Lavoratori fragili: arrivano i chiarimenti del Ministero

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lavoratori fragili

Con la riapertura della scuola disposta dal Governo a livello nazionale per il 14 settembre, si parla tanto dei lavoratori fragili. Infatti ci sono state molte polemiche anche riguardo al fatto che molte cattedre resteranno scoperte. Molti insegnanti non vogliono tornare al lavoro per la didattica in presenza, facendo riferimento al loro stato di salute di particolare fragilità.

Chi sono i lavoratori fragili secondo il Ministero

Il concetto di fragilità era stato condiviso con il protocollo del 29 aprile scorso. Tuttavia allora non erano state date delle spiegazioni molto precise e quindi la definizione rischiava di restare con una certa ambiguità.

Adesso una circolare del Ministero del Lavoro, delle Politiche Sociali e della Salute ha dato dei chiarimenti a questo proposito. La circolare riguarda tutte le categorie a rischio, ma sicuramente in questo momento viene data ampia risonanza al tema del ritorno al lavoro per quanto riguarda i docenti.

È proprio con l’interpretazione della circolare ministeriale che si potrà capire correttamente quanti docenti dovranno ritornare al lavoro e chi invece potrà assentarsi in nome di questa condizione di fragilità.

Il Ministero ha chiarito che la maggiore fragilità si riferisce sia ad una situazione che interessa le fasce di età più elevate della popolazione che alla presenza di alcune malattie che possono esporre ad un maggior rischio.

Per essere lavoratori fragili non basta soltanto l’età

Nel protocollo di aprile i soggetti a rischio erano individuati in base all’età, coloro che hanno più di 55 anni. Adesso i Ministeri hanno chiarito che soltanto il dato dell’età non è sufficiente a stabilire la condizione di fragilità.

Infatti si deve valutare la presenza di alcune patologie che in caso di infezione potrebbero portare ad un esito più grave.