stesse regole dei casino tradizionali, si applicheranno ai casino online sicuri e d’ora in poi svizzeri.
Alla base delle normative elvetiche, vi è l’obiettivo di mantenere il settore dei giochi sotto il controllo statale, applicando al gioco online le severe norme che riguardano il gioco nei casino, e destinando i proventi del gioco al finanziamento delle assicurazioni per anzianità, invalidità, oltre che ad enti riconosciuti per la loro utilità pubblica, sociale e sportiva.
I gestori dei casino online svizzeri, sicuri e controllati esultano, come pure i casino tradizionali, in perdita a causa della concorrenza fuori controllo dei casino stranieri, che non sono tenuti a osservare le stesse regole di quelli tradizionali. Si attende quindi un rilancio da parte di tutto il comparto dei giochi, in modo da trasformare un settore in calo, in un nuovo traino per l’economia.

Il rilancio del casino tradizionale, anche casino online sicuro

Amarezza per i sostenitori del no, che con lo spauracchio del blocco di Internet, o meglio di una parte del web, non hanno convinto i loro concittadini.
In Svizzera terra d’elezione dei casino tradizionali, la concorrenza di operatori con sede all’estero, aveva provocato non pochi danni a tutto il comparto, appesantito da una normativa molto severa e una pesante politica fiscale. Attualmente infatti i casino tradizionali versano una tassa davvero esosa, tra il 40 e l’80% del guadagno derivante dal totale delle somme che vengono incassate meno le vincite che vengono pagate. Nell’anno 2016 i 21 casino hanno versato nelle casse della federazione ben 323,3 milioni di franchi, quindi il crollo del settore rappresenterebbe una bella decurtazione anche delle entrate. Di qui l’esigenza di proteggere con un provvedimento controcorrente, un settore caratteristico dell’economia. Consentendo l’operatività solo ai loro casino online, gli svizzeri saranno sicuri che il denaro investito dai giocatori resterà in patria. Al tempo stesso i casino tradizionali avranno un po’ di respiro, e potranno rilanciare la loro offerta reinventandosi anche come casino online sicuri.
Questa svolta protezionistica che ha come mezzo l’oscuramento di siti internet ha un sapore un po’ rétrò e indubbiamente fa pensare alle limitazioni delle libertà personali che riguardano altri stati. Ma siamo certi che il rischio di un controllo sulla libertà dei cittadini, e di ciò che fanno in Internet sia ben lontano dai desideri di tutti gli svizzeri.

Tutti i contenuti scritti a più mani vengono firmati direttamente dalla redazione di iJobs, portale dedicato al mondo del lavoro ma con un occhio ai fatti di attualità nel panorama nazionale e mondiale.

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