
Il maltempo sta aggravando la situazione di questo periodo portando neve e gelo su tutta la penisola e le regioni italiane facendo anche aumentare l’emergenza gas. Le industrie e le abitazioni si sono trovate, quindi, con grandi difficoltà avendo meno gas a disposizione per il proprio sostentamento. Il nostro Paese inizia a risentirne e questo maltempo non sta arrecando problemi solo per la viabilità, quindi, ma anche per la gestione di tanti altri aspetti. Si torna a parlare di gas e dei rapporti con la Russia, quindi, che da quando Berlusconi non è più al Governo ha leggermente diluito i rapporti con l’Italia: in Puglia si avvia una nuova protesta contro la realizzazione di un nuovo gasdotto, che andrebbe a rifornire il nostro Paese dal Mar Caspio e si riapre anche la possibilità di liberalizzare l’ENI.
Inoltre, immancabile, torna a discutersi anche del nucleare per sopperire all’emergenza Gas, che di recente era stato respinto e che continuiamo a procacciarci dalla Francia, dove l’energia nucleare è una realtà da diversi anni. A commentare la situazione è stato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la politica industriale, che ha chiarito come la difficoltà risieda in un falso allarmismo. L’incidente di Chernobyl prima e Fukushima dopo hanno creato sicuramente uno stato di panico inutile. Tajani conferma, infatti, che tali situazioni sono abbastanza banali e non bisogna temere alcuna pericolosità dell’atomo: per il vicepresidente della Commissione è stata una sciagura dire di no al nucleare il 12 e 13 giugno, quando si votò al referendum.
C’è da ricordare poi che proprio in questi giorni la Francia continua a servirsi di 58 reattori nucleari sparsi sul territorio nazionale per risolvere il problema del gas e della dipendenza dalle materie prime, sostituendo a tutto l’utilizzo della nuova energia nucleare. Ovviamente la situazione non è completamente stabilizzata e si manifestano spesso difficoltà di approvvigionamento.